Barnett Newman (New York, 1905 New York, 1970)



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Liceo Artistico “Medardo Rosso” Lecco – Anno scolastico 2007/2008


ARTE CONTEMPORANEA – Prof. A. Monteduro


Febbraio 2008 - classe 5^ C Sp. - Dispensa n° 25

ARTE CONTEMPORANEA: TENDENZE E MOVIMENTI



Espressionismo Astratto Americano (Color Field painters)
Barnett Newman (New York, 1905 - New York, 1970)

Newman nasce a New York da genitori ebrei, provenienti dalla Russia ed immigrati in America del Nord già sul finire dell’Ottocento.

Intorno ai venticinque anni, dipinge i suoi primi quadri guardando alla pittura espressionista, specie di area austriaca. Di queste opere non si conosce molto anche perché, lo stesso artista, deluso dai risultati ottenuti, le ha personalmente distrutte.

Nel suo secondo tentativo, Barnett si avvicina al Surrealismo ed è attraverso tale esperienza che conosce il folto gruppo di giovani artisti newyorchesi che proprio in quegli anni compiono le loro ricerche.


Oggi, in linea di massima, Barnett Newman si può inquadrare nell'Espressionismo astratto americano, il movimento che, come abbiamo visto, raggruppa personalità molto diverse fra loro, che presentano però alcuni punti in comune:

  1. l'interesse verso la cultura europea giunta in America con l'esodo dei Surrealisti e da altri vari artisti e movimenti

  2. il profondo senso di orrore nei confronti delle persecuzioni (spesso subite personalmente), dei totalitarismi politici, della guerra

  3. il desiderio di avventurarsi nei meandri dell'inconscio alla ricerca dell'essenza dell'uomo e della natura, con un linguaggio ora concitato e carico di pathos, urlato e caoticamente vitale come nelle tele di Pollock, ora riflessivo ed interiorizzato, con accenti di trascendente meditazione, come nel caso di Newman

C’è da precisare che proprio da questa ultima tendenza, implicante una certa propensione verso atteggiamenti orientalizzanti e contemplativi, deriverà la tendenza artistica denominata “Scuola del Pacifico”. Si tratta appunto di una tendenza che fa riferimento alle filosofie orientali, più intimiste e meditative. Gli artisti che maggiormente hanno contribuito allo sviluppo di tale tendenza sono stati Mark Tobey e Sam Francis.

Quindi, come tutti gli espressionisti astratti Newman è un membro della cosiddetta “Scuola di New York”, che ospita al suo interno tendenze con sfumatura diverse, e mentre Pollock, Arshile Gorky e Willem de Kooning, ad esempio, possono definirsi action painters per l'accento che pongono sul rapporto gesto-segno, altri, come Barnett Newman, Ad Reinhardt, Clyfford Still, Mark Rothko, privilegiano il rapporto forma-colore, individuandosi come Color Field painters o, usando una definizione coniata da Gillo Dorfles, Logic Color painters.
Nell'opera di Newman, l'informalità che caratterizza tutto l'Espressionismo americano appare superata in un contesto logico, sintomo di un concetto di pittura più controllata, oggetto autonomo piuttosto che riflesso di un sentire individuale, una pittura di "concretezza" europea, che, eliminata ogni referenzialità, ha come unico oggetto della rappresentazione lo spazio, interpretato come puro colore, che dilaga dalle tele monumentali ed avvolge lo spettatore: è lo stesso concetto di spazialità, anch'esso di impronta europea, che ritroviamo anche in Mark Rothko.

Su di lui il critico E.C. Goosens scrive : "L'arte di Newman riguarda il colore in relazione alla dimensione e alla forma e equivale a una strategia delle proporzioni. Egli differisce da Rothko e da Still, che fino a un certo punto gli sono analoghi, nel suo assoluto disprezzo per ogni illusione atmosferica e pittura strutturata."


Nel 1948 Newman elabora un suo testamento spirituale, il suo manifesto estetico, “The Sublime Is Now”, dove una sua celebre frase, “Aesthetics is for the artist as ornithology is for the birds” (L'estetica per l'artista è come l’ornitologia per gli uccelli), introduce il concetto base della sua interpretazione dell'arte: “Capire l'estetica è l'unico requisito per capire l'arte? Non credo”. L'aspetto innovativo del suo operare sta tutto qui.

I quadri di Newman sono grandi stesure di colore puro, non rappresentativo, senza aspirazioni simbolistiche, espressione primordiale, senza linguaggi precisati, che chiama l'osservatore ad una partecipazione libera, ad una lettura poetica dell'opera che si forma nel momento dell'osservazione, ha la freschezza dell'immediato, si svela nel momento in cui si guarda: la libertà dell'artista che crea è pari a quella del fruitore che osserva.


In un interessante parallelo tra la sensazione immediata dello spazio di Barnett Newman e le esperienze sonore di John Cage o l'opera di Max Neuhaus, artista di colori sonori e tonalità luminose, le parole di quest'ultimo suonano particolarmente adatte ad esprimere la chiave di lettura dell'opera di entrambi : “L'appello non è tanto mentale, il giudizio che l'opera attende per acquisire il proprio senso non richiede una presa di visione delle regole, una competenza linguistica, ma l'applicarsi della sensazione. Questo è un elemento di fisicità che è fortemente americano e che caratterizza, oltre la scrittura, anche l'interpretazione

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