Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»


MARTEDÌ Gesù disse: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio» (Mt 21,31). MEDITATIO



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MARTEDÌ
Gesù disse: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio» (Mt 21,31).
MEDITATIO
Non sono poche le parole crude del vangelo che scuotono la nostra intelligenza e rischiano di offendere le nostre orecchie. Una di queste ci raggiunge oggi con il suo carico di disorientante sorpresa: «I pubblicani e le prostitute vi passano avanti...». Parole nette, taglienti, sulla cui autenticità non aleggia il minimo dubbio. Solo il Maestro di Nazaret, così fuori dagli schemi usuali per una predicazione inedita e coinvolgente, allo stesso tempo accogliente e intransigente, poteva valicare i confini del "lecito" fissato dal perbenismo farisaico. Non solo autentiche, ma anche parole solenni, avvalorate dall'iniziale «in verità io vi dico», formula che introduce dichiarazioni della massima importanza.

E che cosa c'è di tanto importante? Prima bisogna chiarire il valore di quelle parole, sconvolgenti e inaccettabili se intese male, di grande consolazione se rettamente intese. Gesù non beatifica il male ed è ben lontano dall'apologia di reato. La prostituzione era e rimane un grave disordine, un'offesa alla persona, sia quella che si vende sia quella che compra. Pure negativo era il comportamento di tanti pubblicani che esercitavano lo strozzinaggio e il sopruso nel compiere il loro lavoro di esattori delle tasse. Non sono parole che incoraggiano il compimento del male e neppure lo avallano. Dobbiamo presupporre un passaggio che il linguaggio stringato del vangelo presuppone, senza esplicitarlo. La precedenza nel regno dei cieli di prostitute e di pubblicani non avviene in base al loro comportamento — lo ribadiamo ancora — gravemente negativo, bensì per un comportamento nuovo, in controtendenza a quello precedente, fatto di accoglienza della predicazione di Giovanni Battista prima e di quella di Gesù in seguito.

Ecco allora la rivoluzionaria novità, data dal cambiamento di cuore.

Il cuore per il vangelo è il centro nevralgico della persona, quello che la psicologia moderna chiamerebbe l'io profondo. Da lì partono le decisioni che orientano la vita, da lì prendono le mosse i sentimenti che infiammano l'esistenza, da lì prendono consistenza le relazioni che intessono i vari rapporti, con Dio, con gli altri, con se stessi. Dall'incontro con la grazia divina il cuore ha avuto un sobbalzo, ha preso la decisione di cambiare rotta, abbandonando il pantano del vizio per aprirsi all'oasi del bene. E qui sta la sorpresa delle parole di Gesù: il nostro passato, fosse pure inquinato e terremotato, non pregiudica né condiziona una volontà che si apre al bene. Mentre per i farisei di ieri e di oggi i peccatori sono marchiati di infamia e sono condannati a restare tali, per Gesù e i suoi autentici seguaci c'è sempre la possibilità di cambiare, di redimersi, di incamminarsi verso il sentiero di una vita nuova. L'orizzonte si tinge di azzurro. Il domani può e deve essere migliore di oggi e di ieri.





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