Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



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PER LA LETTURA SPIRITUALE
La chiesa è santa [...] non per i nostri meriti, ma perché Dio la rende santa [...]. Non siamo noi a farla santa. È Dio, lo Spirito Santo, che nel suo amore fa santa la chiesa. Voi potrete dirmi: ma la chiesa è formata da peccatori, lo vediamo ogni giorno. E questo è vero: siamo una chiesa di peccatori; e noi peccatori siamo chiamati a lasciarci trasformare, rinnovare, santificare da Dio. C'è stata nella chiesa la tentazione di alcuni che affermavano: la chiesa è solo la chiesa dei puri, di quelli che sono totalmente coerenti, e gli altri vanno allontanati. Questo non è vero! Questa è una eresia! La chiesa, che è santa, non rifiuta i peccatori, non rifiuta tutti noi, non rifiuta perché chiama tutti, li accoglie, è aperta anche ai più lontani; chiama tutti a lasciarsi avvolgere dalla misericordia, dalla tenerezza e dal perdono del Padre, che offre a tutti la possibilità di incontrarlo, di camminare verso la santità. «Mah! Padre, io sono un peccatore, ho grandi peccati, come posso sentirmi parte della chiesa?». Caro fratello, cara sorella, è proprio questo che desidera il Signore: che tu gli dica: «Signore, sono qui, con i miei peccati». [...]

Il Signore vuole sentire che gli diciamo: «Perdonami, aiutami a camminare, trasforma il mio cuore!». E il Signore può trasformare il cuore. Nella chiesa, il Dio che incontriamo non è un giudice spietato, ma è come il Padre della parabola evangelica. Puoi essere come il figlio che ha lasciato la casa, che ha toccato il fondo della lontananza da Dio. Quando hai la forza di dire: voglio tornare in casa, troverai la porta aperta. Dio ti viene incontro perché ti aspetta sempre, Dio ti aspetta sempre, Dio ti abbraccia, ti bacia e fa festa. Così è il Signore, così è la tenerezza del nostro Padre celeste. Il Signore ci vuole parte di una chiesa che sa aprire le braccia per accogliere tutti, che non è la casa di pochi, ma la casa di tutti, dove tutti possono essere rinnovati, trasformati, santificati dal suo amore, i più forti e i più deboli, i peccatori, gli indifferenti, coloro che si sentono scoraggiati e perduti. La chiesa offre a tutti la possibilità di percorrere la strada della santità, che è la strada del cristiano: ci fa incontrare Gesù Cristo nei sacramenti, specialmente nella confessione e nell'eucaristia; ci comunica la parola di Dio, ci fa vivere nella carità, nell'amore di Dio verso tutti.

Siamo una chiesa che chiama e accoglie a braccia aperte i peccatori, che dona coraggio, speranza, o siamo una chiesa chiusa in se stessa? Siamo una chiesa in cui si vive l'amore di Dio, in cui si ha attenzione verso l'altro, in cui si prega gli uni per gli altri? Un'ultima domanda: che cosa posso fare io che mi sento debole, fragile, peccatore? Dio ti dice: non aver paura della santità, non aver paura di puntare in alto, di lasciarti amare e purificare da Dio, non avere paura di lasciarti guidare dallo Spirito Santo. Lasciamoci contagiate dalla santità di Dio.

Ogni cristiano è chiamato alla santità; e la santità non consiste anzitutto nel fare cose straordinarie, ma nel lasciare agire Dio. È l'incontro della nostra debolezza con la forza della sua grazia, è avere fiducia nella sua azione che ci permette di vivere nella carità, di fare tutto con gioia e umiltà, per la gloria di Dio e nel servizio del prossimo (Papa FRANCESCO, Udienza generale, mercoledì 2 ottobre 2013, in L'Osservatore romano di giovedì 3 ottobre 2013, 8).





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