Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



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29.03.2019
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MEDITATIO
Un linguaggio intrigante invade il nostro atavico vocabolario, colorando di novità le espressioni quotidiane. Ci siamo familiarizzati con il termine "globalizzazione" che, partendo dall'idea del globo, il mondo, intende esprimere un rapporto sempre più fitto che collega le persone. Abbiamo acquisito il termine internet, combinazione di due parole inglesi, inter, abbreviazione di internationa I (internazionale) e net (rete) per indicare quell'invisibile ma reale ragnatela comunicativa che ti permette di intrufolarti nel computer del vicino di casa come pure di arrivare in un attimo oltre l'oceano Pacifico. Moderno il linguaggio, moderni i mezzi di rapida comunicazione, antico il bisogno di creare legami sempre più stretti e più universali. Lo documentano le letture di oggi che con un vigoroso sprint inaugurano il tempo dell'Awento.

Nessun uomo è un'isola e, se proprio lo è, deve combinarsi con altre così da formare l'arcipelago della famiglia umana. Sì, Dio ci ha pensati e ci ama personalmente, ma, quando ha avuto la brillante idea di farsi conoscere, ha creato il mondo, aperto e grande, ospitale e variegato. Non ha costruito tante casette o nicchie. E ha pensato subito ad una molteplicità di persone, quando affidò alla prima coppia il nobile compito di popolare il mondo, consegnando loro il primo comandamento che risuona nella Bibbia: «Crescete e moltiplicatevi».

Le forme di chiusura, le miopi interpretazioni, le classificazioni settoriali come pure tutte le associazioni in club, tutto questo è alieno dal progetto divino. È invece il peccato ad annoverare tra le sue tristi conseguenze quella di chiudere, isolare, ghettizzare. Dobbiamo realizzare la volontà del Creatore.

Ci aiuta Isaia con un sogno che racconta a tutti: vede una moltitudine sterminata che sale al tempio di Gerusalemme, riconoscendo l'autorità del Signore e lasciandosi muovere da una forza interiore. Ci racconta il suo sogno affinché diventi anche il nostro, con l'impegno di trasformarlo, giorno dopo giorno, in palpabile realtà. Così il mondo diventa il villaggio globale per la rapidità della comunicazione e soprattutto per la freschezza e genuinità dei rapporti di coloro che si sentono fratelli, perché figli dello stesso Padre.

Potrebbe diventare il rinnovato impegno per il prezioso tempo di Awento: sciogliere antiche ruggini, spalancare il cuore su nuovi orizzonti, gettare ponti di solidarietà. Sarebbe un brillante modo di andare incontro al Grande Fratello che viene per riunire tutti i figli di Dio che erano dispersi nelle nebbie di un gretto egoismo.




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