Breve panoramica sulla



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A. M. CAGIANO




MOLTO ILLUSTRE SIGNORE
Dall’esame, e confronti dei rapporti Medici di diversi Comuni della Provincia ho purtroppo dovuto desumere, che si è sventuratamente sviluppato, o introdotto un Tifo contagioso, il quale talvolta comincia con apparente sembianza di febbre nervosa semplice, e in appresso spiega il suo carattere insidioso, e maligno, abbattendo poscia il principio della vita; e che questa disgrazia è comune a quella, che recenti rapporti ufficiali mi hanno accennato esistere anche oltre Po.

Penetrato quindi da questa sciagura, che viene ad accrescere il cumulo delle calamità dell’annata, ed ascoltando le voci dell’umanità, non che sentito il parere della Sezione Medica della Commissione Provinciale di Sanità, sono venuto nella determinazione di far conoscere a tutte le Magistrature della Provincia le seguenti massime, perché siano inappuntabilmente eseguite.

1. Sarà cura dei Signori Governatori, e dei Signori Gonfalonieri di vegliare attentamente, e con tutta l’attività sull’andamento della salute delle rispettive Popolazioni, e in conseguenza di prestarsi senza ritardo a far eseguire tutti i metodi preservativi da stabilirsi in appresso, ed a rimuovere tutte quelle cause impellenti, che potessero riunirsi nei rispettivi luoghi a detrimento della salute pubblica.

2. Daranno le più sollecite disposizioni perché in ciascun luogo siano visitati gli Ospedali dove si trovano, siano forniti nella miglior maniera possibile di suppellettili, ed utensili necessarj, e siano ben custoditi, e tenuti con quella pulizia, e metodo, che tanto influisce in prevenire il miasma nocivo, dando di tratto in tratto la necessaria ventilazione, e gli occorrenti espurghi.

3. Se a fronte delle adottate precauzioni, ciò non ostante insorgesse qualcuna delle malattie qui contemplate, l’Autorità Governativa del luogo dove si sviluppassero, nel tempo stesso che si darà il pensiero di far tosto praticare nelle famiglie, nelle quali si manifestasse siffatta morbosità, le cautele atte ad impedirne la diffusione, dovrà notificarlo all’istante alla Commissione Provinciale di Sanità. E siccome spetta ai Fisici il conoscere il carattere della malattia, e il distinguere se sia comunicabile o no, così ogni medico locale sarà dall’Autorità edotto dell’obbligo che gli corre, ed incaricato a riferire immediatamente al suo Municipio ogni, e qualunque accidente di tal natura che gli accadesse di curare nell’esercizio della propria professione, con i rispettivi sintomi, prevenendoli, che in caso di negligenza, o di colposo ritardo, verranno irremissibilmente assoggettati alle pene d’arbitrio del S. Tribunale della Consulta.

E siccome per alcune viste economiche non fu accordato ad alcune Comuni il Medico Condotto; così si coglie questa opportunità per far loro sapere che dove esiste un Consiglio Comunale, esso è in facoltà di erigere una Condotta Medica.

4. Manifestandosi in una Comune la febbre del descritto carattere, o qualunque malattia di sua natura comunicabile, gl’Infermi si faranno trasportare con la maggior sollecitudine possibile allo spedale del luogo, se vi esiste, per essere collocati in luogo appartato dagli altri malati, oppure in un locale da destinarsi a tal uso all’opportunità, ed i fisici proporranno le cautele da osservarsi per impedirne la comunicazione.

Si potrà peraltro concedere a quelli, i quali per agiatezza, e per estensione di abitazione fossero in grado di essere curati nel seno alle proprie famiglie senza pericolo di diffusione, di rimanere presso le medesime sino a tanto però che si atterranno alle rigorose prescrizioni, che saranno ad essi ingiunte dall’ Autorità locale con l’intelligenza del rispettivo Fisico.



5. Saranno i Medici, ed i Chirurghi responsabili di tutte le cautele atte ad impedire la comunicazione del male, e saranno vigili nel visitare tali infermi, ed apprestar loro tutti quei rimedj curativi, che possano ricondurli al primiero stato di salute.

6. Il sequestro148 ad un infetto qualunque dovrà essere continuato sino a che il Medico della cura lo abbia formalmente dichiarato incapace di comunicare ad altri il contagio.


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