Avvento prima settimana domenica gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»



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PER LA LETTURA SPIRITUALE
[Il cantico di Zaccaria va compreso] come qualcosa di unitario, come una conoscenza che egli ha di suo figlio, di questo testimone di Dio che gli è donato. Se noi consideriamo il contenuto di questo discorso, è chiaro che questa parola sul testimone è, in realtà, una parola su Cristo.

Volendo parlare del cristiano come testimone si può sempre e solo dire: qui si tratta, sì, dell'uomo, ma prima e dopo, in verità, il discorso può riguardare soltanto l'Altro, di cui questo bambino deve essere testimone. La luce che porta un testimone cristiano e che da lui promana, questa luce può essere solamente una luce riflessa, presa a prestito, derivata dalla Luce primaria, originale, che egli con la sua esistenza può solo servire. Tutti i discorsi sui profeti, i testimoni, i rappresentanti cristiani della verità, su personalità cristiane, su eroi e Padri della chiesa possono essere discorsi significativi soltanto se si svolgono come questo cantico di Zaccaria: se l'uomo rimane soltanto un bambino di cui, come tale, non vi è proprio nulla di speciale da dire.

Buon per noi, se si può dire questo di noi uomini: «E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo». Tu non sei affatto importante! Importante è soltanto ciò che questo bambino non è personalmente, ma che deve dire, ciò che da questo bambino deve essere annunziato. Perché questo è il profeta: colui attraverso il quale un Altro annunzia. A lui rimane solo la riconoscenza e la preghiera al cospetto di colui che l'ha mandato. Alla nascita di Giovanni la gioia deve essere immensa: la gioia per la presenza del Salvatore. Per spiegarci chi sia Giovanni dobbiamo pensare a Gesù Cristo stesso e pensare inoltre che egli è il Messia atteso, che Gesù Cristo è stato predetto. Quanto accade alla presenza di Gesù Cristo non è nulla di nuovo; è qualcosa di vecchio che è sempre stato e che ora diviene definitivamente visibile ed è drizzato per il passato e il futuro come centro del tempo. Giovanni testimonia per lui.

Dio si interessa di noi in Cristo, in questo problema fondamentale: nel pericolo consistente nel fatto che noi non abbiamo né fiducia in Dio né coraggio. Egli è il nostro redentore e salvatore. La salvezza consiste nella fedeltà di Dio alla sua parola.

Ed ora la missione di Giovanni: testimoniare: ecco il tuo mandato. Parlare di questo salvatore e liberatore, Gesù Cristo. La conoscenza della salvezza consiste nel fatto che l'uomo viene posto al cospetto di Dio, del Dio misericordioso, del Dio che perdona i peccati. In questa misericordia Dio ci ha visitati come «un sole che sorge». È la funzione di Gesù Cristo.

Celebrare il Natale significherebbe lasciarci invitare e chiamare, e metterci dove è Giovanni, in questa semplice umiltà, ma anche in questa immensa, inconcepibile grandezza, quale inviato di Dio (K. BARTH, L'Avvento — II Natale, Morcelliana, Brescia 1992, 87-91, passim).


INDICE
Prima settimana 5

Domenica 5

Lunedì 9

Martedì 13

Mercoledì 17

Giovedì 21

Venerdì 25

Sabato 29

Seconda settimana 33

Domenica 33

Lunedì 37

Martedì 41

Mercoledì 45

Giovedì 49

Venerdì 53

Sabato 57

8 dicembre 61

Immacolata concezione della B.V. Maria 61

Terza settimana 65

Domenica 65

Lunedì 69

Martedì 73

Mercoledì 77

Giovedì 81

Venerdì 85

Ferie verso Natale 89

17 dicembre 89

18 dicembre 93

19 dicembre 97

Quarta settimana 101

Domenica 101

Ferie verso Natale 105

20 dicembre 105

21 dicembre 109

22 dicembre 113

23 dicembre 117



24 dicembre 121


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