Bergson (1859-1941)



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Lo slancio vitale


Nel testo L’evoluzione creatrice, Bergson prospetta l’idea di una continuità tra vita biologica e vita della coscienza. Entrambe sorgono da un’unica energia vitale. La vita infatti si origina da un unico impulso iniziale, detto “slancio vitale” (élan vital), un’energia che crea di continuo e in modo imprevedibile, in quanto libera e non necessitata, una grandissima varietà di forme.

Questo slancio si espande nell’universo, irradiandosi in ogni direzione, ma con un’intensità variabile, il che spiega la differenziazione degli esseri e delle specie:



  • La prima biforcazione fondamentale dello slancio vitale è quella cha ha dato origine alla divisione tra piante e animali (i vegetali fabbricano da sé le sostanze organiche che servono al loro nutrimento a partire da sostanze minerali che trovano nel terreno; gli animali sono costretti a muoversi per cercare il cibo, e sviluppano quindi sensibilità e in alcuni casi coscienza).

  • La vita animale si è poi sviluppata a sua volta in diverse direzioni. Quelle in cui l’evoluzione ha avuto maggior successo sono quelle degli antropoidi e dei vertebrati (il cui apice è l’uomo).

Il processo evolutivo non implica un disegno precostituito, come in una visione finalistica: la vita creatività libera e imprevedibile. L’unità precede la differenziazione degli esseri, l’energia vitale è una vis a tergo, agisce alle spalle. La vita, all’origine, è “totipotenza”, cioè possibilità divenire tutte le cose, che gradualmente si attualizza e si specifica.

L’evoluzione non implica alcuna realtà data o precostituita, ma è “realtà in movimento” che si manifesta e si genera da se stessa, espandendosi e modificandosi di continuo (come la coscienza è flusso-movimento continuo). Bergson parla di “evoluzione creatrice”. La realtà è sempre unica, sia che la si consideri dal punto di vista dello slancio vitale, sia che si considerino i singoli risultati del suo processo: all’origine vi è l’energia vitale che, spirituale nella sua essenza, nel momento in cui esaurisce la propria forza tende a manifestarsi come materia (problema: se è così prima dovrebbero essere nate le coscienze e poi i corpi??).





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