Breve panoramica sulla


PROVISIONI, E CAPITOLI SOPRA LI MEDICI, E SPEZIALI



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PROVISIONI, E CAPITOLI SOPRA LI MEDICI, E SPEZIALI
NON SOLO DELLA CITTA’ DI FIRENZE, MA DI TUTTO IL SUO DOMINIO: CIRCA LA TARA, RICETTARI, E MATRICOLE.
Passati per sua Altezza Serenissima, e li suoi Mag. Consiglieri il dì 5 di Dicembre, e il dì 21 di Gennaio 1561.
Il Sereniss. Gran Duca di Toscana, Veduta la Provisione della Tare fatta l’anno 1543, e del

mese di Agosto nell’Arte delli Speziali della Città di Firenze, e ciò che in essa si contiene, e veduta la deliberazione ultimamente fermata il dì 5 d’Ottobre 1560, circa il modo, e perché si debba pagare, e sopportare la spesa della Tara, et attesi li rescritti fatti per la osservanza, e pubblicazione di detta Tara, e considerato, che tutto tende ad utile universale, Imperò Sua Altezza insieme con li suoi Magnifici Consiglieri approvando, e confermando la detta Provisione, e deliberazione, e ciò che in quelle è disposto providdono, volsono, et ordinorno.

Che tutti quelli compresi in detta Provisione, e particolarmente li Speziali della Città, contado, e distretto di Firenze, comprendendo ancora Pistoia, suo contado, e montagna, e qualunque altro luogo, del quale bisognasse farsene speciale, et espressa menzione, s’intendono essere, e sieno sottoposti all’osservanza di quanto fu provisto, et ordinato intorno a detta Tara nel modo, forma, come e sotto le pene, che in detta Provisione, e deliberazione si contiene, e dichiara alcuna cosa in contrario. Non ostante, etc.

A dì 21. di Gennaio 1561.



Il Sereniss. Gran Duca di Toscana, volendo, che l’Arte, et Università de Medici, e Speziali della Città di Firenze, possa (per essere esausta) con qualche sussidio sollevarsi, e che sì come ella può inquirere, e condennare tutti li esercitanti di tal membro, et approvare, e riprovare li Medici generalmente: così sia lecito descrivere ne’ suoi libri delli Oratorij tutti quelli, che sino al presente giorno non vi fussino descritti, e che come conviene le membra riconoschino in qualche parte il capo loro, et aiutino la conservazione di essa Università, e principale Arte, e Collegio. Imperò S. Altezza insieme con li suoi Magnifici Consiglieri mossa da quelle, et altre giuste cagioni, ha provisto, deliberato, statuito, et ordinato.
Che in virtù della presente Provisione, tutti li Medici, e Speziali di qualunque sorte, che si esercitano, o in avvenire si eserciteranno nell’Arte, e mestiero della Medicina, e li maestri delle botteghe di Speziali tanto nel Contado, quanto nel Distretto, e Dominio Fiorentino, comprendendo ancora la Città e Montagna di Pistoia, e qualunque altra Terra, e luogo privilegiato, sien tenuti, e debbino in tra un mese prossimo dal dì, che sarà pubblicata la presente Provisione farsi notare, e descrivere nella Corte del Rettore del criminale30, al quale saranno sottoposti, con dare il nome loro, de’ padri, casata, et esercizio, che faranno, e pagare l’Oratorio, et entratura lire tre piccioli per ciascuno, che fino a questo dì non l’avesse pagate all’Arte predetta nelle mani di quel Rettore, e di poi ogni sei mesi lire una e soldi dieci, per fino a che averanno pagato quanto per li Statuti di detta Arte li dispone sopra che si esercita in tal mestieri intendendosi, che il pagamento delle lire una e soldi dieci, si faccia ogni sei mesi, cioè del mese d’Aprile, e del mese d’Ottobre, da cominciarsi il primo pagamento a Ottobre prossimo 1562, e successivamente come segue. Il qual pagamento vogliano, che serva, e vaglia a chi lo farà per matricola, e ricognizione di matricola. Con questo nondimeno espressamente dichiarato, che li Medici, e Speziali delle Città, e Terre privilegiate, non s’intendino per il pagamento di detto Oratorio, e matricola, che faranno quanto al convenirsi intra di loro in Civile sottoposti a detta Arte, salvo che all’osservanza della Tara sì come è stato provisto, ma si relassino quanto al Civile in quel grado, et essere che erano avanti la presente Provisione, e quelli compresi, come di sopra, che si faranno descrivere, e pagheranno l’Oratorio intra un mese, come è detto s’intendino essere, e sieno liberi dalle pene di lire 25 contenute nelli Statuti, e Provisioni di detta Arte, sopra che si esercita senza matricolarsi, non potendo perciò i Medici nel pagamento da farsi nell’entratura allegare il pagamento della patente di loro approvazione quando si sieno esaminati, se già oltre alla tassa di lor patente non mostrano aver pagata l’entratura, o l’Oratorio predetto per esser pagamenti diversi.

E volsono, et ordinorno, che li Rettori, che tali Oratorij, e Matricole successivamente riceveranno sien tenuti, e debbino pagarle in detta Arte nelle mani di chi sarà per tal effetto deputato, dalla qual’ Arte conseguino denari quattro per lira di tutto quello vi rimetteranno.

In oltre avvertendo, com’è necessario, che qualunque Medico Fisico, e qualunque Speziale de’ compresi, come di sopra, avendo a osservare li ordini del Medicinale nuovamente pubblicati, possa così il Medico, come lo Speziale visitare le dispense con più ragione, e fondamento, le quali si debbino far secondo l’ordine, e regola del Ricettario fiorentino. Et atteso come ci potriano essere alcuni, che ne mancassino, e non l’avessino, imperò provvidero ordinorno, e volsono:

Che quelli Medici Fisici, e Speziali della Città, Contado, e distretto di Firenze, comprendendo qualunque luogo, come di sopra, che l’avessino sotto suo nome avuto dall’Arte prenarrata, sien tenuti, e debbino pigliarne, e riceverne uno, quale sia sottoscritto secondo il solito, intendendosi quelli della Città di Firenze doverli pagare lire cinque l’uno, e quelli del Dominio lire dua, soldi dieci per ciascuno, e per tal pagamento sieno obligati fare entra due mesi dal dì, che l’averanno ricevuto, nelle mani de’ Rettori loro del Criminale, per rimettersi a detta Arte, com’è detto. E quelli di Firenze a chi per ciò sarà deputato, e così providero, deliberorno, e volsono in ogni miglior modo, etc.

Non obstantibus, etc. Mandantes, etc.


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