Becati l’arte dell’eta’ classica



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Nuovo canone della figura umana, corpo più snello ed asciutto. APOXYOMENOS con gamba flessa e non più retratta come in policleto, più dinamismo. Testa non più a calotta ma con ciocche. Vuole ritrarre gli uomini come appaiono, non come sono in realtà segnando il trapasso dal classicismo all’ellenismo.

Amava la figura di eracle (Eracle farnese fatto secondo nuova visione romantica colto nell’atto della meditazione). Gli fu congeniale anche la figura di Alessandro. Fa anche ritratto di Socrate animato da inquietudine interna.




  1. ALTRI DEL IV SEC

Ritrattistica interessata anche ai tratti morali, volto riflesso dello spirito. Lysistratos (fratello lisippo) sfrutta i calchi in gesso dei volti veri. Si tende comunque ancora all’eroizzazione.


  1. PITTORI E SCUOLE DEL IV SEC E PRIMO ELLENISMO

Decadenza e scomparsa ceramica dipinta e fioritura della pittura. Alle megalografie si preferiscono i piccoli quadri. Visione umanizzata della divinità. Anche rappresentazione di stati d’animo e sentimenti.

Afrodite Anadiomente di Apelle uscente nuda dal mare.

Anche in pittura continua ideale atletico. Degli episodi non si sceglie il momento dell’azione ma quello in cui si esprimono i sentimenti dei protagonisti. Il gusto del patetico fa allontanare dai temi giocosi ed idilliaci.

Comincia gusto per quadretti di genere per le nature morte che poi si sviluppano nell’ellenismo.

Con Antiphilos si giunge alla CARICATURA come vero e proprio genere. Si diffonde anche il ritratto (apelle).

Famoso il quadro del Bove col bove nero in risalto su sfondo chiaro e non viceversa come di consuetudine. Più vivace l’ambiente microasiatico.




  1. DECADENZA CERAMICA ATTICA

Di fronte a ricchezza di espressioni della pittura la ceramica è sempre più insoddisfacente. Alla fine del IV sec la decorazione figurata scompare.


  1. ROMA NEL PRIMO PERIODO REPUBBLICANO

Necessità decorative di templi, statue votive...i romani non si curavano della bellezza ma più che altro di ex-voto da dedicare agli dei. Case e tombe molto semplici e modeste. Manifestazioni architettoniche di carattere funzionale e si fanno concessioni artistiche solo per templi. Aspetto ritrattistico e celebrativo.
PERIODO ELLENISTICO

  1. I NUOVI IDEALI

Ellenismo va da morte di Alessandro (323 a.C.) alla battaglia di Azio (31 a.C.) e all’inizio dell’impero di Augusto. Mutamenti storici, politici, economici, religiosi...

Polis rimpiazzata dagli stati, arte usata per celebrare re e principi. Arte diventa individualistica, si spoglia di religiosità e assume valore decorativo. Come la lingua, l’arte si internazionalizza e diviene un mestiere. Con collezionismo nelle corti si crea industria dell’arte. La divinità è sempre più umanizzata o al contrario si cerca di ridarle solennità (afrodite che si toglie le pantofole, dioniso ebbro). Apprezzate le divinità sentite più vicine (afrodite, dioniso, muse). Il mondo degli eroi non più animato dalla lotta ma dall’amore.

Il trasognamento del IV sec diventa sonno e si moltiplicano le figure dormienti. Gamma svariata di espressioni facciali. Il RISO è creazione dell’ellenismo. L’uomo è indagato in tutti i suoi aspetti, non è però il centro dell’interesse ma un soggetto del gran quadro della natura (come nell’arte minoico-micenea).

Si crea un vero paesaggio unitario e addirittura lo sfondo diventa protagonista in quadretti e rilievi. Gli umili diventano soggetti ugualmente interessante e l’uomo è indagato anche nel brutto (verismo). Ripiegamento sul passato e imitazione dei vari stili passati in modo convenzionale.




  1. ARCHITETTURA

Riutilizzo del dorico e ionico con variazioni. Il più usato cmq è il corinzio che attira anche il gusto romano. Si cercano nuove forme. La decorazione frontonale perde importanza e diventa decorativa. Il tempio non è più l’edificio più importante. Prendono importanza gli edifici con funzioni politiche e amministrative. La più significativa creazione dell’architettura greca è il BOULETERION (per riunioni consiglio cittadino). Si moltiplicano le biblioteche. Grande diffusione del portico. L’agorà riprende le sue funzioni politiche e monumentali. La città diviene organismo architettonico unitario.


  1. CORRENTI PRASSITELICA E SCOPADEA

Nell’ellenismo influsso stile prassitelico. Si verificano anche mescolanze di questi due stili. Numerose le statue di afroditi (Afrodite di Milo, Afrodite Cnidia, Afrodite Capitolina, forse la Callipige, Afrodite Anadiomene). Importante l’afrodite di Doidalas, nuda, accovacciata nell’atto di ricevere l’acqua con il viso gioioso. Questo tipo piacque ai romani in forme però assottigliate.


  1. CORRENTE LISIPPEA

Fra i più importanti c’è Eutychides con la Tyche di Antiochia che regge le spighe seduta su una roccia con fiume Oronte ai piedi.

Chares crea il colosso posto all’imbocco del porto di Rodi (III sec), un’immagine di helios in nudo atletico.

Di questo periodo è anche la Nike di Samotracia che si eleva su una base a forma di prora di nave ed è modellata dal vento.

Il panneggio si fa più fluido ed il mantello diventa quasi un velo come nella musa Polimnia meditabonda. La struttura del corpo diventa allungata, le spalle minute ed i fianchi opulenti.

Tanangrine: statuette fittili, quasi figurini di moda con le caratteristiche sopra elencate.


  1. ARTE PERGAMENA

Carattere celebrativo per la corte degli Attalidi. Raggiunge grande unità di espressione (barocco pergameno). Vivo studio etnico (baffi) come nel Galata che uccide la moglie e se stesso. Contenuti melodrammatici come nel fanciullo che accarezza la madre morta. Importante il fregio dell’Altare di Pergamo (II sec) lavorato da vari scultori di varie nazionalità sotto un maestro che fa raggiungere notevole unità stilistica. C’è gigantomachia con tutte le figura aggrovigliate ed il nudo arriva ad una poderosa scansione delle masse ed i panneggi sembrano mossi dal soffio delle forze cosmiche. Elementi scopadei sono lo spasmo ed il furore nelle bocche e negli occhi. Lo sfondo è neutro

Si diffonde il collezionismo e si copiano capolavori del V sec.

Simile ai giganti dell’ara il gruppo del Laocoonte degli artisti rodi Agesandros, Athenodoros e Polydoros. Stessa intonazione per il gruppo di Scilla trovato nella grotta di Sperlonga.


  1. ROCCOCO’ ELLENISTICO E VIRTUOSISMO VERISTICO

Nell’indirizzo roccocò c’è il fanciullo che strozza l’oca di Boethos. Protagonisti di questa corrente sono putti, satiri, ninfe, nereidi, danzatrici, pastori, contadini. Motivi idillici e bucolici. Gli animali sono visti con vivo naturalismo e diventano anche soggetti isolati di statue.

Ci si compiace anche di rendere il decadimento fisico e le rughe nei nudi dei vecchi pastori come anche nella Vecchia ubriaca di Myron (II sec).




  1. ARTE ALESSANDRINA

Tradizione prassitelica e lisippea. L’ambiente nilotico offre spunti per rappresentare la vita del fiume con papiri, ninfee, animali, pigmei, banchetti... scomparsi gli originali ne troviamo eco in opere del periodo romano. Il nilo trova suntuose personificazioni. Le divinità egizie vengono ellenizzate e a volte vengono assimilate a divinità greche.


  1. CORRENTE CLASSICHEGGIATE IN ATENE E SCULTORI NEO-ATTICI

Le corti ellenistiche risvegliano energie artistiche. La decadenza politica ad atene però porta ad un indirizzo dotto e classicheggiante che ripiega sul passato. Gli artisti cercano di aderire allo spirito classico e ci si muove nella sfera delle grandi divinità. Mancanza di grandi opere dimostra che l’arte è diventata un mestiere. Molti artisti in realtà sono copisti e rielaboratori della grandi opere del passato. La scelta dei modelli fa capire il gusto dell’epoca, poco amante dello stile severo, molto amante di Fidia. il neo atticismo rielabora modi arcaici in forme esteriori e puramente ornamentali (oramai i contenuti dell’arte arcaica sono troppo lontani dalla mentalità dell’epoca).


  1. FIORITURA DELL’ARTE ETRUSCA NELL’ELLENISMO

Anche l’etruria rientra nella koinè ellenistica e ne assorbe volentieri il libero naturalismo. Mentre in grecia la decorazione frontonale decade, qui trova notevole fioritura.
CONTRASTO FRA INFLUSSO GRECO E IDEALE DEL CIVIS ROMANUS

L’apporto ellenistico sarà la base dell’arte romana anche se all’inizio non viene tanto accettato. Influssi già nel I sec a.C. all’inizio i romani avevano scarse esigenze artistiche ma poi contatto con cultura greca fa penetrare pensiero greco. L’arte non è più considerata una cosa indegna.


2. MONUMENTI ARCHITETTONICI E ONORARI

roma solo nel II sec inizia ad abbellirsi, all’inizio con opere di pubblica utilità. Però i romani inventano l’arco e la volta.




  1. PITTURA TRIONFALE ROMANA

Si comincia ad apprezzare anche la funzione politica dell’arte e pure quella decorativa. La pittura trionfale illustra al popolo le campagne vittoriose, l’arte non è ancora considerata degna di essere praticata da un cittadino romano.


  1. RITRATTISTICA ONORARIA

Personaggi illustri su corpi nudi ed atletici di eroi greci.


  1. MONETAZIONE

Doveva unire al fine pratico la veste decorativa. Nel II sec alla figura delle divinità si sostituiscono i simboli alludenti alle vittorie romane (aquila, vessillo, elmo, corona). Arte romana ha numerosi apporti quindi c’è eclettismo.
PERIODO SILLANO E CESARIANO, FORMAZIONE DELL’ARTE ROMANA

  1. SVILUPPO ARCHITETTURA

Elementi greci rielaborati e fusi con quelli italici ed indigeni. Libero uso degli ordini architettonici. Si hanno esempi di piani regolatori delle città ma roma era cmq irregolare e ci prova cesare a darle una sistemazione mai però attuata. Cesare crea però il primo elemento dei fori imperiali. Si supera divieto di costruire teatri stabili e quindi sorgono anche queste strutture che, con la tecnica dell’arco, non vanno più poggiate ad un pendio. Nasce anche l’anfiteatro ma per averne uno stabile si dovrà arrivare a vespasiano.


  1. PITTURA E DECORAZIONE PARIETALE

Nel I sec si affermano nuovi aspetti acanto a quelli ellenistici. Molto ricercati i quadri dei pittori classici. Pareti divise con finte architetture in cui si riproducono quadri di tipo classico (secondo stile), questo stile si trasforma in una composizione sempre più astratta ed ornamentale (terzo stile).


  1. SCULTURA E CORRENTE CLASSICHEGGIANTE

I maggiori scultori sono ancora greci. Prima di scolpire il marmo si fanno modelli di cera. Scultura con funzione decorativa ed in rapporto anche con l’architettura (sculture adattate all’ambiente da decorare). Realismo della ritrattistica dei volti stride tanto con i corpi perfetti.


  1. MENTALITA’ ROMANA VERSO L’ARTE

Classicismo viene adattato alla mentalità romana. L’arte a roma è per lo più ufficiale e pubblica, commissionata dall’imperatore, dal popolo ecc... è un’arte anonima, di propaganda.
CLASSICISMO AUGUSTEO E GIULIO CLAUDIO

L’architettura deve dare un volto più monumentale alla capitale e abbonda il marmo. Urbanistica regolata dalla praticità. L’obelisco innalzato in campo marzio inaugura una serie di questi monumenti che danno nota esotica a roma. Si creano nuovi acquedotti, terme, fontane.

L’ara pacis dedicata per celebrare pacificazione dell’impero (9 a.C.) esalta le leggende di roma con Enea. Ornato vegetale di tipo ellenistico. Esaltazione dell’imperatore vittorioso sui barbari innalzato in una sfera sovrumana. Creazione di tipi ufficiali dell’immagine dell’imperatore. Si adotta il tipo a BUSTO (dal taglio sotto il collo si passa al taglio alle spalle e poi ai pettorali).


  1. NELLE PROVINCE

La pax favorisce sviluppo anche delle province. Spirito romano affermato in occidente mentre in oriente corrente più classicheggiante.


  1. INDIRIZZO CLASSICHEGGIANTE NELL’ARTE GIULIO-CLAUDIA

Personificazioni di città. Notazioni più realistiche nei ritratti. Sfondi architettonici nel rilievo storico, anche sfondi realistici. Urbanistica sollecitata dopo incendio del 64 d.C.


  1. RITRATTISTICA NERONIANA

Cercano di dargli piglio eroico. Naturalismo espressivo e psicologico. Realismo anche in pittura.
NATURALISMO E COLORISMO NELL’ARTE FLAVIA

Ritrattistica si svuota del contenuto eroico (con Tito e Vespasiano) ma con Domiziano si preferisce idealizzazione su modello del monarca ellenistico. Raffinato chiaroscuro e gioco coloristico anche nelle chiome. I prodotti dell’esperto artigianato hanno comunanza stilistica mentre le grandi opere sono legate al temperamento dei singoli. Le due opere più importanti sono l’Arco di Tito ed i Rilievi di palazzo della cancelleria ed hanno aspetti contrastanti tra loro. Nell’arco preciso realismo nei costumi, nei simboli, nelle personificazioni.




  1. FILONE CLASSICHEGGIANTE

I rilievi della cancelleria sono elogio a domiziano, fatti forse per un monumento a lui dedicato.figure su sfondo neutro ma cura dei particolari. Colosseo e stadio (oggi piazza navona).
ARTE TRAIANEA, FUSIONE ARTE GRECA E ROMANA

Tante gesta di Traiano offrono spunti celebrativi. Arte traianea organica pari a quella del periodo di pericle in grecia.




  1. MAESTRO DELLE IMPRESE DI TRAIANO

Non ne conosciamo il nome, decora la colonna con le 2 guerre contro i daci divise dall’ immagine della vittoria. Particolari realistici con ponti, fortini.. che danno precisa ambientazione al racconto. Non esistendo ancora il fregio continuo l’artista divide le immagini con colonne di testo. Anche tratti psicologici ed inserimenti etnici. Fedele riproduzione dei costumi, delle armi, dei tipi etnici. Unità stilistica di tutto il fregio.

Nell’arco di Benevento sono illustrate le opere di traiano in italia e nell’impero.

Nelle province maggiori persistenze ellenistiche.
ARTE ADRIANEA (CLASSICHEGGIANTE)

Con l’imperatore amante dell’ellenismo si mette da parte l’equilibrio traianeo per tornare a forme classicheggianti. Adriano introduce la moda della barba come i filosofi. Diffusione di copie di maestri greci assimilate solo in forme esteriori e convenzionali. Scene di lotta, satiri, menadi, vittorie e amorini, scene mitologiche o simboliche o maschere comiche e tragiche. Il regno di adriano non offre materia per celebrazione di fatti bellici (politica difensiva col vallum).




  1. ARCHITETTURA

Capolavoro è la cupola del Pantheon.


  1. DECORAZIONE PITTORICA E MUSIVA

Esigenze decorative di case di ceto medio determinano sviluppo di pittura parietale con partizioni schematiche e scene di animali, paesaggi e nature morte. La pittura più elevata mantiene indirizzo classicheggiante ellenistico.al quadro mitologico però si preferiscono quadretti paesistici. Mosaico diventa decorativo per meglio aderire all’ambiente.
CLASSICISMO E COLORISMO NELL’ARTE ANTONINIANA

Caratteri di arte adrianea vengono sviluppati durante i lunghi regni di marco aurelio e antonino pio.

Il rilievo storico ci da solo esempi di pannelli isolati ed il regno di antonino pio non ha imprese guerresche infatti la colonna onoraria limita la decorazione al basamento.

Nella ritrattistica volti calmi e sereni. Con marco aurelio si diffonde il tipo del filosofo di tradizione ellenistica.


Nelle province c’è sviluppo ma si mantengono in oriente cmq accenti ellenistici.
ESPRESSIONISMO DI FINE II SEC E VISIONE TARDO ANTICA

  1. MAESTRO DELLE IMPRESE DI MARCO AURELIO

La colonna (II sec) riporta campagne Germanica e Sarmatica divise da una figura di vittoria. Spirali passano da 23 della traianea a 21 con aumento dell’altezza del fregio. Sintassi più schematica, si rarefanno i dettagli paesistici, prevale la frontalità nella rappresentazione dell’imperatore. Sparisce pietà verso i barbari ed il racconto diventa crudele e spietato. Alla fluidità traianea subentra brusca spezzatura di linee e volumi. Questo stile è comune anche agli 8 pannelli riutilizzati per l’arco di costantino anche se qui il modellato è più curato.

Iniziano a sorgere artisti romani che esprimono tutta quella disorganicità tipica latina etrusca e italica, finora smorzata dall’indirizzo classicheggiante.


ARTE SEVERIANA

Allontanamento da visione classica durante III sec. Con settimio severo iniziano imperatori di origine provinciale quindi le province acquistano importanza. Si diffondono culti importati dall’esercito come quello di Mitra. Il gusto severiano è fastoso, scenografico ed in scultura c’è profusione di decorazioni floreali e figurate. Con caracalla l’architettura termale raggiunge il suo massimo sviluppo. Cono caracalla c’è cittadinanza per tutti i cittadini dell’impero, anche quelli delle province, quindi cambia la posizione politica. La ritrattistica ufficiale perde naturalismo con la serie di imperatori soldati, volti realistici impostati su corpi classici.

Ritorna motivo classicheggiante delle cacce di Alessandro magno.


  1. VISIONE ARTISTICA DI ALESSANDRO SEVERO

Decorazioni con grandi figure plastiche con scene di caccia, miti, immagini di defunti. Egli collocò a roma molte statue colossali, completò e decorò le terme di caracalla ed è probabile che al suo periodo risalga il toro farnese. Anche in pitture e mosaici compaiono le grandi figure isolate che emergono contro uno sfondo architettonico.


  1. ARTE CRISTIANA E MITRAICA

Si diffonde immagine di cristo come maestro (ispirata al filosofo barbato). Cristo fra pecore ispirato a iconografia di orfeo. Dal III sec nelle catacombe si diffonde anche immagine di maria con il fanciullo in grembo. Prima della metà del IV sec appare sui sarcofagi anche la natività. È un indirizzo popolareggiante con scene animate da sfondi realistici. Progressiva stilizzazione degli ornati architettonici e prospettici. Scarso valore artistico hanno invece la manifestazioni mitraiche, molto artigianali.


  1. CLASSICISMO SPIRITUALIZZATO NELL’INDIRIZZO GALLENICO

Gallieno è filelleno, monarca quasi divino, colto e filosofo. Troviamo ideali filosofici nei sarcofagi con i defunti rappresentati tra le muse. La ritrattistica sviluppa il tipo dell’uomo spirituale con lo sguardo ispirato.


  1. RUDEZZA ESPRESSIONISTICA DELLA SECONDA META’ DEL III SEC

Il classicismo spiritualizzato dura poco e si torna all’espressionismo. Si diffonde gusto delle immagini preziose ed anche i costumi si fanno più ricchi. La scultura si fa più schematica.


  1. PLASTICA TETRARCHICA

Teste compatte, calotte unitarie di capelli, panneggi incisi con rigida simmetria. Il rilievo storico è riportato su fondo liscio e torna il puro decorativismo. Caratteristico il gruppo con i due cesari ed i due augusti in un simmetrico abbraccio.


  1. ARCHITETTURA TETRARCHICA

Conserva salda e monumentale organicità come nella nuova cinta di mura di Aureliano. L’opus sectile testimonia il rinnovato gusto per il colore. Il culmine dell’evoluzione dell’impianto termale sono le terme di Diocleziano (oggi s.maria degli angeli).

La maestà imperiale si isola dal popolo.




  1. DECORAZIONE MUSIVA

Nel IV sec domina tradizione ellenistica per coprire i pavimenti con motivi che si moltiplicano. Elementi floreali, geometrici, medaglioni, limitati i quadri figurati o bucolici. Per decorare ampi spazi si usano corse del circo e combattimenti gladiatori. I mosaici si ravvivano anche di scene di vita quotidiana. È possibile che le decorazioni a tappeto con piccoli motivi geometrici fossero anche ispirati dalle stoffe orientali.
ARTE COSTANTINIANA

L’imperatore vuole riallacciarsi ad augusto e prende un aspetto idealizzato. Ogni volta che si vuole conferire dignità si ricorre all’ideale classico con la sua organicità. Quadro dell’arte vario e complesso per il frazionamento dei centri favorito dall’ordinamento tetrarchico, dallo sviluppo delle città dell’Africa e dai due poli della nuova e vecchia roma (costantinopoli inaugurata nel 330). A roma e costantinopoli fanno capo le due correnti artistiche occidentale e orientale che vanno sempre più differenziandosi nonostante reciproche interferenze. L’arte occidentale (tradizione italica) resta più disorganica, incisiva, dura, espressionistica. Quella orientale (più ellenistica) è organica, morbida, spiritualizzata. Anche l’architettura si differenzia. Per mausolei e ninfei l’architettura del IV sec raggiunge la più armonica concezione di uno spazio interno. Dalle strutture dei mausolei nascerà la struttura dei battisteri cristiani.

A costantinopoli lo sfondo del foro non è più un tempio ma una colonna con statua bronzea di costantino con l’aspetto paganeggiante di helios ma con simbolo della croce.
CORRENTI POPOLAREGGIANTE E AULICA NEL IV SEC

I fregi costantiniani (dell’Arco) abbandonano le leggi di prospettiva r illusionismo spaziale per leggi di ieraticità e ordine gerarchico con una struttura tozza, massiccia, disorganica, con teste grandi e compatte. È uno stile che muove dalla corrente artistica popolare.

La nuova capitale di oriente invece attira artisti della cerchia classica. Il decreto del 313 da un nuovo impulso all’arte, ora ispirata alla nuova fede. Il cristianesimo per fare proseliti nelle classi più alte si avvicina allo stile aulico e gli influssi popolareggianti diventano classicheggianti con maggiore organicità e sfruttando anche motivi iconografici della maestà imperiale. La ricchezza di roma riceve un colpo con il sacco di Alarico del 410.
NUOVA ELABORAZIONE DEL RILIEVO STORICO A ORIENTE

Costantinopoli vuole emulare la vecchia capitale anche nell’assetto urbano.




  1. COLONNA DI TEODOSIO

Celebra trionfo sugli Sciti ed altri barbari, scelse la colonna perchè compatriota di Traiano. Decorazione con sfilate di soldati, combattimenti, soldati in atto di preghiera... la gloria dell’imperatore si concepiva più con il trionfo che con la cronaca bellica e la sua figura è sempre più distaccata da quella dell’esercito.

Nell’ippodromo di costantinopoli teodosio innalza obelisco e sulla base c’è lui con i due figli, i dignitari di corte e le guardie del corpo. Frontalità, ordine gerarchico, isolamento dei gruppi imperiali, assenza di profondità spaziale.




  1. COLONNA DI ARCADIO

Ha oramai solo significato monumentale e urbanistico, non è più celebrazione realistica della gloria militare ma astratta esaltazione dell’imperatore. Il regno di arcadio conobbe solo invasioni di barbari e perfino l’occupazione di costantinopoli. Scarsezza di materiale per la rappresentazione porta a ridurre i giri da 23 a 19 raddoppiando l’altezza. Motivi di marce, battaglie e cerimonie.


  1. IMPRONTA CRISTIANA NELL’ARTE DEL TARDO IMPERO

L’arte aulica è oramai impregnata dei concetti cristiani. Alla virtù si sostituisce la grazia divina, alla sapienza bellica il miracolo. L’imperatore, in quanto rappresentante della divinità, è invincibile. L’esaltazione della realtà storica fa posto all’esaltazione della trascendenza e dell’universalità dell’impero. Motivo frequentissimo è il chrismon. Le colonne onorarie ora non saranno più istoriate.


  1. IMPRONTA CLASSICHEGGIANTE NELL’ARTE AULICA DEL TARDO IMPERO

Costantinopoli, al contrario di roma, continua il suo sviluppo. Si sviluppa anche un’arte aulica con sculture, pitture, mosaici con impronta classicheggiante (opere rivolte alla classe aristocratica). Anche la scultura ritrattistica ha tono classicheggiante con modellato organico. A oriente gusto più miniaturistico per i dettagli, stilizzazione e volti ispirati. A Roma invece stile più plastico e vigoroso.

Nelle province l’arte serve a soddisfare il ceto più modesto e perde contatto con l’arte classica facendo affiorare disorganicità e tendenze decorativistiche. Con il disgregamento dell’impero e l’emergere di nuovi sostrati etnici, l’arte classica cessa e fa diffondere nuove correnti culturali che segnano il trapasso al medioevo.

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