Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



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18 DICEMBRE
Giuseppe, sposo di Maria, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto (Mt 1,19).
MEDITATIO
Dio ama spesso sparigliare le carte della nostra vita e modulare diversamente la logica degli eventi. Avviene anche per la santa Famiglia.

Sembra esserci una relazione "disturbata" di Giuseppe e Maria. Sorge tra loro una difficoltà a causa di Gesù, che Maria porta in grembo e che Giuseppe non ha generato. Costui, dopo lunga riflessione, è pronto a ripudiarla in segreto. Il suo comportamento rimane ancora oggi enigmatico, forse perché l'evangelista non ha abbondato in particolari, e a noi manca qualche tassello del mosaico interpretativo. Più di tutto, fa difficoltà l'attributo di "giusto" che ha messo in moto la girandola delle ipotesi.

Alcuni autori, iniziando con Giustino nel II secolo, argomentano in questo modo: Giuseppe ritiene Maria una sposa infedele e si dimostra giusto (= osservante della legge) nel rimandare la moglie. La sua giustizia viene mitigata dalla bontà e perciò agisce segretamente, sottraendola alla lapidazione, pena prevista dalla legislazione ebraica in casi simili. Ci chiediamo: il vangelo è la vetrina delle virtù di Giuseppe a scapito di Maria? Fin dove può essere definito giusto, cioè osservante della legge, un uomo che "lavora sott'acqua"? Se è convinto della colpevolezza di Maria, lo dica apertamente! Se non lo fa, forse che bontà e legge sono alternative? Per queste e per altre difficoltà già gli antichi avevano battuto una strada diversa.

Altri autori, seguendo Origene, ipotizzano che Giuseppe non sospetti Maria di infedeltà, ma conosca il mistero del concepimento verginale che si sta compiendo in lei e, giusto (= timorato di Dio) qual è, non voglia far suo ciò che appartiene a Dio. Licenziare Maria non significa tanto allontanare Maria da sé, bensì allontanare se stesso dal mistero di Maria. Ella appartiene a Dio, e lui si ritira in buon ordine. La soluzione ci sembra accettabile, anche se non del tutto piana. Non possiamo dire, per esempio, come e quando Giuseppe sia venuto a conoscenza del mistero. Certamente per il lettore non è una novità, perché l'evangelista dice come stanno le cose fin dall'inizio. Di conseguenza, chi legge non deve porsi angosciosi quesiti su Giuseppe, ma porre attenzione alla sua reazione. Egli è presentato come un uomo riflessivo, intento a prendere una decisione.

A questo punto interviene Dio per mezzo del suo angelo che gli prospetta un modo diverso e originale di relazionarsi a Maria e al nascituro. Giuseppe, che accetta sottomettendo le sue programmazioni alla volontà di Dio, si allinea con i giusti dell'Antico Testamento, quelli pronti a far proprie le decisioni divine, come il "giusto" Noè citato in Gen 6,9. Il rispetto di Dio e l'amorevole esecuzione dei suoi progetti costituiscono la giustizia di Giuseppe, la preziosità del suo ruolo insostituibile all'interno della santa Famiglia.

Impariamo da lui: prima un test di intelligenza, poi uno scatto di volontà, infine un sereno abbandono nelle braccia di un Dio amoroso che guida la vita verso la piena realizzazione.





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