Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



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24 DICEMBRE
Zaccaria, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio di Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide suo servo, come aveva detto...» (Lc 1,67-70).
MEDITATIO
Nell'imminenza del Natale troviamo un quadretto teologicamente succoso e umanamente commovente.

È finito il tempo della lunga e remota preparazione che si chiama Antico Testamento. È altresì concluso il tempo della attesa immediata. La speranza di ieri è divenuta oggi palpabile realtà nell'annuncio di una nuova vita, fiorita sorprendentemente nel deserto dell'impossibilità umana. Ancora una volta Luca conduce il lettore nei meandri di eventi piccoli e grandi per far scoprire un significato superiore. La nascita di Giovanni certifica la fedeltà di Dio verso i suoi genitori, verso il popolo, verso l'umanità tutta.

Dall'altro lato, il quadretto ha un gustoso sapore familiare, con una madre e un padre attenti al loro figlio e rispettosi nel promuovere la sua vocazione. Avuto in dono da Dio, favoriscono la missione a cui è stato chiamato, andando contro le tradizioni del nome, come farà Elisabetta, e inserendolo nella prospettiva del Messia, come canta Zaccaria nel suo inno.

È un grandioso cantico, conosciuto dall'iniziale parola latina come Benedictus. Per cantare questo inno di benedizione, è dotato dello Spirito, che apre l'intelligenza alla comprensione dei tempi nuovi. Luca lascia intendere che solo alla luce dello Spirito è possibile avere il quadro della storia della salvezza, connettere, come in un gigantesco puzzle, tutte le tessere che lo compongono. La promessa e l'alleanza, già parte viva della storia di Abramo e di Davide, sono ora continuate, integrate e portate alla loro massima espressione nella persona di Cristo. La sua presenza in mezzo al suo popolo stimola la lode a Dio: «La ragione principale per benedire il Dio di Israele è ciò che egli ha fatto per il suo popolo nel Messia Gesù» (R.E. Brown).

L'inizio è una celebrazione di Dio e della sua misericordia, secondo un collaudato uso dei salmi. La novità sta nel dare un volto storico ed un'entità precisa alla salvezza che è Gesù stesso. Lui è il Messia promesso ed atteso.

Ora il tempo dell'attesa è scaduto anche per noi. Termina l'Avvento e siamo prossimi al Natale, la nascita di Gesù, che un giorno Giovanni avrà il compito di individuare e di additare come l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Per questo sarà il Salvatore che ora accogliamo con gioia riconoscente nella umile presentazione di un bimbo bisognoso di tutto.

Accoglienza generosa, intima soddisfazione, amorosa gratitudine a Dio, rinnovata attenzione agli altri, lettura complessiva e armonica del progetto di Dio su noi e sul mondo, tutte queste sono alcune delle scintille che possono accendere il fuoco della nostra viva partecipazione al grande mistero del Dio fatto uomo. Il Natale già bussa alla porta del tempo...




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