Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



Scaricare 89.32 Kb.
Pagina45/54
29.03.2019
Dimensione del file89.32 Kb.
1   ...   41   42   43   44   45   46   47   48   ...   54
PER LA LETTURA SPIRITUALE
San Giuseppe è stato chiamato da Dio a servire direttamente la persona e la missione di Gesù mediante l'esercizio della sua paternità: proprio in tal modo egli coopera Iena pienezza dei tempi al grande mistero della redenzione ed è veramente "ministro della salvezza". La sua paternità si è espressa concretamente «nell'aver fatto della sua cita un servizio, un sacrificio al mistero dell'incarnazione e la missione redentrice che vi è congiunta; nell'aver usato dell'autorità legale, che a lui spettava sulla sacra Famiglia, )er farle totale dono di sé, della sua vita, del suo lavoro; iell'aver convertito la sua umana vocazione all'amore domestico nella sovrumana oblazione di sé, del suo cuore di ogni capacità, nell'amore posto al servizio del Messia germinato nella sua casa».

Bisogna riconoscere che Giuseppe ebbe verso Gesù «per speciale dono del Cielo, tutto quell'amore naturale, rutta quella affettuosa sollecitudine che il cuore di un padre può conoscere». Con la potestà paterna su Gesù, Dio ha anche partecipato a Giuseppe l'amore corrispondente, quell'amore che ha la sua sorgente nel Padre.

La salvezza, che passa attraverso l'umanità di Gesù, si realizza nei gesti che rientrano nella quotidianità della vita familiare, rispettando quella "condiscendenza" inerente all'economia dell'incarnazione. Giuseppe è colui che Dio ha scelto per essere «l'ordinatore della nascita del Signore» (Origene), colui che ha l'incarico di provvedere all'inserimento "ordinato" del Figlio di Dio nel mondo. Tutta la vita cosiddetta "privata" o "nascosta" di Gesù è affidata alla sua custodia. Nel corso della sua vita, che fu una peregrinazione nella fede, Giuseppe, come Maria, rimase fedele sino alla fine alla chiamata di Dio. Al momento della sua "annunciazione" non proferì alcuna parola: semplicemente egli «fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore».

E questo primo "fece" divenne l'inizio della "via di Giuseppe". Lungo questa via i vangeli non annotano alcuna parola detta da lui. Ma il silenzio di Giuseppe ha una speciale eloquenza: grazie ad esso si può leggere pienamente la verità contenuta nel giudizio che di lui dà il vangelo: «Il giusto».

Mediante il sacrificio totale di sé Giuseppe esprime il suo generoso amore verso la Madre di Dio, facendole "dono sponsale di sé". Un tale vincolo di carità costituì la vita della santa famiglia. A questo mistero appartiene la vera paternità: la forma umana della famiglia del Figlio di Dio, vera famiglia umana, formata dal mistero divino. In essa Giuseppe è il padre: non è la sua una paternità derivante dalla generazione; eppure essa non è "apparente" o soltanto "sostitutiva", ma possiede in pieno l'autenticità della paternità umana (GIOVANNI PAOLO II, Esortazione apostolica Redemptoris custos [15.08.1989] nn. 8-21, passim).




Condividi con i tuoi amici:
1   ...   41   42   43   44   45   46   47   48   ...   54


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale