Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



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19 dicembre
[Zaccaria ed Elisabetta] erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni (Lc 1,6s.).
MEDITATIO
Una coppia, Adamo ed Eva, inaugura le pagine bibliche intonando dapprima un dolce canto di amore nella comunione, scivolando poi in un'ostilità fatta di accuse e di separazione. La storia biblica riparte da un'altra coppia, Abramo e Sara, quando è propizio il tempo di mettere in atto il progetto di salvezza.

Al punto di passaggio dall'Antico al Nuovo Testamento, ecco una terza coppia, quella di Zaccaria ed Elisabetta. Per la prima volta nella Bibbia si parla ampiamente di entrambi: sei volte è citato Zaccaria per nome e quattro volte Elisabetta, oltre a due riferimenti come sua moglie. C'è aria di novità in questa simmetria di posizioni e di reciprocità. Se la prospettiva parte ancora da Zaccaria, è la coppia ad essere coinvolta. Di essa si parla in termini altamente positivi: entrambi erano retti e rispettosi della legge del Signore.

Purtroppo un'ombra pesante oscurava la loro esistenza, perché non avevano avuto figli, né mai li avrebbero avuti, essendo ormai vecchietti. Sotto la loro vicenda si nasconde il dramma di ogni uomo, incapace da solo di produrre vita. Avevano pregato il Signore per essere genitori e sembra che ancora lo facessero. Poi, improvvisamente, un giorno si verifica il miracolo, quando l'angelo annuncia la nascita di Giovanni. Potenza della preghiera e disposizione della provvidenza divina che può trarre figli di Abramo anche dai sassi, come suggerisce Mt 3,9!

Colui che sarà chiamato ad essere l'ultimo profeta prima di Gesù viene da una famiglia irreprensibile e nasce nel contesto di uno straordinario intervento divino. Dio è davvero il "Signore della vita", capace di farla fiorire dove e quando vuole, non certo per divino capriccio, ma per far capire che quando le risorse umane sono esaurite, lui è sempre lì, pronto a dispensare la vita. La coppia reagisce in modo diverso, lui con una razionalità che sconfina nell'incredulità, lei con un canto di gratitudine. In seguito saranno coppia fedele nell'eseguire il comando del Signore che aveva determinato di imporre al neonato il nome di Giovanni.

La coppia ha il compito di generare e di far crescere il piccolo. Su di lui si accendono i riflettori dell'attenzione e lui, il "precursore", cioè "colui che viene prima", rimanda come d'istinto a colui che deve venire. Così il brano, parlando di questa singolare famiglia, pone la necessaria premessa per dirigere il discorso su un'altra famiglia e un'altra coppia, la cui ragion d'essere sarà, come per la presente, il figlio che deve nascere in modo speciale. Il Natale è ormai prossimo.




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