Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



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PER LA LETTURA SPIRITUALE
La risposta essenziale di Maria: il suo semplice "sì". Si dichiara serva del Signore: «Avvenga per me secondo la tua parola». Bernardo di Chiaravalle, in una sua omelia di Avvento, ha illustrato in modo drammatico l'aspetto emozionante di questo momento. Dopo il fallimento dei progenitori, tutto il mondo è oscurato, sotto il dominio della morte. Ora Dio cerca un nuovo ingresso nel mondo. Bussa alla porta di Maria. Ha bisogno della libertà umana. Non può redimere l'uomo, creato libero, senza un libero "sì" alla sua volontà.

Creando libertà, Dio, in un certo modo, si è reso dipendente dall'uomo. Il suo potere è legato al "sì" non forzato di una persona umana. Così Bernardo mostra come, al momento della domanda a Maria, il cielo e la terra, per così dire, trattengono il respiro. Dirà "sì"? Lei indugia... Forse la sua umiltà le sarà di ostacolo? Per questa sola volta

le dice Bernardo — non essere umile, bensì magnanima! Dacci il tuo "sì". È questo il momento decisivo, in cui dalle sue labbra, dal suo cuore esce la risposta: «Avvenga per me secondo la tua parola». È il momento dell'obbedienza libera, umile e insieme magnanima, nella quale si realizza la decisione più elevata della libertà umana.

Maria diventa madre mediante il suo "sì". I Padri della chiesa a volte hanno espresso tutto ciò dicendo che Maria avrebbe concepito mediante l'orecchio, cioè mediante il suo ascolto. Attraverso la sua obbedienza, la Parola è entrata in lei e in lei è diventata feconda. In questo contesto i Padri hanno sviluppato l'idea della nascita di Dio in noi attraverso la fede e il battesimo, mediante i quali sempre di nuovo il Lógos viene a noi, rendendoci figli di Dio.

Pensiamo per esempio alle parole di sant'Ireneo: «Come l'uomo passerà in Dio, se Dio non è passato nell'uomo? Come abbandoneranno la nascita per la morte, se non saranno rigenerati mediante la fede in una nuova nascita, donata in modo meraviglioso ed inaspettato da Dio, nella nascita dalla Vergine, quale segno della salvezza?». [...]

La grande ora dell'incontro con il messaggero di Dio, nella quale tutta la vita cambia, passa, e Maria resta sola con il compito che, in verità, supera ogni capacità umana. Non ci sono angeli intorno a lei. Ella deve continuare il cammino che passerà attraverso molte oscurità, a cominciare dallo sconcerto di Giuseppe di fronte alla sua gravidanza fino al momento in cui Gesù viene dichiarato "fuori di sé", anzi fino alla notte della croce.

Quante volte in queste situazioni Maria si sarà interiormente riportata all'ora in cui l'angelo di Dio le aveva parlato, avrà riascoltato e meditato il suo saluto: «Rallegrati, piena di grazia», e la parola di conforto: «Non temere!».

L'angelo se ne va, la missione rimane, e insieme con essa matura la vicinanza interiore a Dio, l'intimo vedere e toccare la sua vicinanza (J. RATZINGER/BENEDETTO XVI, L'infanzia di Gesù, Rizzoli - Libreria Editrice Vaticana, Milano - Città del Vaticano 2012, 46-48).





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