Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



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MEDITATIO
Sul nostro globo ci sono 1,4 miliardi di chilometri cubi di acqua, di cui 1,3 miliardi nei mari e oceani. Il mondo è composto per 2/3 di acqua, così come il corpo umano. Elemento essenziale per la vita, entra nel linguaggio popolare dei proverbi e trova largo impiego nel mondo biblico.

Le acque caratterizzano il mondo e rispondono ad un ordine dato loro da Dio che rimane l'incontrastato sovrano; è lui che ha creato le acque superiori, come le inferiori, regola il flusso del loro corso e ne impedisce una rovinosa inondazione, fa sgorgare le sorgenti e dona la pioggia.

L'acqua è simbolo di vita, e pure di inquietudine demoniaca, perché in agitazione perpetua. Può diventare infida e perfino mortale. Nei profeti lo straripamento dei grandi fiumi simboleggia la furia devastatrice dei potenti imperi che piegheranno i piccoli popoli. Questa furia può assumere una valenza positiva, come il diluvio che lascia sussistere il giusto. Emblematico resterà il passaggio del Mar Rosso, vitale per il popolo ebreo, mortale per i nemici inseguitori.nel ricordarci vergognose disuguaglianze e meccanismi iniqui. Oggi 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile e 2,6 miliardi non dispongono di servizi igienico-sanitari. Se anziché spendere 1.117 miliardi di dollari all'anno per armi e guerre si investissero cento miliardi all'anno per dieci anni, l'acqua sarebbe un bene di tutti.

La funzione primaria dell'acqua è di pulire e purificare. Appartiene ai riti dell'ospitalità lavare i piedi dell'ospite, per asportare la sabbia che si è accumulata nel cammino. Tale compito, riservato al servo, sarà assunto da Gesù per indicare il significato della sua morte e per additare il vero senso dell'autorità. Il lavaggio esterno e fisico, facilmente visibile, prepara il passaggio a quello interiore e spirituale. Inoltre, occorre togliere l'acqua da una prospettiva di profitto. Ridotta a un bene raro, a una risorsa strategica, da bene comune è passata ai meccanismi di mercato e alle imprese multinazionali private.

Quando si vuole pensare ad un futuro radioso, espressione di una ritrovata e stabile comunione con Dio, è ancora l'acqua un potente simbolo espressivo: il deserto sarà trasformato in un frutteto fertile, dal tempio sgorgheranno acque salutari che bonificheranno quelle salate del Mar Morto e alberi prodigiosi cresceranno, dotati di una fecondità eccezionale. Sarà il ritorno alla felicità paradisiaca. Occorre recuperare la "dimensione spirituale" dell'acqua per impostare adeguatamente i problemi etici, politici ed economici legati alla sua gestione. Solo allora il deserto del cuore umano si trasformerà in un'oasi di accoglienza e di partecipazione.

È dunque chiaro il richiamo spirituale: lontano da Dio, l'uomo è come terra arida senz'acqua, votato alla morte. L'Apocalisse, ultimo libro della rivelazione, mostra l'acqua viva come simbolo della felicità senza fine degli eletti, condotti ai fertili pascoli dall'Agnello.

È nel battesimo che il simbolismo dell'acqua trova la sua massima espressione. Qui l'acqua non purifica il corpo, bensì lo spirito, l'uomo interiore, lavato dai peccati. Paolo aggiunge, in proprio, una nuova simbologia: immersi in Cristo significa essere sepolti con lui, uscire dalle acque è principio di vita nuova, da risorti.

L'acqua è un bene spirituale e, assieme, un bene materiale. Da condividere. Eppure le statistiche sono impietose nel ricordarci vergognose disuguaglianze e meccanismi iniqui. Oggi 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile e 2,6 miliardi non dispongono di servizi igienico-sanitari. Se anziché spendere 1.117 miliardi di dollari all'anno per armi e guerre si investissero cento miliardi all'anno per dieci anni, l'acqua sarebbe un bene di tutti.

Inoltre, occorre togliere l'acqua da una prospettiva di profitto. Ridotta a un bene raro, a una risorsa strategica, da bene comune è passata ai meccanismi di mercato e alle imprese multinazionali private.

Occorre recuperare la "dimensione spirituale" dell'acqua per impostare adeguatamente i problemi etici, politici ed economici legati alla sua gestione. Solo allora il deserto del cuore umano si trasformerà in un'oasi di accoglienza e di partecipazione.





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