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PROVISIONI, E CAPITOLI ATTENENTI



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PROVISIONI, E CAPITOLI ATTENENTI

all’Arte delli Speziali di tutto il Feliciss. Dominio Fiorentino

sopra li Spedali, Conventi, Monasterij,

Lisci, Matricole, e Medici,

a benefizio universale.
Passati per li Mag. S. Luogotenente, e Consiglieri di S.A.S.

Il di 21 Aprile 1562.

Il Sereniss. Gran Duca di Toscana. Avvertendo come sotto il 15 di Settembre 1561 fu per S.



A., e li suoi Mag. Consiglieri provisto, et ordinato, che li Speziali del suo Dominio Fiorentino dovessero creare l’ufficio de’ Veditori del Medicinale, nel modo, forma, osservanza, pene, et altro di che nelli Capitoli di detta Provisione si comanda, e dispone, e considerato di poi quanto sarebbe utile, e necessario, che a benefizio delli poveri infermi, che si trovano, e per l’avvenire si troveranno nelli Spedali per procurarsi la convalescenza, che s’osservi il medesimo ordine circa il rivedere il Medicinale, e visitare le dispense, et al si che il Medicinale de’ Conventi, e de’ Monasteri, e le dispense, che vi si faranno per venderle fuori alli particolari si rivedessino, e visitassino a benefizio universale. Imperò la prefata Sua Altezza insieme con li suoi Magnifici Consiglieri, hanno deliberato, provisto, et ordinato.

Che alle Spezierie delli Speziali, così della Città, come del Contado, e Distretto di Firenze, sia con diligenza rivisto tutto il Medicinale, e Droghe che di presente anno dalli Veditori de’ luoghi, ove saranno, e non vi sendo dalli più vicini, et in l’avvenire occorrendo farvisi dispense, sia tenuto, e debba quello, che averà la cura di tali Spezierie chiamar li Veditori prenarrati, che per li tempi saranno, acciò che le Droghe, che vi si metteranno sieno buone, e non si passino altrimenti, potendo nondimeno qualunque Spedale chiamare un Medico, o Speziale, che per la parte dello Spedale vi s’intervenga volendo insieme, e quando vi saranno i Veditori del luogo per più satisfazione di ciascuno.

Et alle Spezierie delli Conventi, e Monasteri, che vorranno vendere, o dar fuori alcuna sorta del Medicinale, o Droghe, sia rivisto per li suddetti Veditori tutto quel Medicinale, e Droghe, che volessino vendere, o dar fuori delli detti Conventi, e Monasteri alli particolari, ogni volta, che detti Conventi, o Monasteri vorranno dispensare sieno tenuti chiamare li Veditori, e in presenza loro soppestare le Droghe, che averanno passate loro per buone, acciò che non sia ingannato, e defraudato alcuno con la medesima facoltà alli Conventi e Monasteri di eleggere per la parte loro chi vorranno, che intervenga con li Veditori come di sopra, li quali Veditori sien tenuti, e debbino con diligenza far l’uffizio loro, gettar via quel che trovassino, che non si potessi restaurare, e del buono. E delle dispense tenerne conto al loro libro ordinato per le dispense delli Speziali.

E perché li Speziali rispettive usano nelle loro botteghe soppesare cose, le quali entrano ne’ lisci80, e comporne giornalmente, e atteso per li buoni ricordi, et esempi dati, di quanto pericolo sia ministrarsi simili cose nelle botteghe, ove si fanno Medicinali, unguenti, e altre unzioni, et impiastri per l’infermi. Imperò per levar via ogni sospetto, e cagione di qualche mal’ effetto volsono, e comandorno.

Che li Speziali di qualunque luogo, che tengono Medicinale, o soppesano robe pe’ l’infermi, e purgazioni, non possino, ne devino far lisci, ove entri cose chiare, o dubbie di poter nuocere al corpo umano, sotto pena di lire 50 per qualunque, e per qualunque volta da applicarsi il quarto al notificatore, il quarto a chi condannerà, et il resto al Fisco, e Camera Ducale.

In oltre avvertendo, come all’Arte, et Università de’ Medici, e Speziali, e Merciai della Città di Firenze fu concesso il potere inquirere, e condennare qualunque fussi trovato per li loro Donzelli, o altri notificatori, che tenesse, vendesse, o ministrasse robe attenenti a detta Arte, che fussero false, falsate, sofisticate, o alterate, deboli, senza virtù, e altri tali defetti, così della Città, come di tutto il Dominio Fiorentino, e che per ciò è solita mandare fuori i cercatori a pigliare i saggi da qualunque trovano, che abbia in sua bottega robe attenenti al membro dello Speziale, et atteso che li ordini del visitare le dispense, e medicinale, e le altre cose contenute nelli Capitoli della Provisione perciò fatta il sopradetto dì 5 di Settembre 1561, e per la Provisione nuovamente pubblicata di tali Tare, Matricole, e Ricettari acciocché ciascuno, che li esercita, o tiene cosa alcuna di quel membro, e li Medici di qualunque sorte riconoscessino la predetta Arte per principal Collegio, potrieno mancar di esser state date a quella vera, et intera esecuzione, et osservanza, che si richiede. Imperò provviddono, volsono, e dichiarorno.

Che qualunque tiene, vende, o ministra robe attenenti al membro dello Speziale, e qualunque Medico, sì Fisico, come Chirurgo, o che si eserciti in parte alcuna di Fisico, o Cerusico, che sino a oggi non fosse descritto nella matricola dell’arte predetta, e avessi mancato di pagare l’entratura, si debba fare scrivere, e pagare per l’entratura lire tre intra il mese, e seguir dipoi al pagamento della matricola nel modo, e a chi, e come nella Provisione del dì 5 Dicembre, e del dì 21 di Gennaio prossimo passati si fa menzione. Dichiarando, che ne’ pagamenti dell’entratura, e matricola di sopra specificati, non s’intendino esser compresi, né si comprendono le tasse della patente de Medici; né meno li pagamenti compresi per la fabbrica dell’Arte, né la tassa della cera ordinaria delli tre carlini, ogni volta, che li Donzelli dell’Arte fanno la visita, e pigliano li saggi delle robe, per essere pagamenti separati, e diversi, che si devono pagare oltre a detta entratura, e matricola.

La quale entratura, e matricola si debba riscuotere per li Rettori del criminale, o civile, ove abiteranno li sopra nominati, e sarà loro più comodo, e tenerne diligente conto, e rimetterli all’Arte con la lista de nomi di chi pagherà, con riceverne danari quattro per lira di quanto rimetterannosi, come è disposto per detta ultima Provisione, e non lasciarne alcuno indietro, e rimettere ne' dovuti tempi, e per le prime occasioni così l’entratura, come di poi le seguenti matricole, e ritratti de Ricettari.

E perciò l’Arte delli Speziali di Firenze debba quanto prima ricercare per tutto il Dominio Fiorentino se li ordini dati, e Provisioni publicate, insieme con il contenuto nella presente a lei aspettanti sono stati eseguiti, e se si osservano, e in quel modo, e come meglio potrà li sia lecito, e abbia facoltà per ogni tempio, e in futuro mandarne delli suoi Donzelli con autorità di pigliare i saggi soliti da ciascuno, che tenga robe attenenti al membro dello Speziale, come è detto, e portarli nell’Arte delli Speziali di Firenze per farli saggiare, secondo il consueto, e farsi pagare la solita tassa per la spesa di tal cerca, secondo li ordini, e far esequire, et osservare quello, che trovassino non eseguito, né osservato per tutto il Dominio Fiorentino, comprendendo etiam Pistoia, e qualunque altro luogo del quale bisognasse farne speciale, et espressa menzione.

Non obstantibus, etc. Mandantes, etc.



Item veduto l’infrascritto bando mandato per ordine di S. A. S., il dì 12 di Ottobre 1560, per l’instaurazione, et osservanza della Provisione dell’anno 1548 sopra qualunque medicassi senz’essere esaminato, e approvato fatta nella dett’Arte di consenso della prefata S. Altezza. Imperò commessero a qualunque Rettore, et Ufiziale di doverlo far bandire, e ritornare in memoria a ciascuno, e farlo osservare in tutti i luoghi specificati, e compresi, come di sopra, et occorrendo, che si faccino condennazioni alli Medici, e Speziali, o altri artieri, che tengono robe di Speziali, devino li Rettori, o Ufficiali far pagare il sesto più per ricrescimento della fabbrica, e rimetterlo all’Arte predetta, oltre alla tara delle condennazioni, che respettivamente se li pervenisse. Il tenore del quale è infrascritto81, cioè.


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