Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»


MERCOLEDÌ «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?» (Lc 7,19). MEDITATIO



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MERCOLEDÌ
«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?» (Lc 7,19).
MEDITATIO
La domanda rivolta a Gesù è pronunciata dai discepoli di Giovanni Battista, ma proviene dal cuore dello stesso Giovanni. Il Precursore è attraversato da qualche dubbio oppure desidera che i suoi seguaci sentano una risposta direttamente dal Maestro di Nazaret? I commentatori sono divisi nel dare una risposta. Personalmente non mi dispiace pensare che il grande Giovanni abbia conosciuto un momento di incertezza, di tentazione. Aveva annunciato un Messia forte, vigoroso, deciso, ma nel carcere in cui è rinchiuso gli giungono notizie di un Gesù accogliente, misericordioso, che siede a tavola con tutti, senza attenersi alle rigide distinzioni farisaiche. Si è forse sbagliato nell'indicare in Gesù il Messia atteso? Da qui il dubbio.

Il dubbio è segno di imperfezione, non di errore. Se fossimo angeli non avremmo dubbi, ma in quanto uomini, limitati e con la vista corta, dobbiamo fare i conti con l'incertezza, la non conoscenza. La vita è una continua avventura, un'olimpiade di superamenti e di affermazioni. Come l'uccello nasce al volo, così l'uomo nasce alla prova e alla lotta. Finché saremo pellegrini sulla terra, dovremo decidere ogni giorno per le scelte immediate, nell'alternativa tra bene e male. E questo non è negativo, anzi, forma la dignità di ogni uomo che misura se stesso e prova il grado di amore per la Parola, espressione della volontà divina: «Ammettere di essere tentati è ammettere di essere uomini» (C. Ghibert).

Importante è sapere affrontare la difficoltà, cercare di dare una soluzione al dubbio, trovare vie nuove. Giovanni risolve il suo problema interrogando direttamente Gesù. Costui non risponde con un freddo "sì" o "no", ma con il calore della parola di Dio manifestata dal profeta Isaia molti secoli prima. Il Messia avrebbe compiuto gesti innovativi, migliorando radicalmente la vita delle persone, dentro e fuori, con il benessere del cuore e con la salute del corpo.

Alla fine della citazione biblica Gesù aggiunge un messaggio in codice per lo stesso Giovanni: «Beato colui che non trova in me motivo di scandalo!», come se gli dicesse: «Accettami come sono, non come vorresti tu; sii pronto alle novità che sto portando!». Giovanni capisce il messaggio e rinnova la sua granitica fedeltà al Signore. Ha capito che la scoperta di Gesù, uomo e Dio, non è mai conclusa. Il dubbio iniziale si è trasformato in un gradino che lo ha fatto salire più vicino al Maestro.

La migliore prova di autentica fedeltà sta nel rifuggire da una costruzione autonoma della vita, accettando di seguire le indicazioni di Dio, così come proposte dalla sua Parola. Allora si potrà esclamare: «Beata tentazione! Ben venga il dubbio!».




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