Biblico facebook in rosa



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23.05.2018
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PREFAZIONE


Il presente volumetto riproduce sostanzialmente il contenuto del corso proposto nella Facoltà di Teologia di Lugano (Svizzera) nel semestre autunnale dell’anno accademico 2017-2018, dal titolo Biblico facebook in rosa. Anche se inusuale e un poco bizzarro, il titolo permette a tutti di arguire facilmente che si tratti della presentazione di figure di donne nella Bibbia.

Essendo l’universo femminile troppo esteso perché possa essere esaminato nella sua totalità, mi limitai ad alcuni esempi, preoccupandomi di scegliere, sia tra Antico e Nuovo Testamento, sia tra donne reali, come la vedova di Nain, e donne simboliche, come Madame Sagesse, la Sapienza divina personificata e immaginata in vesti muliebri.

Ritenni utile e doveroso iniziare con un capitolo che offrisse una panoramica biblica della donna, con maggiore attenzione al mondo dell’Antico Testamento e giudaico, per mostrare poi la rivoluzionaria novità introdotta da Gesù, come ampiamente documentato nei Vangeli. Non poteva mancare almeno un riferimento a san Paolo, spesso accusato ingiustamente di non nutrire troppa simpatia per le donne. Il lettore, spaziando dalla Genesi all’Apocalisse, potrà avere un’idea dell’Altra metà del cielo, come simpaticamente è talora denominato il mondo femminile e che scelto come titolo di copertina.

Per rendere la lettura più fluida e il libro fruibile a un pubblico più vasto, ho alleggerito il testo originale, togliendo tante note a piè di pagina e abbreviando alcune parti, considerandole meno interessanti.

Per facilitare lettura e comprensione, sono riportati i brani biblici presi in esame, eccetto il caso siano interi libri e troppo lunghi (esempio Ester o Giuditta), mentre Rut trova accoglienza, essendo un libro di quattro capitoli e abbastanza brevi.

Come d’abitudine, accanto alla doverosa documentazione esegetica, ho sempre cercato di stimolare riflessioni per la vita spirituale ed ecclesiale, convinto che la Parola di Dio deve parlare in contemporanea all’intelligenza, al cuore e alla vita, favorendo quell’unità che caratterizza la completezza della persona matura.

Durante il corso invitai una psicologa a offrire un saggio di lettura in chiave un po’ diversa dal solito e la sua esposizione su Giuditta è riportata alla fine come Postfazione. A lei sono grato, come pure ai numerosi studenti che hanno seguito con interesse il corso.

Mauro Orsatti

4 febbraio 2018

Giornata della vita



IL MONDO DELLE DONNE
PANORAMICA BIBLICA


Per Giovanni XXIII, il Papa che indisse il Concilio Vaticano II, la presenza attiva e sempre crescente della donna in tutti i settori della vita sociale era un segno dei tempi. Lo stesso Concilio riconosce quanto c’è di positivo nell’attuale dinamismo sociale e respinge «ogni genere di discriminazione nei diritti fondamentali della persona, sia in campo sociale che culturale, in ragione del sesso, della stirpe, del colore, della condizione sociale, della lingua o religione, che deve essere superato come contrario al disegno di Dio» (GS 29). In uno dei suoi Discorsi Paolo VI disse tra l'altro: «Nel cristianesimo, infatti, più che in ogni altra religione, la donna ha fin dalle origini uno speciale statuto di dignità, di cui il Nuovo Testamento ci attesta non pochi e non piccoli aspetti (...); appare all'evidenza che la donna è posta a far parte della struttura vivente ed operante del cristianesimo in modo così rilevante che non ne sono forse ancora state enucleate tutte le virtualità». Lo stesso Paolo VI diede un vigoroso impulso alla dignità femminile, proclamando, per la prima volta nella storia bimillenaria della Chiesa, una donna “dottore della Chiesa”. Anzi, ne proclamò ben due nel 1970, Teresa d’Avila e Caterina da Siena. Nel 1988 arrivò la Lettera apostolica Mulieris dignitatem di Giovanni Paolo II che raccolse il patrimonio precedente sul valore della donna e lo incrementò con frasi memorabili, come quella che leggiamo al n. 31: «La forza morale della donna, la sua forza spirituale si unisce con la consapevolezza che Dio le affida in un modo speciale l'uomo, l'essere umano. Naturalmente, Dio affida ogni uomo a tutti e a ciascuno. Tuttavia, questo affidamento riguarda in modo speciale la donna - proprio a motivo della sua femminilità - ed esso decide in particolare della sua vocazione».

Ormai da alcuni anni il tema della donna è tornato alla ribalta, non certo nel desiderio di scalare un Olimpo proibito, ma per restituirle giustamente quei diritti di cui era stata defraudata. Il cristiano che si interroga sull’argomento non può prescindere dal confronto con la Bibbia, Parola di Dio. Prima di gettare alcuni semi di riflessione, sono necessarie alcune precisazioni metodologiche. Ne elenchiamo tre.

Prima precisazione. Non esiste una “dottrina biblica sulla donna”, una specie di “codice muliebre”, che racchiuda come in uno scrigno le linee guida. Sappiamo bene che l’Antico Testamento, prima parte della Bibbia, fu composto nell’arco di circa 1200 anni da autori che, pur accomunati da un’unica fede, vissero in tempi molto diversi per problematiche e sensibilità.

Seconda precisazione. La Bibbia non tratta mai la donna come argomento specifico ed esclusivo. Il discorso vale per qualsiasi tema. Prendendo ad esempio una figura geometrica, l’ellisse, la donna è solo uno dei due fuochi, mentre l’altro è Dio. Ogni tema ha sempre un suo riferimento alla realtà divina. Una tema non può mai essere il centro dell’interesse, ma deve convergere verso Dio, principio e fine di tutto.

Terza precisazione. Il nostro tema dovrà prendere in considerazione Antico e Nuovo Testamento. Il primo è preparazione, promessa, profezia, il secondo è realizzazione e pienezza. Alcune affermazioni o atteggiamenti dell’Antico Testamento verso la donna, suscitano in noi un’istintiva reazione di rifiuto e perfino di disgusto. Con ragione. Saremo aiutati a superare tale disagio se immaginiamo l’Antico Testamento con un bambino che deve crescere e nella sua fase iniziale sperimenta la limitatezza e l’incompletezza propria di chi non ha ancora raggiunto la maturità. Anticipo questa nota, perché alla fine della presentazione del tema nell’Antico Testamento, i risultati potranno sembrare quantitativamente poveri e qualitativamente scandenti. Il discorso, per essere metodologicamente corretto, dovrà transitare anche dal Nuovo Testamento per prendere contorni di maturità e completezza. L’esposizione partirà quindi dall’Antico Testamento, per passare poi al Nuovo, passando dal mondo giudaico. Alla fine potremo avere una visione complessiva, sebbene sommaria, della donna in campo biblico.







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