Boccioni, balla, carrà, soffici, morandi, sironi, fontana, soldati: Riti di passaggio



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17.11.2017
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Cultura e Musei


Esposizione di opere del primo Novecento al Castello Sforzesco

RITI DI PASSAGGIO

Il cambiamento nelle opere di sette artisti dalle Civiche Raccolte d’Arte: Boccioni, Carrà, Soffici, Moranti, Sironi, Fontana, Soldati

In attesa della realizzazione del Museo del Novecento all’Arengario, dal 18 maggio 2003 le sale Viscontee del Castello Sforzesco presenteranno una serie di opere selezionate dal patrimonio delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano. L’esposizione vuole evidenziare i Riti di passaggio, ovvero i cambiamenti formali nel percorso artistico di sette artisti italiani nella prima metà del secolo: Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Giorgio Moranti, Mario Sironi, Lucio Fontana, Atanasio Soldati.


I contenuti dell’esposizione. L’esigenza di cambiamento è infatti il denominatore comune delle esperienze artistiche di inizio Novecento. I singoli artisti vengono coinvolti da questa spinta al rinnovamento che porta ad una accelerazione di percorso anche all’interno delle esperienze individuali. Nell’arco di pochi anni per l’artista diventa usuale cambiare linguaggio radicalmente e l’adesione ad una tendenza stilistica viene sovvertita e rinnovata più volte. Nelle sue molteplici espressioni formali, l’unicità della figura dell’autore diviene quasi una molteplicità individuale.

Anche in territorio italiano si avverte questa rapida evoluzione dei linguaggi: il continuo susseguirsi di tendenze e movimenti è preponderante e si esprime attraverso la temperie futurista, il clima della metafisica, il ritorno all’ordine dopo la Grande Guerra e le ricerche sull’astrazione. Gli artisti italiani esposti sono autori di cui, anche grazie a donazioni, le Civiche Raccolte d’Arte hanno nuclei di opere particolarmente significativi.

L’esposizione sarà contrassegnata a sua volta da un suo “dinamismo” interno: nei prossimi mesi, l’esposizione potrà subire alcune modificazioni in relazione allo spostamento e alla sostituzione di alcune opere di ritorno o in partenza per altre manifestazioni nazionali e internazionali. Un capolavoro di Umberto Boccioni, il Trittico degli stati d’animo, per esempio, sarà visibile al pubblico solo dopo il suo rientro a fine maggio da Madrid, mentre altre quattro opere dell’artista partiranno in ottobre per Bruxelles.
Percorso di visita. La visita inizia con uno sguardo sul cubismo e sull’avanguardia internazionale, necessaria premessa al contributo italiano all’arte del Novecento. Le opere di artisti stranieri provengono tutte dalla Collezione Jucker, acquisita nel 1992 dal Comune di Milano: da quelle cubiste di Picasso, Braque, Laurens, e Léger, a quelle astratte di Mondrian, Klee, Kandinskij, all’Odalisca di Matisse.

Le opere degli artisti italiani provengono sia dalle Civiche Raccolte d’Arte che dalla Collezione Jucker; pur essendo allestite insieme, le opere sono state distinte con didascalie differenti.


BOCCIONI


Di Umberto Boccioni viene presentato un eccezionale nucleo di opere. Nonostante il breve percorso di vita dell’artista, la sua opera mostra il passaggio dal divisionismo, al futurismo e il ritorno ultimo ad una figurazione di matrice cézanniana.

CARRA’


Le opere di Carlo Carrà evidenziano una metamorfosi eclatante, dal futurismo, alla metafisica, all’esperienza del muralismo con i cartoni preparatori per gli affreschi del 1933 al Tribunale di Milano.

SOFFICI


La distanza tra le composizioni e i collages cubofuturisti e il ritorno all’ordine degli anni Venti è sottolineata sia a livello formale sia a livello tecnico nell’opera di Ardengo Soffici.

MORANDI


Di Giorgio Morandi si potrà cogliere il passaggio dall’esperienza metafisica all’elezione della natura morta e del paesaggio come personale e particolare territorio di ricerca.

SIRONI


Il cambiamento nell’opera di Mario Sironi è rappresentato da dipinti e collages futuristi e da bozzetti e copie in gesso di opere pubbliche tra gli anni Trenta e Quaranta mentre per il periodo metafisico e per i paesaggi urbani si rimanda alla sala personale dedicata all’artista nella Casa Museo Boschi-Di Stefano inaugurata dal Comune di Milano e dalla Fondazione Boschi all’inizio del 2003.

FONTANA


Altrettanto per Lucio Fontana si presenta al Castello Sforzesco un nucleo di sculture degli anni Trenta rimandando per le opere dello Spazialismo alla sala dedicata all’artista in Casa Boschi, dove sono esposti oltre venti Concetti spaziali.

SOLDATI


Di Atanasio Soldati si vuole evidenziare il passaggio dalla figurazione metafisica all’astrazione, nelle varie fasi di elaborazione del linguaggio non figurativo.



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