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METODI E DISPOSIZIONI
Per il caso, che disgraziatamente si manifestasse

il Colera – Morbus nella Capitale
_____________

COMMISSIONE GENERALE



La Commissione Sanitaria della SAGRA CONSULTA come è ora confermata, e con l’aggiunta di un Patrizio Romano corredato di lumi scientifici, ed amministrativi; e di un Pratico delle materie sanitarie, e de’ metodi disciplinari; e di due Architetti, formerà il centro di tutte le operazioni all’uopo e da essa partiranno tutte le disposizioni, che faranno di mestieri, e si emaneranno gli ordini per gli Officj subalterni.

Questa sarà sempre permanente, dividendosi i Membri in Turno, e giornalmente rassegnerà una relazione del movimento del Colera alla Segreteria si Stato.


OFFICJ REGIONARJ DI SANITA’
In ciascun Rione vi dovrà essere un Officio, ossia una Commissione particolare di Sanità, e verrà stabilita in un punto centrico, e di facile accesso.

Cadauno di detti Officj dovrà essere capace almeno di tre ambienti, e se è possibile, dovrà destinarsi in un pian terreno asciutto, o in un primo piano.

Ciascuna di queste commissioni sarà composta di due Patrizj Romani; di due Ecclesiastici; di due probi Cittadini o Possidenti, o Negozianti; di sei Medici; di sei Chirurgi; di due Speziali; di dodici Allievi, o Infermieri; e di un numero di Facchini, che si reputerà necessario.

Dovendo essere le dette Commissioni in stato di attività permanente, i Membri, che le compongono, e gli Allievi si divideranno in Turno, ripartito due ore per due ore, sì di giorno, che di notte, ed in ogni Turno vi devono essere sempre o due Medici, e due Chirurgi, o un Medico, ed un Chirurgo, e due Allievi, o sieno Infermieri.

I due Farmacisti poi saranno in servizio 24 ore per 24 ore, però con la facoltà a ciascuno di farsi rilevare, in caso di bisogno, dal suo rispettivo primo giovane autorizzato.

Nella prima Camera si terranno i Facchini con le Barelle, ed i loro annessi; nella seconda gli Allievi, o Infermieri; nella terza i Membri della Commissione: nella seconda poi, e terza Camera vi si dovranno collocare o dei Paglioni, e Materassi puliti, ovvero de’ Canapé con le rispettive Coperte, per potervi riposare nella notte, ed anche nel periodo del giorno, però vestiti, i Membri, e gli addetti, che secondo il Turno devono esser sempre fermi nell’officio.

Inoltre in ciascuno di detti Officj vi dovrà essere un deposito di medicamenti indicati, e di sostanze disinfettanti; e sarà cura dei Speziali di farne la distribuzione a seconda del bisogno, e degli ordini, che loro verranno dati all’oggetto.

I medici curanti dovranno in detti Officj dare le loro denunce alla prima chiamata degli Infermi, quando dai sintomi giudicheranno essere il malore o del carattere collerico, o sospetto.

Egualmente poi gli Abitanti dei Rioni rispettivi, che cadessero malati di Colera, dovranno avere subito ricorso al detto Officio Legionario del loro Rione.

Ricevutasi o la Relazione de’ Medici, o l’annuncio degli Abitanti, la Commissione come sopra, mentre passerà per urgenza la partecipazione alla Sagra Consulta di dette denuncie, nel tempo stesso spedirà immediatamente uno dei Membri della Facoltà Medica, un Chirurgo, ed un Allievo all’abitazione dell’Infermo, sì per assicurarsi del vero carattere del malore, sì per apprestare i primi ajuti al colpito, sì per conoscere le circostanze, e della Casa, e del colpito medesimo, perché si possa quindi decidere se l’infermo debba rimanere nella propria abitazione, ovvero si debba far trasportare all’Ospedale.


DESTINAZIONE DEGLI OSPEDALI


Gli Ospedali da destinarsi per ricevere i Collerici, saranno i seguenti:

  1. S. Spirito, a cui si daranno degli Ospedali suppletori da scegliersi d’intelligenza con quel Mons. Commendatore, e potranno essere, quante volte sia conciliabile, l’Ospizio de’ Penitenzieri, ed il palazzo Giraud.

  2. L’Ospedale di S. Maria della Consolazione, che avrà per suppletorj il Chiostro di S. Sabina, e di S. Alessio.

  3. L’Ospedale di S. Gallicano, cui serviranno i suppletorj il Chiostro di S. Calisto, e quello di S. Grisogono.

  4. L’Ospedale di S. Giovanni di Dio, cui sarà suppletorio il Chiostro di S. Bartolomeo all’Isola.

  5. L’Ospedale della Madonna dell’Orto, ed in supplemento tutto il Fabbricato annesso.

  6. In fine l’Ospedale di s. Giovanni per le Donne, che avrà per suppletorio tutto il Palazzo Pontificio del Laterano, coll’intelligenza, che se il bisogno il richiedesse, si dovrà per le Donne medesime destinare eziandio uno degli altri Ospedali di sopra enunciati.

In ciascuno dei detti Ospedali primarj si dovrà destinare una, o più Sale per i Collerici, ed in caso di affluenza di malati di diversi caratteri, sarà provvido che ne’ suppletorj si trasportino i malati di morbosità comuni, e di Stagione, per poter tenere riuniti, più che sia possibile i Collerici.

Siccome i Fanciulli in bassa età sono più degli altri soggetti al Colera, così quelli sotto l’età di sette anni, si dovranno far trasportare negli Ospedali per le Donne, di qualunque sesso essi si sieno, perché sieno trattati con più carità, come si conviene a quell’età, o come è proprio delle Donne medesime.

La Farmacia, la cucina, e la pulizia delle Biancherie saranno comuni fra ciascun Ospedale principale, e rispettivi suppletorj, o sieno aggregati.

Vi saranno inoltre due Commissioni; una di Uomini, altra di Donne: la prima composta di probi, e specchiati Ecclesiastici, di Patrizj, e di onesti, e facoltosi Cittadini, o Possidenti, o Negozianti, la seconda di Dame Romane le più distinte per la loro pietà, o carità, e di gentili Donne, segnalate per la loro probità, e religione, l’officio delle quali primieramente dovrebbe essere di visitare gli Ospedali, ciascuna Commissione per il rispettivo Sesso, e d’invigilare sulla tenuta degli ammalati, e sull’esecuzione delle disposizioni in vigore per tale emergenza; e secondariamente di visitare, ripartitosi fra di loro Rione per Rione, le Case le più bisognose, onde conoscere, come sieno tenute; l’ampiezza, e capacità delle medesime in proporzione del numero degl’Individui, che vi abitano; ed infine i bisogni in cui si trovassero, per dirigersi, quanto a questi ultimi, alla Commissione de’ Sussidj per i soccorsi necessarj in natura; e quanto ai primi per passarne rapporto alla Sagra Consulta per le opportune provvidenze, inculcando nell’eseguire queste visite d’usare la nettezza possibile, e di tenere una vita regolare, e sobria.

E da poiché esiste già una Deputazione di Beneficenza composta di persone specchiate di entrambi i Sessi, così si ecciterà, ed animerà la pietà dei Membri, che la compongono a volersi prestare a questi caritatevoli officj, e quando l’attual numero dell’uno, e dell’altro Sesso non fosse sufficiente, officiosamente s’interesseranno i moderatori del Pio Istituto a sceglierne degli altri fino a quel numero, che giudicheranno necessario, anche per rendere meno sensibili i nuovi incarichi, che anderanno ad assumere.
DISPOSIZIONI PARTICOLARI
Altre due provvidenze anno di mestieri, sempre per il caso dello sviluppo del Colera, che Iddio tenga lontane.

Prima. L’attivazione di una Cassa di Sussidj per supplire a tante Spese straordinarie, invitando sì il ceto Secolare, che Ecclesiastico, comprese in quest’ultimo le Corporazioni Religiose, ed i Capitoli, e Collegiate, a fare delle Volontarie Somministrazioni, e fornire de’ caritatevoli Sussidj per un oggetto sì eminente, ed interessante, e questi da versarsi, e passarsi nella Cassa di Beneficenza, coll’obbligo alla medesima di tenerne un conto a parte a disposizione del Governo, e per esso della Sagra Consulta, onde erogarle tassativamente nelle Spese, che richiede l’andamento delle disposizioni a preservazione, e cura del Colera, e a tal effetto si aprirà fin da ora una sottoscrizione, la quale contenga i nomi di coloro, che sieno per impegnarsi a fornire o denari, o oggetti utili al servizio degl’Infermi, non esclusi i Locali di loro proprietà, che possono addirsi ai bisogni della temuta occorrenza, e le note di questi benemeriti offerenti si pubblicheranno di mano in mano nel Diario di Roma, siccome sono comparsi nei fogli di diversi altri Dominj d’Italia.

Seconda. Di destinare diversi locali, o sieno Case di Convalescenza, quante volte non sia sufficiente ad accorrere a tutti i risanati, l’Ospizio all’uopo della SS. ma Trinità de’ Pellegrini e Convalescenti; di fornirle dell’occorrente, e di affidarne la cura a dei probi Ecclesiastici, e Cittadini.
DISPOSIZIONI GENERALI
Premessa l’erezione degli Officj Regionarj di Sanità, oltre le attribuzioni già dette, sarà cura di ciascuna di dette Commissioni, dichiaratosi il Colera in qualunque individuo entro la rispettiva periferia legionaria, di provvedere all’isolamento dell’attaccato, se questo possa curarsi nella propria abitazione; di disporre, che nell’ambiente in cui giace si eseguiscano le fumigazioni o del Morveaux, o dello Smith133, a giudizio de’ Fisici; d’interdire l’ingresso nel detto ambiente a qualunque persona, tranne quelli, che sono addetti all’assistenza sì corporale, che spirituale; di stabilire, che le persone, che devono avvicinare, ed assistere il malato, nel sortire si lavino mani, e viso con acqua acidulata, e si assoggettino alla fumigazione, per la disinfezione delle robbe che indossano, e dovendo toccare il malato di bagnarsi le mani con olio; di prescrivere, che le robbe, che anno servito al malato si gettino in un tino con acqua, e aceto, che dovrà tenersi all’uopo immediatamente fuori dell’ingresso dell’ambiente ove giace l’infermo; ed infine che risanato, o soccombito si disinfetti l’ambiente, e gli oggetti, che vi si trovano, con le solite regole sanitarie.

Accadendo poi la morte, sarà cura delle medesime, che il cadavere sia incassato, e le persone, che lo dovranno maneggiare, e i Becchini, oltre la cautela di bagnarsi le mani con olio, debbano indi lavarsi con acqua, e aceto mani, e viso, e debbano subire la disinfezione delle robbe, che indossano, e nel trasporto al tumulo, la cassa, o la bara, che lo conduce debba essere coperta di tela incerata, e gli uomini, che trasportano la bara, sieno coperti di veste incerata, di guanti, e Bonnet134 della medesima specie, ed indi tanto la Bara, che il vestiario di quelli, che hanno eseguito il trasporto, a maggior cautela sia spurgato.

Nel caso poi, che l’Infermo si debba trasportare all’Ospedale, la bara, ossia barella, dovrà esser coperta di tela incerata, siccome di cappa incerata, guanti, e Bonnet dovranno esser vestiti i Trasportatori; e tali attrezzi, e vestiario egualmente subiranno la disinfezione.

Inoltre dovrà essere accompagnato sì il convoglio funebre, che il trasporto dell’infermo all’Ospedale, dalla Forza135 da tenersi ad una certa distanza, e da un Agente di Polizia, che lo preceda, perché niuno si avvicini ai detti convoglj.

Appena sortito l’Infermo dal luogo ove giaceva, sarà della diligenza delle dette Commissioni di fare eseguire la disinfettazione della camera, ed oggetti ivi esistenti, e di fare immergere le robbe, che lo coprivano immediatamente in un tino con acqua, e aceto.

L’enunciate Commissioni poi per tutto ciò, che loro possa abbisognare, per la Forza, o per qualche sussidiario soccorso si dirigeranno alla rispettiva Residenza Regionaria136.

Gli Allievi, e gl’Infermieri, destinati come sopra, per servizio di ciascun Officio Regionario di Sanità, potranno impiegarsi negli Ospedali sussidiarj per gli uomini, surrogando in tal caso, altri nei detti Officj: e siccome l’esperienza ha provato, che l’età dai 25, ai 35 anni, è la meno propria a prendere il Contaggio Collerico, così detti individui si dovranno prescegliere di detta età, e lo stesso quanto alle Donne, che si destinassero a servire negli Ospedali supplettorj per il loro sesso.

Onde poi sia più facile il rinvenimento di detti individui, che vogliano consacrarsi a questi Officj, e ben’anche per incoraggiarli a ben servire, oltre l’onorario, che verrà loro fissato, agli Allievi di Medicina, e Chirurgia, e Studenti in questa Facoltà, si accorderà il privilegio di essere quindi ammessi, senza esame, al servizio degli Ospedali, per farvi i loro Corsi Pratici.

Quanto poi agli altri Inservienti di sesso maschile fuori delle dette classi, si darà loro in fine una gratificazione proporzionata; cioè non maggiore del terzo, e non minore del quinto dell’ammontare degli onorarj, che in totalità avessero percepito, durante il prestato servizio; e alle Donne impiegate al servizio degli Ospedali per il loro sesso, se maritate una uguale gratificazione; se nubili si accorda loro il diritto di essere ammesse alle Liste delle Doti, che da qualsivoglia Pio Stabilimento si distribuiscono137.


elenco: libri
libri -> Monica Puggioni Daniela Branda Cinzia Binelli
libri -> R. T. E. (Un Sogno Riformista)
libri -> Mauro orsatti per lui, con lui, in lui
libri -> Traduzioni telematiche a cura di Rosaria Biondi, Nadia Ponti, Giulio Cacciotti, Vincenzo Guagliardo (Casa di reclusione Opera) Oscar Wilde. IL ritratto di dorian gray. Indice
libri -> Primo Levi. Se questo e' un uomo. Giulio Einaudi editore, Torino 1958. Indice. Prefazione. IL viaggio. Sul fondo. Iniziazione. Ka-Be. Le nostre notti. IL lavoro. Una buona giornata
libri -> Lev N. Tolst�j. Guerra e pace. Libro secondo. Indice. Parte prima: pagina Note: pagina 115. Parte seconda: pagina 118. Note: pagina 282. Parte terza: pagina 289. Note: pagina 449. Parte quarta: pagina 454
libri -> Lorenzo Milani. Lettere alla madre. Marietti, Genova 1997. A cura di Giuseppe Battelli. Indice. Introduzione (di Giuseppe Battelli). Nota editoriale. Bibliografia essenziale. Lettere alla madre
libri -> Ossessione (The Swan thieves)
libri -> Appunti d’idrologia medica


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