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Delle pene di chi trasgredirà rispettivamente li prefati Capitoli. Cap. VIII



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Delle pene di chi trasgredirà rispettivamente li prefati Capitoli. Cap. VIII.
Inoltre, perché nessuno resti impunito delli errori, che facessi, e che la pena sia eguale al peccato, volsono e dichiararono, che ciascuno Speziale che eserciterà la bottega in qualsivoglia Città, Terra, o Castello, come di sopra: se li sarà trovato dopo questa prima cerca da farsi, come è detto, cosa alcuna Medicinale, o per Veditori, o per li Rettori per l’indizij, che fussero loro dati in qualunque modo, che fosse falsa, falsata, o non buona si debba condennare per quel Consolato, o Rettore, che rispettivamente ne avrà la cognizione secondo i presenti Capitoli, avendo luogo intra di essi la prevenzione il meno in lire 25 piccioli, et il più in lire cinquecento per ciascuno, e per ciascun capo, come parrà convenirsi intra le 25 e le 500. E se sarà Medicinale, che non si possa dire falso, ma sia debole, mal cotto, svaporato, invecchiato, e con simili difetti, da dichiararsi per li Veditori apertamente nelli rapporti, che faranno capo per capo, siano puniti il meno in lire sette, et il più in lire settanta piccioli, ad arbitrio, come di sopra intra le sette, e settanta lire, da applicarsi le pene dette per un quarto all’inventore, un quarto al rettore, o Consolato, che farà riscuotere, un quarto al Fisco, e Camera Ducale, e il restante all’Arte delli Speziali della Città di Firenze, per dispensarlo secondo li ordini di detta Arte, et il Medicinale si arda avanti alla bottega del trasgressore, o in altro luogo pubblico ad arbitrio di chi condannerà, avuto rispetto alla qualità del fatto, e della persona, e similmente siano condennate le cere, e spezierie false, o alterate, come di sopra, salvo, che la condennazione delle lire venticinque, o delle lire settanta rispettivamente s’intenda per qualunque torcia, o lavoro, e la cera, e spezierie si diano per elemosina a’ luoghi pij, non s’intende tali condennazioni rispettive passare in pizzicagnoli, e simili bottegai, che terranno cere, e spezierie, che non abbino cognizione della cosa, ma restino solamente condennati in lire dua, giustificando da chi l’avranno così comperata, et il Venditore nella pena di sopra.

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