Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



Scaricare 89.32 Kb.
Pagina27/54
29.03.2019
Dimensione del file89.32 Kb.
1   ...   23   24   25   26   27   28   29   30   ...   54
Terza settimana
DOMENICA
Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?» (Mt 11,2s.).
MEDITATIO
«Vivere è cambiare ed essere perfetti... è aver cambiato spesso» aveva sentenziato Newman. Il cambiamento non è quello che vorremmo imporre agli altri, per omologarli a noi, bensì quello che imponiamo a noi per seguire Cristo. Ne scaturisce una perenne novità che Angela da Foligno esprimeva così: «Il cuore nuovo di chi sempre incomincia».

Giovanni Battista ha idee forti e radicate per le quali vive. Vi è affezionato, ma non abbarbicato. È pronto a rivedere le sue posizioni. Anche su questo punto è maestro.

Gesù aveva da poco iniziato la sua attività messianica in Galilea, quando il suo precursore era stato imprigionato.

Due grandi maestri, uno entra in scena e l'altro esce. Il legame rimane, anche se a questo punto rischia di ossidarsi.

Sebbene prigioniero, Giovanni continua ad essere circondato da discepoli ai quali affida la missione di interrogare Gesù. Egli attendeva il Messia nella veste dell'inflessibile giudice finale e si ritrova un Gesù accogliente e misericordioso. Non capisce, si stupisce e si smarrisce. Logico, quindi, prima lo sconcerto, poi il dubbio. O è sbagliata l'attesa, o Giovanni si è ingannato a identificare Gesù con l'Atteso. Qualcosa va rettificato.

Per correttezza e per completezza, ricordiamo che la domanda di Giovanni può essere letta diversamente. Alcuni commentatori del vangelo seguono una linea più morbida, timorosi di attribuire qualche dubbio a Giovanni. La domanda sarebbe formulata apposta da Giovanni perché i suoi discepoli ascoltino direttamente da Gesù la risposta e si convincano della sua identità messianica. Insomma, il dubbio graverebbe sui discepoli e non su Giovanni. Pur rispettando questa interpretazione, che rimane possibile, preferiamo pensare che il dubbio sia soprattutto di Giovanni. Il dubbio, al pari della tentazione, non comporta necessariamente una negatività: esso è segno di incompletezza e può essere la strada corretta per orientarsi alla meta. Il dubbio può denotare intelligenza, capacità di porsi e di porre domande in vista di una soluzione. Ben venga il dubbio, se diventa lo scalino per salire la scala della comprensione e, nel nostro caso, della migliore comprensione dell'identità di Gesù.

Alla domanda «sei tu?», non segue una risposta diretta, formulata con uno sbrigativo "sì" o "no". La scoperta dell'identità di Gesù è una conquista personale che ognuno deve compiere. Gesù indica il cammino per tale scoperta, con le sue opere. Grazie a lui, i ciechi vedono, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti... Richiamando un passo di Isaia, mostra che la sua persona realizza le promesse messianiche annunciate dal profeta. Le sue azioni, poi, servono a svelare la sua identità. Occorre comunque un processo di comprensione e di accoglienza che ognuno deve fare, e con fatica, per maturare una fondata convinzione.

Davanti allo sconcerto di non comprendere appieno le scelte di Gesù, Giovanni sperimenta dubbio e disorientamento, da cui si riprende quando ascolta le parole di Gesù. Le fa sue, aggiorna il suo modo di pensare e segue senza esitazione la rotta indicatagli. Cambia. In meglio.





Condividi con i tuoi amici:
1   ...   23   24   25   26   27   28   29   30   ...   54


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale