Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



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PER LA LETTURA SPIRITUALE
«La vita nel deserto è magnifica» (Giovanni della Croce). La vastità di un panorama senza confini, il silenzio senza risonanza e senza bisbigli, il riverbero universale della luce che unifica i colori e assorbe le zone d'ombra: niente distrae da quell'unica ragione che qui fa essere.

Si avverte il valore liberatorio dello spazio aperto e della fluidità dei tempi. Se però non apri i polmoni a un respiro profondo e lungo, le dimensioni del deserto possono provocarti fenomeni di asfissia, di vertigine, di totale disorientamento. Apriti, dilatati! «Canta e cammina» (Agostino). Non fermarti.

È la legge del momento presente. Il deserto te la offre come legge di forza. È l'attimo presente, con l'intima energia della sua immediatezza e della sua costanza, il campo della tua azione. Se muovi il passo poni un accadimento, un brano di storia, incancellabile, registrato non più nel tempo, ma nell'eterno. Il deserto è immenso, ma a te si offre sasso dopo sasso, un granello di polvere per volta. Vivi intensamente il momento presente, in tal modo non offrirai bersaglio alla paura che l'immensità del deserto genera. Canta e cammina. Canta l'amore che ti ha sedotto. Canta la gioia che senti o che sentivi: cantando essa si risveglia, essa ti ripete il Nome della sua Presenza. «Se tu sei con me, di chi avrò paura?» (Sal 22,4). Questa è la fede, questo è esercizio di fede. Il deserto è la grande palestra della fede. Ci si entra per amore, spinti, buttati dall'Amore. Quasi subito quella veemenza d'amore cambia volto, cambia linguaggio. Alla Presenza sembra sostituita l'Assenza.

Ora il silenzio ti induce a chiudere gli occhi per cercare la sua forza dentro di te. Capisci solo una cosa, che la sua volontà ti è legge, che lo spazio che ti sta davanti va percorso passo dopo passo, senza altra certezza che quella della Parola udita, anche se non ha più risonanza.

Una delle prime cose che scopri nel deserto è che non sei solo.

Sai che lui ti è nube che ti precede e ti copre e ti guida. Sai che è la rupe che ti salva, su cui poggi il tuo passo, alla cui ombra riposi, che ti difende come un baluardo.

È presente a te più di te stesso. Questa presenza è tutta da scoprire. Più la sperimenti, più ti accorgi che ti è prossima, che ti penetra dentro e insieme ti rendi conto, confusamente, della sua assoluta trascendenza. Il deserto (non lo dimenticare) è luogo della sua Presenza, spazio per la sua azione, ambito di un incontro. Se ti piace, è la piattaforma per la tua danza nuziale con lui (UNA MONACA DELLA VISITAZIONE, Nel deserto giorno per giorno, Queri n iana, Brescia 1991, 28s.36).




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