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Breve commento


Tocca a Rut adesso portare avanti la famiglia, traghettandola al di là delle paludi della tristezza e dello scoraggiamento. Dimostra di essere una lavoratrice indefessa e la vediamo darsi da fare per mantenere se stessa e la suocera, spigolando nei campi dietro ai mietitori, con una grinta che desta la loro ammirazione.

Una donna così positiva, così piena di forza nell'affrontare la vita, così capace di accoglienza, non può non destare l'interesse di un uomo come Booz, il padrone del campo, che sa leggere la bellezza interiore di Rut, al di là della sua condizione di vedova, povera e straniera.

Rut sente che il suo cuore dopo tanto tempo si riscalda accanto a un uomo capace di consolarla e di parlare con sincerità; perciò gli chiede con sorpresa: «Io sono una straniera: perché sono entrata nelle tue grazie e tu ti interessi di me?» (2,10).

La risposta di lui è cristallina come acqua di sorgente e ricca come un trattato di teologia: «Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e la tua patria per venire presso gente che non conoscevi. Il Signore ti ripaghi questa tua buona azione e sia davvero piena per te la ricompensa da parte del Signore, Dio di Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti» (2,11-12).

Booz che si accorge di lei, ricompensandola del bene compiuto, avvalla un principio generale e sempre vero: il bene contagia positivamente; prima o poi, fruttifica.
Non solo Rut può spigolare liberamente senza essere infastidita dai mietitori, ma pure le è concesso di spigolare tra i covoni, raccogliendo quindi un quantità maggiore di grano, e pure di rimanere con le serve del padrone

Il grano battuto produce un’efa di orzo, circa 22 litri, una quantità considerevole che suscita la sorpresa di Noemi. Quando Rut spiega gli eventi più recenti e il motivo della notevole quantità portata a casa grazie alla benevolenza di Booz, il cielo torna a tingersi di azzurro per la suocera che ringrazia Dio per l’inaspettato benefattore: «Sia benedetto dal Signor, che non ha rinunciato alla sua bontà verso i vivi e verso i morti» (2,20).

La suocera, memoria storica della famiglia, ricorda che Booz è un loro parente stretto. Sono qui evocate due leggi quella del goel e quella del levirato. La prima, quella del goel (Lv 25,23-25; 47-49) richiedeva che Booz, in quanto parente più vicino di Elimelec e di Maclon, avesse il dovere di evitare l’alienazione del patrimonio e quindi comprare il campo di Rut. La legge del levirato o del cognato,5 riportata in Dt 25,5-6, prescriveva che una vedova fosse sposata dal fratello o dal parente più vicino del marito defunto e assicurasse così una discendenza al defunto. Era impensabile in Israele non avere una discendenza. La catena genealogica era un modo per partecipare alla venuta del Messia.

Più ancora che dal cibo che la nuora le porta a casa, Noemi si sente rianimata dalla speranza: un matrimonio tra Rut e Booz potrà continuare la sua discendenza. Giunta nell'ultima fase della propria esistenza, l'anziana ha bisogno di una prospettiva in avanti, di una speranza di vita oltre la propria morte, che concretamente identifica nei figli e nei nipoti. Con i nipoti il rapporto è reso estremamente gratificante dalla possibilità di esprimere con essi tutta la propria affettività, in una tenerezza il cui slancio non deve essere regolato, come con i figli, dalle esigenze dell'educazione.



Tutta presa da questa prospettiva, Noemi si sente rinascere, ritrova l’entusiasmo di vivere e ritorna a lodare quel Dio da cui prima si era sentita abbandonata.


TERZO CAPITOLO


Testo biblico

1Un giorno Noemi, sua suocera, le disse: «Figlia mia, non devo forse cercarti una sistemazione, perché tu sia felice? 2Ora, tu sei stata con le serve di Booz: egli è nostro parente e proprio questa sera deve ventilare l’orzo sull’aia. 3Làvati, profùmati, mettiti il mantello e scendi all’aia. Ma non ti far riconoscere da lui prima che egli abbia finito di mangiare e di bere. 4Quando si sarà coricato – e tu dovrai sapere dove si è coricato – va’, scoprigli i piedi e sdraiati lì. Ti dirà lui ciò che dovrai fare». 5Rut le rispose: «Farò quanto mi dici».

6Scese all’aia e fece quanto la suocera le aveva ordinato. 7Booz mangiò, bevve e con il cuore allegro andò a dormire accanto al mucchio d’orzo. Allora essa venne pian piano, gli scoprì i piedi e si sdraiò.

8Verso mezzanotte quell’uomo ebbe un brivido di freddo, si girò e vide una donna sdraiata ai suoi piedi. 9Domandò: «Chi sei?». Rispose: «Sono Rut, tua serva. Stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto». 10Egli disse: «Sii benedetta dal Signore, figlia mia! Questo tuo secondo atto di bontà è ancora migliore del primo, perché non sei andata in cerca di uomini giovani, poveri o ricchi che fossero. 11Ora, figlia mia, non temere! Farò per te tutto quanto chiedi, perché tutti i miei concittadini sanno che sei una donna di valore. 12È vero: io ho il diritto di riscatto, ma c’è un altro che è parente più stretto di me. 13Passa qui la notte e domani mattina, se lui vorrà assolvere il diritto di riscatto, va bene, lo faccia; ma se non vorrà riscattarti, io ti riscatterò, per la vita del Signore! Rimani coricata fino a domattina». 14Ella rimase coricata ai suoi piedi fino alla mattina e si alzò prima che una persona riesca a riconoscere un’altra. Booz infatti pensava: «Nessuno deve sapere che questa donna è venuta nell’aia!». 15Le disse: «Apri il mantello che hai addosso e tienilo forte». Lei lo tenne ed egli vi versò dentro sei misure d’orzo. Glielo pose sulle spalle e Rut rientrò in città.

16Arrivata dalla suocera, questa le chiese: «Com’è andata, figlia mia?». Ella le raccontò quanto quell’uomo aveva fatto per lei 17e aggiunse: «Mi ha anche dato sei misure di orzo, dicendomi: “Non devi tornare da tua suocera a mani vuote”». 18Noemi disse: «Sta’ tranquilla, figlia mia, finché non sai come andrà a finire la cosa. Di certo quest’uomo non si darà pace, finché non avrà concluso oggi stesso questa faccenda».




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