Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



Scaricare 89.32 Kb.
Pagina50/54
29.03.2019
Dimensione del file89.32 Kb.
1   ...   46   47   48   49   50   51   52   53   54
PER LA LETTURA SPIRITUALE
Questo cantico di Maria è il più antico cantico dell'Avvento. Al tempo stesso è il più appassionato, il più impetuoso, si potrebbe quasi dire il più rivoluzionario cantico di Avvento che mai sia stato cantato. Non è la Maria dolce, tenera e sognante — quella a cui una certa iconografia ci ha abituati — a parlare, qui, ma una Maria appassionata, piena di trasporto, fiera, entusiasta. Non c'è nulla qui dei dolci, melanconici o perfino giocosi accenti di certi nostri inni di Natale, ma un canto duro, forte, inesorabile, di troni che crollano e di signori di questo mondo umiliati, di potenza divina e di impotenza umana.

Maria che obbediente e umile lascia che in lei si compia ciò che lo Spirito le ordina; Maria che fa spazio allo Spirito là dove egli vuole, ecco che ricolma di questo Spirito parla della venuta di Dio nel mondo, dell'avvento di Gesù Cristo. Meglio di chiunque altro essa sa che cosa significa attendere Cristo.

Sperimenta di persona, nel proprio corpo, che è per vie prodigiose che Dio viene all'uomo, che egli non agisce secondo le opinioni e le vedute umane, che non segue le vie che gli uomini gli vogliono prescrivere, ma che la sua via resta, al di là di ogni prova, libera e sovrana. Là dove la ragione si scandalizza, dove la nostra natura si rivolta, dove la nostra pietà di uomini religiosi si tiene pavidamente a distanza proprio là Dio ama essere e nessuno glielo può impedire. Solo gli umili gli prestano fede e si rallegrano che Dio sia tanto libero e tanto sovrano da fare miracoli là dove l'uomo dispera, da compiere meraviglie là dove l'uomo è piccolo e insignificante; sì, questo è il miracolo dei miracoli: che Dio ami ciò che è piccolo.

Dio non si vergogna della piccolezza dell'uomo, vi si coinvolge totalmente: sceglie un essere umano, lo fa suo strumento, e compie il suo miracolo là dove meno lo si attende. Dio è vicino a ciò che è piccolo, ama ciò che è perduto, ciò che è insignificante, reietto, ciò che è debole, spezzato. Quando gli uomini dicono: «Perduto», egli dice: «Trovato»; quando dicono: «Condannato», egli dice: «Salvato»; quando gli uomini dicono: «No!», egli dice: «Sì!». Quando gli uomini distolgono il loro sguardo con indifferenza o con alterigia, ecco il suo sguardo ardente di amore come non mai. Gli uomini dicono: «Abietto!», e Dio esclama: «Beato!».

Che significa chiamare beata Maria, l'umile serva? Non può voler dire altro che adorare nello stupore le grandi cose che Dio ha compiuto in lei; scoprire in lei che Dio volge il suo sguardo a ciò che è piccolo e lo innalza, che il venire di Dio in questo mondo non cerca le vette ma gli abissi, che la gloria e l'onnipotenza di Dio consistono nel far grande ciò che è piccolo.

Quando Dio sceglie Maria come suo strumento, quando Dio decide di venire in questo mondo nella grotta di Betlemme è l'inizio di un rovesciamento totale, di un nuovo ordine di tutte le cose di questa terra. E se vogliamo prender parte a questo evento dell'Avvento e del Natale, non possiamo semplicemente starcene lì a fare da spettatori, ma siamo trascinati con forza anche noi dentro questa azione, in questo mutamento di tutte le cose (D. BONHOEFFER, Memoria e fedeltà, Qiqajon, Magnano 1995, 55-59, passim).





Condividi con i tuoi amici:
1   ...   46   47   48   49   50   51   52   53   54


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale