Arte impressionista



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22.05.2018
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ARTE IMPRESSIONISTA

L’Impressionismo è una corrente artistica sviluppatasi in Francia nella seconda metà dell'Ottocento e nata dal rifiuto delle tradizioni pittoriche e scultorie contemporanee, a soggetto neoclassico o romantico e, e dello stile promosso dall'Accademia di Belle Arti di Parigi, tecnicamente meticoloso e incentrato sul lavoro in studio. Il movimento impressionista si sviluppò a Parigi nei primi anni ’60, sebbene la prima mostra del gruppo risalga al 1874. Interpreti principali del movimento impressionista furono: Edgar Degas, Claude Monet, Berthe Morisot, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir e Alfred Sisley.

IL MOVIMENTO IMPRESSIONISTA

IL LINGUAGGIO IMPRESSIONISTA

Nella seconda metà dell’800 l’arte figurativa francese, sulla scia della pittura realista, prosegue la ricerca verso un naturalismo spontaneo, libero dagli schemi accademici.

Tradizionalmente l'Accademia imponeva le direttive alle quali tutta l'arte francese avrebbe dovuto uniformarsi e allestiva le esposizioni del Salon di Parigi, organo ufficiale della promozione artistica e della formazione del gusto. Gli impressionisti rifiutarono le regole accademiche, preferendo ispirarsi alla natura e alla vita quotidiana piuttosto che alla classicità o alla storia, e rigettando d’altra parte anche il sentimentalismo romantico allora in voga. Scegliendo di lavorare all'aperto (en plein air) anziché in studio, interessandosi principalmente agli effetti della luce naturale i pittori impressionisti cercavano di rappresentare la realtà così come la vedevano, cogliendo solo l’impressione generale senza soffermarsi sui particolari. Luce e colore diventarono gli strumenti più adatti per esprimere le impressioni suscitate nell’artista dall’osservazione della realtà. Se la pratica accademica si fondava sull’accuratezza del disegno, la precisa descrizione dei dettagli, la perfetta definizione delle forme attraverso sfumature di colore e chiaroscuro, gli impressionisti, invece, elaborarono una tecnica pittorica in grado di riprodurre la percezione visiva del reale, nella quale i contorni non sono mai netti e i colori, chiari e luminosi colpiti dalla luce, appaiono vivi, spesso cangianti. Il procedimento si fondava sulla stesura di brevi pennellate di colore puro (pennellata rapida e frantumata), che giustapponevano perlopiù colori primari (rosso, giallo e blu), mettendoli in contrasto con i complementari (verde, viola, arancio ecc.): ne risultava un’immagine rozza e frammentaria se analizzata da vicino, ma straordinariamente efficace dalla consueta distanza d’osservazione, caratterizzata da una luminosità più accesa di quella solitamente prodotta mescolando i colori prima di applicarli alla tela.



La prima mostra impressionista allestita nel 1874 nello studio del fotografo Nadar si risolse in un clamoroso insuccesso, pur segnando l’avvio ufficiale del movimento. La stampa e il grande pubblico abituati da tempo allo stile accademico e convenzionale, erano ostili alle innovazioni impressioniste. Con il tempo, tuttavia, il movimento guadagnò consenso. Il termine "impressionista" fu utilizzato per la prima volta dal giornalista Leroy sul periodico parigino "Charivari", per qualificare spregiativamente un dipinto di Claude Monet intitolato Impression, soleil levant (1872, Musée Marmottan, Paris); fu adottato ufficialmente in occasione della terza esposizione degli impressionisti, nel 1877. L’esperienza impressionista, conclusasi nel 1886, con l’ultima mostra del gruppo organizzata dal mercante d'arte Paul Durand-Ruel, ha realizzato una vera e propria rivoluzione pittorica, fondamentale per i successivi sviluppi dell’arte moderna e contemporanea.

Diversi per temperamento, i pittori impressionisti sono uniti dal comune desiderio di rompere con le regole della tradizione:

  • considerano l’arte un’attività autonoma, non più influenzata dalle scelte della committenza o dalle regole accademiche; essa dunque interpreta in modo diretto lo spirito del proprio tempo.

  • rifiutando i principi compositivi tradizionali, abolendo l’uso del disegno e delle rigorose costruzioni prospettiche;

  • non trattano soggetti mitologici, storici o religiosi; sono indifferenti ai temi politici e sociali tipici della pittura realista, ma rappresentano paesaggi naturali, scene di vita quotidiana nelle grandi città (la folla dei boulevard parigini, gli interni dei caffè, i teatri);

  • non lavorano in studio (atelier) ma all’aria aperta (en plein air).

I PRINCIPI RIVOLUZIONARI DELLA

PITTURA IMPRESSIONISTA

  1. SEGNO: nella pittura impressionista la linea è assente e manca un disegno preparatorio. Le forme prendono vita direttamente col colore, che viene steso con segno rapido e sicuro, senza apparente attenzione per il contorno delle figure.

  2. LA LUCE: costante è lo studio dei fenomeni della luce: colpendo gli oggetti, essa si scompone nei vari colori. Ogni paesaggi è fatto di luce e colore, l’una e l’altro continuamente mutevoli, a seconda dell’ora, delle condizioni atmosferiche e del nostro punto di vista.

  3. IL COLORE: i colori vengono disposti puri sulla tela; essi così si mescolano o si accostano trasformandosi ed esaltandosi reciprocamente. Dunque il colore locale, ossia quello di un singolo oggetto o di una sua parte, non esiste, perché ai nostri occhi ogni colore subisce l’effetto del suo vicino. Le ombre non sono nere, ma corrispondono semplicemente a zone meno luminose.

  4. IL MOVIMENTO: il movimento fa parte dell’impressione che riceviamo nel percepire il mondo esterno. Le immagini sono infatti fuggevoli, le forme appena intuite e, non avendo contorni definiti, sembrano mutare continuamente. Per tale motivo la pittura impressionista predilige lo studio dei riflessi della luce sull’acqua, le cui superficie è in continuo e impercettibile movimento.

MONET

Partito dalla descrizione del paesaggio naturale (i fiori e l’acqua; le serie dei covoni nel 1891 e della cattedrale di Rouen nel 1892-3) giunge a rendere il rapporto luce-colore forme quasi astratte (le ninfee e le Grandi Decorazioni).

RENOIR

Raffigura con festosa partecipazione tutto ciò che lo circonda: scene di gruppo all’aperto, ritratti di donna.

DEGAS

Esplora la vita parigina in tutti i suoi aspetti, dalle corse dei cavalli alle ballerine inquadrate come fossero fotografie.

PISARRO

Raffigura paesaggi e la realtà dinamica della metropoli moderna.

SISLEY

Studio della natura e degli effetti della luce sul paesaggio: cielo ed acqua gli elementi naturali preferiti.

PRECEDENTI STORICI E INFLUENZE

Ebbero notevole influenza sugli impressionisti:

  • le stampe giapponesi che si diffusero in Europa a partire dal 1853 ed entusiasmarono i pittori impressionisti per i soggetti e per gli aspetti formali: inquadrature dal taglio insolito, uso di colori puri, la totale mancanza di chiaroscuro, le variazioni atmosferiche;

  • i pittori della scuola di Barbizon e Corot, che aveva studiato gli effetti di luce nelle diverse ore del giorno;

  • l'arte realista di Courbet fu ammirata per i soggetti tratti dalla vita quotidiana;

  • l'opera dei pittori romantici inglesi Constable e Turner così vicina alle ricerche degli impressionisti che quando Monet e Pissarro videro i loro dipinti per la prima volta a Londra, nel 1871, ne rimasero profondamente suggestionati;

  • gli studi sulle leggi dell’ottica e dei fenomeni fisici e percettivi della luce;

  • l’invenzione della fotografia che influenzò gli artisti soprattutto nella scelta del taglio dell’inquadratura, che se ben studiato, può imprimere all’opera il senso di movimento.



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