Aspetti medico-legali in tema di responsabilità professionale in psichiatria



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Aspetti medico-legali in tema di responsabilità professionale in psichiatria

  • Luca Cimino


AVVERTENZA

  • I seguenti “appunti” riguardanti gli aspetti medico-legali in tema di responsabilità professionale in psichiatria, costituiscono unicamente un “pro-memoria” rivolto a coloro che hanno partecipato agli incontri svolti su questo tema, non potendo di per sé costituire un riferimento completo ed esauriente su tale argomento.



  • Nel campo delle azioni e di ciò che è utile non c’è nulla di stabile, come nel campo della salute. Non c’è infatti una legge generale per i casi particolari, perché essi non rientrano in nessuna conoscenza tecnica e in nessuna regola fissa, ma spetta sempre a chi agisce tener conto di ciò che è opportuno, come avviene nell’arte della medicina”.

  • Aristotele (384-322 a.C.)

  • (Etica a Nicomaco, Libro II)



Premessa

  • In riferimento a ciò che attiene alle attività sanitarie in genere è necessario sottolineare che:

  • Non esistono problemi medico-legali specifici, bensì possibili applicazioni al caso proposto di concetti a carattere generale, di per sé non certo modificabili;

  • Non esistono indicazioni specifiche che disciplinano compiti e responsabilità del personale sanitario e che lo possano “guidare” con sicurezza.

  • Da ciò deriva che

  • ogni caso ha una propria e non ripetibile fisionomia, che deriva dalla combinazione di più fattori e pertanto un avvenimento tanto articolato non può essere ricondotto a degli archetipi



  • Le corti di giustizia sono come cantine, dove la saggezza degli avi sta chiusa in bottiglie; si aprono le bottiglie e vien da piangere nel constatare com’è scipito il sommo e più fermentato grado dello sforzo umano verso la precisione, prima di diventare perfetto.

  • E tuttavia certe persone non indurite se ne possono ubriacare.

  • E’ un fenomeno noto che l’angelo della medicina, dopo aver ascoltato per un po’ le dissertazioni dei giuristi, dimentichi molto spesso la propria missione. Egli ripiega allora le ali fruscianti, e si comporta nelle aule dei tribunali come un angelo di complemento della giustizia”.



Parte I

  • Aspetti generali medico-legali della responsabilità medica



Responsabilità professionale

  • Dagli anni ’90 si è registrato un progressivo incremento dei casi di responsabilità professionale con un trend a tutt’oggi esponenziale.

  • Ogni medico italiano ha, in vent’anni di attività, l’80% di probabilità di incorrere in problematiche giudiziarie.

  • Gli specialisti più a rischio sono: ortopedici, ostetrici-ginecologi, anestesisti, chirurghi generali, medici dell’ emergenza-urgenza, oncologi.

  • Oggi i medici perderebbero tre cause su quattro in ambito civile, mentre due medici su tre vengono assolti in ambito penale.

  • (A.M.A.M.I., 2006)



Responsabilità professionale

  • La preoccupazione derivante dal dilagare della malpractice medica, producendo timori negli operatori sanitari di vedere compromessa la propria immagine professionale e sociale, porta ad influenzare gli stessi percorsi diagnostico-terapeutici



Responsabilità professionale

  • Le cause principali del progressivo incremento dei casi di responsabilità professionale possono essere ricondotte essenzialmente a tre elementi:

  • 1. Orientamento giurisprudenziale

  • a) probabilità di successo nei casi omissivi;

  • b) concetto di “prestazione difficile”;

  • c) concetto di “errore scusabile”;

  • d) progressivo superamento di una rigida dicotomia “obbligo di mezzi” e “obbligo di risultati”.

  • 2. Fattori sociali.

  • 3. Mass media.



Atteggiamento magistratura penale Reato omissivo

  • Corte di Cassazione Penale: orientamento degli “anni ’90-settembre 2002”

  • Sono sufficienti per la condanna penale serie ed apprezzabili probabilità di successo per l’azione impeditiva dell’evento, anche se limitate e con ridotti coefficienti di probabilità, talora indicati in misura inferiore al 50%.



Causalità materiale

  • Orientamento attuale:

  • “… alto grado di credibilità razionale, quindi … certezza processuale …” “… la condotta omissiva del medico è stata condizione necessaria dell’evento lesivo con alto o elevato grado di credibilità razionale o probabilità logica” (Cass. Pen., Sez. Unite, sentenza del 11/09/2002 n. 30328)

  • In sede penale, quindi, è richiesta la prova che il comportamento alternativo dell’agente avrebbe impedito l’evento lesivo con un elevato grado di probabilità logica e di credenza razionale prossimo alla certezza.

  • In sede civile vale invece il criterio del “ … più probabile che non”.

  • (ex plurimis Cass. Civ., sez. III sent. 21619/2007; Cass. Civ, sez. unite, sent. 581/2008)






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