Breve panoramica sulla


Esercizio delle professioni sanitarie ed affini



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Esercizio delle professioni sanitarie ed affini.

Art. 22. E’ sottoposto a vigilanza speciale l’esercizio:

della medicina e chirurgia;

della veterinaria;

della farmacia;

dell’ostetricia.

La vigilanza si estende sui titoli e modi che rendono legale e regolare l’esercizio delle professioni sanitarie e sulla preparazione, conservazione e vendita dei medicinali.

Sono soggetti a vigilanza, rispetto alla sanità pubblica:

i droghieri;

i profumieri;

i colorari;

i liquoristi;

i confettieri;

i fabbricanti o negozianti di prodotti chimici e preparati farmaceutici, di acque distillate, di oli essenziali, di acque e fanghi minerali e di ogni specie di sostanze alimentari e bevande artificiali.

Art. 23. Nessuno può esercitare la professione di medico o chirurgo, veterinario, farmacista, dentista, flebotomo o levatrice se non sia di maggiore età ed abbia conseguito la laurea o il diploma di abilitazione in una università, istituto o scuola a ciò autorizzati nel Regno…

Chi intende esercitare una di queste professioni a cui è per legge abilitato in un comune, deve fare registrare il diploma nell’ufficio comunale nei modi prescritti dal regolamento. I contravventori al prescritto nel presente articolo sono punibili colla pena pecuniaria non minore a L. 100, salvo le maggiori pene stabilite dal codice penale.

Sono eccettuati dal presente divieto i medici e i chirurghi forestieri espressamente chiamati per casi speciali, e quelli che, avendo diploma di qualche università o scuola di medicina all’estero, esercitano la loro professione presso i soli stranieri.

Art. 24. Il conseguimento di più diplomi o patenti dà diritto all’esercizio cumulativo dei corrispondenti rami dell’arte salutare, eccettuata però la farmacia, che non può essere esercitata cumulativamente con altri, salva la eccezione contenuta nell’art. 15.

I sanitari che facciano qualsiasi convenzione coi farmacisti sulla partecipazione agli utili della farmacia sono puniti colla pena pecuniaria non minore di L. 100.

Art. 25. Gli esercenti la professione di medico sono obbligati ad informare il medico provinciale dei fatti e delle circostanze che possono interessare la pubblica salute. Essi dovranno in ogni caso di morte denunziare al sindaco la malattia che ne è stata la causa. I contravventori a quest’ultima disposizione incorrono in una pena pecuniaria da L. 5 a 25.

Art. 26. Non è permesso aprire una farmacia e assumerne la direzione senza averne dato avviso quindici giorni prima al prefetto.

Ogni farmacia, destinata o all’uso del pubblico o al servizio di ospedali o di altri istituti civili o militari, deve avere per direttore un farmacista legalmente approvato, che vi dimori in permanenza. La contravvenzione a queste disposizioni sarà punita con la pena pecuniaria non minore di L. 100.

Art. 27. La vendita ed il commercio di medicinali a dose ed in forma di medicamento non sono permessi che ai farmacisti. I contravventori a questa disposizione saranno puniti colla pena pecuniaria non minore di L. 200. In caso di recidiva si aggiungerà la sospensione dell’esercizio.

Chiunque venda o distribuisca sostanze o preparati, annunziati come rimedi o specifici segreti, che non siano stati approvati dal Consiglio superiore di sanità, o chiunque venda o distribuisca rimedi, attribuendovi sulle etichette o in annunzi al pubblico composizione diversa da quella che hanno, virtù ed indicazioni terapeutiche speciali non riconosciute dal Consiglio superiore predetto, sarà punito con pena pecuniaria non minore di L. 200. Nel caso di recidiva può applicarsi il carcere fino a 15 giorni.

Art. 28. Le farmacie devono essere provviste delle sostanze medicinali prescritte come d’obbligo nella farmacopea approvata dal ministro dell’Interno, sentito il Consiglio superiore di sanità. Un esemplare di detta farmacopea dovrà conservarsi in ogni farmacia. La mancanza di qualsiasi sostanza medicinale obbligatoria… sarà punita con la pena pecuniaria di L. 10. La mancanza di un esemplare della farmacopea sarà punita colla pena pecuniaria di L. 20.

Art. 29. Sono puniti colla pena pecuniaria sino a L. 100 e colla sospensione dell’esercizio in caso di recidiva, i farmacisti che ritengono medicinali imperfetti, guasti o nocivi; con pena pecuniaria estensibile fino a L. 500, o col carcere estensibile ad un anno, i farmacisti che abbiano somministrati medicinali non corrispondenti in qualità o quantità alle mediche ordinazioni.

Art. 30. Chiunque (non essendo fabbricante o negoziante di prodotti chimici, farmacista, droghiere, coloraro) fabbrica, vende, o in qualsiasi modo distribuisce veleni, è punito colla pena pecuniaria di L. 500 e col carcere estensibile ad un anno.

I farmacisti, i droghieri, i fabbricanti di prodotti chimici autorizzati a tenere veleni, e coloro che per l’esercizio dell’arte loro o professione ne fanno uso, sono puniti col carcere estensibile ad un anno, o con pena pecuniaria non inferiore alle L. 500, se non tengono tali veleni sotto chiave ed in recipienti coll’indicazione specifica che sono veleni.

Art. 31. I farmacisti devono conservare copia di tutte le ricette spedite. Quando i farmacisti spediscono veleni dietro ordinazione di medici, di chirurghi, di veterinari, dovranno trattenere e conservare presso di loro le ricette originali, notandovi il nome delle persone cui furono spedite e dandone copia allo acquirente che la domandi. contravventori incorreranno nella pena pecuniaria estensibile a L. 100.

Art. 32. I farmacisti, i droghieri, i fabbricanti di prodotti chimici, i venditori di colori non possono vendere veleni che a persone ben cognite, o che, non essendo da loro conosciute, siano munite di attestato dell’Autorità di sicurezza pubblica indicante il nome e cognome, l’arte o la professione del richiedente, e dopo constatato che le dette persone ne abbisognino per l’esercizio della loro arte o professione. In ogni caso devono notare in un registro speciale da presentarsi all’Autorità ad ogni richiesta, la quantità e la qualità del veleno venduto, il giorno della vendita, col nome e cognome, domicilio, arte e professione dell’acquirente. La contravvenzione al disposto del presente articolo è punibile con pena pecuniaria estensibile a L. 250, alla quale può aggiungersi la sospensione dall’esercizio della professione fino a tre mesi.

Art. 33. Nel corso di ciascun biennio tutte le farmacie dovranno essere ispezionate nei modi e nelle forme prescritte dal regolamento. I medici provinciali potranno compiere ispezioni straordinarie alle farmacie e visite improvvise ai negozi di droghieri, colorari, profumieri, liquoristi, confettieri, fabbricanti e negozianti di prodotti chimici nell’interesse della pubblica salute.

Art. 34. Chiunque intende attivare officine di prodotti chimici usati in medicina e di preparati galenici, dovrà darne preventivo avviso di 15 giorni al prefetto facendo constare che l’officina è diretta da un farmacista o persona munita di diploma di chimica, sia di una Università, sia di altro Istituto del Regno. L’omissione dell’avviso sarà punita con pena pecuniaria di L. 100 e colla chiusura dello stabilimento, qualora il proprietario manchi del detto diploma.

Art. 35. Nessuno può aprire e mantenere in esercizio un Istituto di cura medico - chirurgica, o di assistenza ostetrica, o stabilimenti balneari, idroterapici o termici, se non coll’autorizzazione del prefetto, sentito il medico provinciale ed il parere del Consiglio superiore di sanità.

Contro la decisione del prefetto è ammesso ricorso…

TITOLO III


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