Breve panoramica sulla



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Allegato alla circolare

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1. Quanta sia la popolazione la quale ha diritto di essere accolta nell’Ospitale. 2. Quanti ammalati possa accogliere l’Ospitale e quanti ne possa di continuo. 3. Se tutti quelli che comprovano di essere infermi sieno ammessi, o se siano necessarie speciali formalità e quali. A chi spetti il dare il permesso dell’ammissione. 4. Se qualche individuo sia escluso per la natura dell’infermità da cui è afflitto, e se alla regola di esclusione facciasi eccezione in verun caso. 5. Come si regoli la Direzione dell’Ospitale nei casi in cui fosse accolto un individuo tribolato da infermità complicata a talune di quelle, per le quali è sancita l’esclusione; e come nel caso che alla prima infermità per cui venne accolto tenesse dietro alcun’ altra fra le escluse. 6. Se il numero dei letti destinati per le donne inferme sia uguale a quello destinato per gli uomini. 7. Se gl’infermi del contado siano ricevuti, se lo siano gli estranei al comune, alla provincia ed allo stato, oppure se lo sieno soltanto quando per ferite od altro accidente hanno mestieri di pronto soccorso. 8. Se le donne maritate incinte e miserabili sieno accolte per partorire. 9. Se a tal fine siano accolte le giovani che hanno errato e se per queste si usino cautele e riguardi speciali. 10. Se tanto quelle considerate nel par. 8 quanto quelle nel par. 9 si tengano in sale separate, e servano all’istruzione dei giovani, e delle mammane157. 11. Se nelle predette sale si accolgano ancora le puerpere e se tengansi separate dalle altre inferme. 12. Quali regole si usino se venga accolta un’inferma nel periodo dell’allattamento, sia riguardo alla madre, sia riguardo al neonato. 13. Se si ricevano i fanciulli e se vi sia età determinata per riceverli. 14. Se gl’infermi per malattie mediche si tengano separati dagli infermi per malattie chirurgiche. 15. Se vi sia una camera, o sala apposita dove si eseguiscano le operazioni chirurgiche. 16. Se vengano accolti i venerei e se in tutte le stagioni dell’anno, od in date epoche soltanto. 17. Se siano accolti i rognosi ed altri inermi di malattie sordide, ed in caso affermativo se per questi vi siano apposite sale. Lo stesso dicasi dei tabidi158 e dei tisici e se specialmente pe’ rognosi ed altri simiglianti infermi sianvi infermieri speciali, o se essendo il servizio promiscuo si usino diligenze speciali. 18. Se pei cronici, e per gli incurabili si abbiano letti appositi. 19. Se le febbri nosocomiali siano frequenti, e se prendasi alcuna cura speciale quando in uno o più individui sviluppasi una tale infermità. 20. Se vengano ricevuti i soli infermi cattolici, o quelli ancora di altre religioni, ed in tal caso se questi tengansi separati159. 21. Se l’amministrazione dei sacramenti venga fatta al primo arrivare di un infermo all’ospitale o allora soltanto che il medico lo dichiara in pericolo della vita. 22. Se nell’Ospitale vi siano stufe per l’inverno. 23. Se nell’Ospitale vi sia locale da bagni, se per questi si usi l’acqua di pozzo, di fontana, o di fiume, se si facciano bagni sulfurei artificiali, se si faccia servire l’acqua di un bagno per molti malati, se vi siano bagni a vapore in buetta ed in arena160, se alcuno infine sia incaricato di assistere gl’infermi che sono in bagno. 24. Se vi sia un locale separato pei convalescenti, e se vi sia un passeggio allo scoperto pei medesimi; in caso contrario se qualcuno sia incaricato di accompagnarli al passeggio fuori dell’Ospitale. 25. Ogni quanto tempo si ripuliscano ed imbianchino le pareti interne dell’Ospitale, e quali precauzioni si prendano in tali circostanze. 26. Se i letti per gl’infermi siano di ferro o di legno. 27. Se tutti i letti abbiano materassa, e di che qualità siano e le materassa ed i cuscini e le coperte da inverno. 28. Di qual materia siano i vasi in cui si amministrano i cibi e le bevande, non che i vasi da cucina. 29. Per quanti giorni rimanga nello Ospitale un individuo, dopo che il medico lo ha considerato convalescente. 30. Quali sono le bevande ordinarie dell’estate, e quali dell’inverno. 31. Se si diano caffé, gelati, gelatine, bevande grate per sola prescrizione dei medici curanti. 32. Come si facciano i brodi, cioè a dire di quali carni, e con quali mezzi e pratiche. 33. In quali ore si faccia la distribuzione del vitto. 34. Come siano distinte le diete ed i vitti ed in che consistano. 35. Quali siano i cibi più comunemente somministrati, e se possano gli infermi cambiare a loro volontà le qualità di minestre usate ed i modi di cottura delle pietanze che pure si usano per il primo cibo del mattino: se si usi brodo semplice o minestra o caffé o limonata, od altro a volontà dell’infermo, o soltanto dopo il permesso dell’amministrazione o dietro ordinazione del medico. 36. Se nei giorni di magro gl’infermi meno gravi ed i convalescenti sieno obbligati a mangiar di magro, ed in caso quali siano i cibi più ordinariamente apprestati. 37. Se qualche medico dell’Ospitale o commissione speciale di carità sia incaricata di visitare quotidianamente la qualità dei cibi che si amministrano agli infermi. 38. Se sia in facoltà dei curanti lo aggiungere qualche cosa alle diete, o vitto ordinario. 39. In quali giorni ed ore i congiunti possono visitare gl’infermi e per quanto si trattengono. 40. Se qualcuno sia specialmente incaricato di sorvegliare i parenti, onde non portino cibi nocivi alla salute degli infermi e come venga esercitata questa sorveglianza. 41. Se i parenti, con permesso dell’Amministrazione o del Medico curante, possano portare vino, minestre od altri cibi agl’infermi. 42. Se nell’Ospitale vi siano camere discretamente agiate per infermi che pagano mensilmente la loro dozzina, e quando da questi infermi mensilmente si paghi all’Amministrazione dell’Ospitale. 43. Se la popolazione ripari volentieri nell’Ospitale. 44. Quali siano le malattie predominanti nell’Ospitale sia medico o chirurgico. 45. Quale sia l’annuo movimento degl’infermi. 46. Quale sia la mortalità ovvia calcolata sulla media di un ventennio. 47. Se vi siano alcuni sacerdoti esclusivamente addetti all’Ospedale per la parte religiosa. 48. Se alcuna congregazione religiosa di uomini, o di donne presti servigio agli infermi dell’Ospitale ed in caso affermativo quale sia questa congregazione, quali obblighi abbia, quali compensi; se dipenda dal suo superiore regolare in tutto od in parte, oppure in tutto ed in parte dalle Deputazioni dello stabilimento. 49. Quali sono i rapporti che legano il medico dell’Ospitale sia col superiore, sia cogli individui che compongono la congregazione. 50. Come e da chi vengano eletti li medici e chirurgi ordinarj dell’Ospedale, quali sono gli obblighi, o quali i compensi, ed in quali ore si facciano le visite mediche e le medicature. 51. Se questi medici abbiano mano, e voce nell’Amministrazione dello stabilimento. 52. Se vi siano astanti medici, e chirurgi, quanti siano, se dimorino nello stabilimento, quali siano i loro doveri, quali i compensi. Se il servizio e la nomina sia stabile o temporanea. Quali siano i requisiti necessari per essere ammessi, e da chi dipenda la loro nomina. Lo stesso dimandasi intorno ai giovani ammessi come praticanti sia in medicina che in chirurgia. 53. Quale sia il numero degli infermieri, quale il luogo per il loro servizio, e per conseguenza quale sia il numero proporzionale degli infermi affidati alla cura e sorveglianza di ciaschedun infermiere. 54. quale sia il numero degli impiegati in cucina. 55. Quale quello dell’impiegati di farmacia. 56. Qual è l’autorità che i medici tanto ordinari, quanto assistenti esercitano sugli infermieri ed altri impiegati addetti al servizio dei malati. 57. In caso di mancanze, chi infligge le pene, quali sono: per gli Ecclesiastici a cui è affidato il Ministero religioso, come per quelli appartenenti a Corporazioni Religiose che esercitano pietosamente gli ufficj d’infermieri; per i medici ordinarj, per gli assistenti, e per i giovani praticanti; per gli infermieri ed altri impiegati in servizio degli infermi; quali infine le pene inflitte agli infermi, per indisciplina, irriverenza, ed insubordinazione. 58. Se si usi di tenere sopra i letti degli infermi le tabelle di diagnosi, e le note delle prescrizioni. 59. Se si conservino registri delle infermità delle cure e delle autopsie atti a fornire dati statistici completi. 60. Spirati che siano gl’infermi, per quanto tempo si lascino nel loro letto; dove si rechino dopo. Se in istanza mortuaria comune, quale ne sia la proprietà e la sorveglianza di custodia. Quanto vi si lascino prima di procedere alla necroscopia e sepoltura. 61. Se la necroscopia si faccia su tutti i cadaveri indistintamente, o su di alcuni soltanto. 62. Se nel periodo che tengonsi gli estinti nelle camere mortuarie si tentino, in caso dubbio di morte apparente, i mezzi efficaci a richiamarli in vita e quali sieno. 63. Se si aspetti, prima di procedere alla necroscopia o sepoltura, che nel corpo del cadavere si manifestino le prime tracce di putrefazione come unico indizio certo di morte reale, o si faccia dopo che è trascorso un dato periodo di tempo. 64. Se nei casi di morte avvenuta per asfissia si abbiano cure speciali, se tengansi questi in camera mortuaria separata, se s’usino mantici insufflatorj161, o quali altri mezzi, e se a questi mezzi in tutti i casi si faccia ricorso e per quanto tempo, o se si usino in alcuni casi soltanto. Da ultimo se gli infermieri abbiano le nozioni delle prime cose da apprestarsi ad un asfittico per tentare di richiamarlo in vita. 65. Se le confraternite di devozione od i parenti abbiano alcun diritto sui cadaveri, per impedire le autopsie, e per provvedere al seppellimento a loro piacere.162 66. Se lo stabilimento abbia di proprio, un Gabinetto patologico, una biblioteca, un Armamentario di ferri chirurgici, chi sia incaricato della sorveglianza, dell’aumento, e del mantenimento. 67. Se vi sia una sala apposita per le autopsie, e non essendovi, quanto la camera mortuaria comune sia lontana dalle sale degli infermi, e quali mezzi si usino per elidere gli effluvj nocivi. 68. Se le biancherie che hanno servito per gl’infermi di malattie sordide o contagiose si tengano a parte, e se si prescrivano appositi mezzi per imbiancarle. 69. A quanto ammontino le rendite annue dell’ospitale. 70. Se abbia pesi163 ed obblighi speciali, quali e quanti siano, e quanto per questi vengano diminuite le rendite. 71. Se annualmente l’Amministrazione dell’Ospitale avanzi una somma speciale destinata ai casi straordinari di epidemie; se no, come siasi regolata quando queste sono avvenute. 72. In che consistano le rendite dell’Ospitale, ossia da quali capitali vengano somministrate. 73. Se i fondi stabili dello stabilimento siano affittati, oppure se vengano amministrati e condotti per conto ed a cura del medesimo. 74. Come sia costituita la Deputazione amministrativa dell’Ospitale. 75... 76. Se i beni e le rendite per l’Ospitale siano separati ed amministrati separatamente, o tenuti in comunione con quelli altri istituti di beneficenza. 77. Se l’Amministrazione dell’ Ospitale od altra congregazione beneficante dia soccorso a domicilio agli infermi poveri. 78. A quanto ascendano le spese dell’Amministrazione. 79. Quanto spenda annualmente l’Ospitale in vitto. 80. Quanto in medicinali. 81. Se dalla farmacia dello Ospitale si diano rimedj agli infermi poveri, ed in caso che sia fissata una data somma, a chi spetti determinare la quantità dei rimedj, ed ordinarne la somministrazione. 82. Qualora per l’oggetto esposto sia fissata la somma da impiegarsi, come venga speso il denaro in caso di avanzo, e come si regoli l’Amministrazione in caso che non fosse stata sufficiente. 83. Se i curanti siano impediti dai regolamenti di ordinare certi rimedj, o mezzi curativi di costo, ed in caso che li credessero necessarj a chi si debbono dirigere per ottenerne l’autorizzazione. 84. Quanto si spenda dall’Amministrazione in servimento. 85. Quale stipendio abbiano gl’infermieri. 86. Se gl’infermieri, e gli impiegati di cucina e di farmacia, non che i medici e li chirurghi abbiano diritto dopo un determinato numero di anni a soldo di pensione o ritirata: ed in caso che il soldo si aumentasse gradatamente a seconda degli anni di servizio, da quale dato dall’amministrazione si parte per fissare la giubilazione164. 87. Quanto si spenda in combustibili. 88. Quanto in vino. 89. Quanto annualmente in biancheria nuova, ed a quanto ammonti la perdita annua dell’Ospitale in consumo di biancheria da ridursi a pezze, filacce, ecc. 90. Se per tutte le provviste necessarie allo stabilimento si facciano appalti, o se la amministrazione le faccia per conto proprio a cura di sindaci, o di altri incaricati.

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