Atti amministrativi – installazione di cartelli pubblicitari – richiesta di autorizzazione – diniego – motivazione – lesione del valore estetico-culturale tutelato dal vincolo paesaggistico posto sulla zona – insufficienza – ragioni



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28.03.2019
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ATTI AMMINISTRATIVI – INSTALLAZIONE DI CARTELLI PUBBLICITARI – RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE – DINIEGO – MOTIVAZIONE – LESIONE DEL VALORE ESTETICO-CULTURALE TUTELATO DAL VINCOLO PAESAGGISTICO POSTO SULLA ZONA – INSUFFICIENZA – RAGIONI

T.A.R. VENETO, SEZ. III – Sentenza 13 settembre 2006, n. 2920

È illegittimo il provvedimento con il quale è stata negata l’autorizzazione ad installare un cartello pubblicitario accessorio ad una piccola stazione di erogazione carburanti, in luogo di quello preesistente, motivato con l’affermazione del tutto generica che il progettato intervento (l’apposizione di una insegna commerciale sostitutivo di altra simile preesistente) non può essere autorizzato “perché lesivo del valore estetico-culturale tutelato dal vincolo paesaggistico posto sulla zona”. Orbene, tale motivazione è certamente apodittica ed insufficiente a giustificare il diniego di autorizzazione all'installazione di una insegna commerciale, atteso che per un verso non vengono indicati nel provvedimento nè gli elementi specifici, (come ad esempio forma, dimensione, altezza o ubicazione) per i quali l’insegna è ritenuta incompatibile con il valore estetico-culturale del sito tutelato, nè in cosa consista l’asserita lesione del bene soggetto a vincolo paesaggistico. E ciò non tanto perchè in astratto un cartello pubblicitario non possa risultare lesivo del paesaggio, inteso come zona che non ammette contaminazione alcuna della visione naturale dei luoghi, quanto perchè, nella specie, l’insegna oggetto di diniego è sostitutiva di altra analoga collocata nello stesso punto e, soprattutto perchè il contesto nel quale l’insegna si colloca appare privo di una specifica connotazione estetica o ambientale percepibile, ictu oculi, come tale (si tratta invero di zona caratterizzata dalla presenza di una serie di costruzioni anonime adibite a magazzini, depositi e da impianti commerciali con relative insegne) dove è del tutto evidente che, ad esclusione di casi aberranti (ossia di progetti che presentano elementi di anomalia funzionale nel contesto dell’area stessa) le normali insegne commerciali non possono essere considerate, senza motivazione specifica, elementi di alterazione o compromissione dello stato dei luoghi vincolati.


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