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ISTRUZIONI POPOLARI PER LA DIFESA INDIVIDUALE CONTRO



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ISTRUZIONI POPOLARI PER LA DIFESA INDIVIDUALE CONTRO

IL TIFO ESANTEMATICO O TIFO PETECCHIALE
Per cura del

MINISTERO DELL’INTERNO

Direzione Generale della Sanità Pubblica

Roma

Coop. Tip. Manuzio…

1908
Il tifo…, fra le malattie infettive e contagiose del nostro Paese, è una delle meno frequenti; tuttavia esso compare tratto tratto in forma di epidemie, le quali incutono il terrore nella popolazione per la rapidità con la quale insorgono, per l’imponenza del male e per la notevole mortalità.
La malattia comincia col mal di capo e dolori alle gambe e alle braccia, cui alcuni giorni dopo sussegue un’alta febbre… accompagnata da forti brividi. Gli ammalati si mostrano assai prostrati e cadono facilmente in uno stato di sonnolenza con deliri; fra il terzo ed il quinto giorno si manifestano sulla pelle, specialmente sul torace e sul ventre, delle macchie rosse della grandezza di una capocchia di spillo fino a quella di una lenticchia, dette petecchie…

Quando avviene la guarigione, la febbre cessa dopo due settimane, in modo rapido ed in seguito a profusi sudori. Durante la convalescenza, la pelle si sfoglia in piccole squame.



La malattia viene trasmessa dal malato ai sani:

1° per mezzo di contatti diretti…;

2° per mezzo di contatti indiretti, vale a dire toccando uno qualsiasi degli oggetti che, per essere stati usati dal malato, o anche semplicemente per trovarsi nella sua stanza, possono contenere i germi infettanti prodotti ed eliminati dal tifoso;

3° in questo senso sono pericolose specialmente le biancherie del corpo e da letto, gli abiti, le coperte ed i berretti, le posate, i bicchieri, i piatti, i libri e gli oggetti di uso personale, i mobili, i tappeti, ecc., il pavimento e le pareti della stanza ove dimora l’infermo;

4° per mezzo delle mosche e di altri insetti, i quali non solo possono trasportare meccanicamente il materiale infettante, ma altresì inocularlo direttamente nel sangue mediante punture;

5° per mezzo degli alimenti, ove siano conservati nella stessa stanza ove dimora l’infermo o comunque vengano contaminati da materiale infettante;

6° per mezzo delle persone che assistono, o circondano, o altrimenti hanno rapporto col malato, quando anche esse non prendano la malattia;

7° per mezzo dei convalescenti allorché essi si mettono a contatto dei sani, prima che sia terminata la completa desquamazione della pelle;

8° per mezzo dei cadaveri.
Il tifo esantematico non solo può colpire indistintamente tutte le età, ma eziandio tende a propagarsi con grande rapidità; di conseguenza è necessario appena si manifesta un primo caso, di provvedere immediatamente ad un severo isolamento dell’ammalato. L’isolamento si fa nel modo più sicuro e migliore in un locale che possegga locali adatti e bene separati dagli altri; ove ciò non sia possibile potrà anche farsi a domicilio, ma in questo riscontro conviene allontanare le altre persone, lasciando in quella data casa solo chi attende all’assistenza dell’ammalato…

La stanza de malato deve essere bene aerata; le finestre o permanentemente o il più lungamente possibile aperte perché l’esperienza ha dimostrato che in quella maniera si diminuisce il pericolo d’infezione.

La stanza sarà tenuta colla maggiore pulizia congiunta ad una sistematica ed accurata disinfezione. Il pavimento verrà ogni giorno pulito con stracci inumiditi di soluzione di sublimato al due per mille. Pure con stracci inumiditi nella medesima soluzione, si puliranno i mobili, il letto, ecc., senza sollevare polvere.

Nessun mobile e nessun oggetto di uso personale dello infermo si farà uscire dalla stanza, senza essere stato in precedenza sottoposto alla più accurata disinfezione.

La persona che assiste l’ammalato indosserà una sopravveste di tela che valga a difendere i suoi abiti da contatti con materiale infettante e coprirà pure la sua testa con un berretto o una cuffia di tela per impedire che germi infettanti si depositino sui capelli e vengano trasportati altrove. Ogni qual volta toccherà il malato o gli oggetti da esso adoperati, si disinfetterà le mani: a questo scopo terrà nella stanza una catinella contenente almeno un litro di soluzione di sublimato corrosivo all’uno per mille, ove immergerà le mani.

« Il sublimato corrosivo o bicloruro di mercurio è molto velenoso, occorre quindi la ricetta del medico onde ritirarlo dalla farmacia; ed al medico debbonsi chiedere eziandio le necessarie istruzioni per la preparazione, il prudente maneggio e la conservazione della soluzione. Qui si ricorda solamente come il sublimato intacchi tutti i metalli, e che per conseguenza non devesi impiegare per la preparazione e conservazione della soluzione recipienti di ferro, rame, ecc., né immergere in questa, per veruna ragione, oggetti di metallo, e nemmeno toccarla con anelli alle dita.

In questi ultimi anni si è assai diffuso, perché assai comodo e pratico, l’impiego delle pastiglie di sublimato, delle quali la nostra farmacopea prescrive due tipi: uno di essi si compone di mezzo grammo di sublimato e mezzo grammo di sale di cucina…; l’altro tipo contiene un grammo di sublimato ed un grammo di sale… Nell’uno e nell’altro caso le pastiglie devono essere colorate in rosso (con eosina), affinché la soluzione non si confonda con l’acqua comune.

La soluzione di sublimato nella quale si immerge la biancheria, è bene venga rinnovata dopo non più di due o tre giorni, quella per le mani ogni giorno.



Il ministero dell’Interno nei casi di minaccia di epidemia mette a disposizione dei Comuni poveri, dei barattoli contenenti un miscuglio di 50 grammi di sublimato e 200 grammi di sale di cucina; questo miscuglio si scioglie prontamente e si presta ad un efficace uso di disinfettante…


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