Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»


LUNEDÌ S i rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa (/s 35,1). MEDITATIO



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LUNEDÌ
S i rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa (/s 35,1).
MEDITATIO
Il deserto è, per definizione, luogo disabitato in cui la vita è ridotta al minimo. È un luogo di passaggio, patria dei nomadi che possiedono solo ciò di cui hanno bisogno, nulla di superfluo o di ostacolo al trasferimento. Il deserto significa quindi provvisorietà: si passa, lasciando al vento di cancellare le orme. Nel deserto la vita è dura e diventa sinonimo di lotta: contro una natura capricciosa e avara, contro le insidie degli animali sempre ostili, contro i predoni pronti ad approfittare dell'incauto passante.

Il significato geografico ha trovato, nell'orizzonte biblico, un ampliamento storico-religioso da quando Dio fece passare il suo popolo. Dopo l'Egitto e prima della Terra promessa il popolo fa l'esperienza del deserto. Se il termine conserva ancora il suo carattere fondamentale di luogo desolato, esso evoca pure un'epoca della storia sacra che vede la nascita del popolo di Dio. Il deserto, per definizione luogo privo di vita, vede nascere la comunità: qui è stipulata l'alleanza tra Dio e il suo popolo, qui si impara ad adorare Dio.

Il tempo del deserto sarà proposto dai profeti come il tempo dell'amore puro, incandescente, a tutta prova, e per questo sarà suggerito un mistico pellegrinaggio: «La attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore» (Os 2,16). Senza sconfinare nella mistica della solitudine, il ritorno al deserto patrocinato dai profeti sarà un richiamo al tempo dell'esodo, al luogo dove Dio ha compiuto prodigi, alla situazione di intimità tra due che si amano.

La visione profetica ha ritoccato la situazione storica, purificandola dagli aspetti negativi e conservando solo quelli positivi. In realtà il cammino del popolo ebraico conobbe momenti di struggente rimpianto e il deserto fu anche luogo dove la tentazione incalza e spinge a ritornare indietro, a desiderare le cipolle d'Egitto, preferendole alla libertà donata e conquistata. Per questo Gesù accetterà di affrontare la tentazione del deserto, dimostrando che finalmente, con lui e in lui, è possibile vincere. Nel deserto torna a fiorire l'amore.

Il deserto come luogo d'incontro sarà un punto da richiamare spesso, come, di fatto, si è verificato e continua a verificarsi. L'esperienza monastica fin dall'antichità, la letteratura patristica e poi, via via, una serie innumerevole di scritti spirituali hanno cristallizzato un cliché teologico-spirituale relativo al deserto, sia in senso reale sia in senso metaforico, come luogo d'incontro con l'Assoluto, come scuola di ascesi e di preghiera. I Piccoli Fratelli di Spello, per esempio, insegnano anche come fare una "giornata di deserto", momento privilegiato di silenzio per incontrare se stessi e Dio.

Con ragione il profeta Isaia vede il deserto in fiore.





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