Buddhismo. Una introduzione



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Klaus K. Klostermaier

BUDDHISMO. UNA INTRODUZIONE


I edizione: febbraio 2005

(c) 1999 Klaus K. Klostermaier

(c) 2005 Pani Editore srl

Via Isonzo 42, Roma

Tutti i diritti riservati

Titolo originale: Buddhism. A Short Tntroduction

Traduzione dall’inglese di Nicoletta Sereggi

Progetto grafico di copertina: Maurizio Cercato

ISBN: 8881126036
Indice


BUDDHISMO. UNA INTRODUZIONE 1

Prefazione 4

I. Introduzione 5

I. 1. Diventare un buddhista 6

I.2. Scritti “interni” ed “esterni” al buddhismo 7

I.3. Testi e pratica 8

I.4. A proposito di questo libro 9

Prima Parte - I Tre Gioielli 10

2. Il Buddha 11

2.1. Il Buddha storico 11

2.2. I Buddha del passato e del futuro 15

2.3. La raffigurazione del Buddha 16

2.4. La rammemorazione del Buddha 17

2.5. Le donne nella biografia del Buddha 18



3. Il Dhamma: ambiente ed espressioni 20

3.1. L’ambiente indiano coevo 20

3.1.1. Karma (p. kamma) e samsàra 20

3.1.2. Dharma (p. dhamma) 21

3.1.3. Mara 23

3.2. Hinayàna, Mahàyàna, Vajrayana: il buddhismo è uno o tanti? 23

3.2.1. Le origini 23

3.2.2. Il Mahàyàna 25

3.2.3. Il Vajrayana 28

4. Il contenuto del Buddhadhamma 31

4.1. I concili buddhisti 31

4.1.1. Il primo concilio 32

4.1.2. Il secondo concilio 32

4.1.3. Il terzo concilio 33

4.1.4. Il quarto concilio 33

4.1.5. Concili regionali 33

4.2. La diffusione del buddhismo 34

4.3. I moderni studi buddhisti occidentali 35

4.4. Il Buddhadhamma e il femminismo 36

4.5. L’educazione buddhista 38

4.6 La Ruota del Divenire 42

4.7. Il Dhammapada quale compendio del Buddhadhamma 42

4.7.1. Il Dhammapada 43

4.7.2. Il commento al Dhammapada 48

4.7.3. Conclusione 49

4.8. Le domande di Milinda 50

4.8.1 Le domande 51



4,8,1,1. La similitudine del carro 51

4.8.1.2. Perché si diventa monaci? 52

4.8.1.3. Il Buddha era davvero illuminato? 53

4.8.1.4. La fine del vero Dhamma 55

4.8.1.5. Il Bodhisattva viola il Dhamma? 55

4.8.1.6. L’arahant come essere universale 56

5. Il Sangha 56

5.1. Il pàtimokkha 59

5.2. Le donne e il Sangha 61

5.3. Il Sangha e i sangha 63



Seconda parte – Il sentiero 63

6. La via che conduce al nibbana 64

6.1. Chi può raggiungere il nibbàna? 64

6.2. La via che conduce al nibbàna 66

6.2.1. Sila 66

6.2.2. Samadhi 68

62.3. Panna 70

6.3. Nibbàna 71

6.4. L’arahant 73

6.5. Arahatta e buddhità 74

7. La meditazione buddhista 75

7.1. Preparazione alla meditazione 75

7.1.1. Palibodha (il recidere gli ostacoli) 76

7.1.2. Il kalyànamitta: la ricerca di un buon amico o maestro 76

7.2. Tipi di meditanti 76

7.2.1. La ricerca di un luogo adatto 78

7.2.2. Momento e postura idonei 79

7.3. I kasina 79

7.4. Brahmavihàra 81

7.5. Samatha e Vipassana: due forme di bhavana 83

7.5.1. Samatha 83

7.5.2. Vipassana 85



8. Il sentiero del bodhisattva 86

8.1. Il Bodhicaryàvatàra di Sàntideva 87

8.1.1. Il Bodhicaryàvatàra 88

8.2. Le dieci bhúmi del bodhisattva 94



Terza parte – Le Scuole 96

9. Sistemi e controversie 96

9.1. L’Abhidhamma 96

9.1.1. Il contenuto dell’Abhidhamma Pitaka 97

9.1.2. L’importanza di Buddhaghosa 98

9.1.3. La Guida 98

9.1.4. L’Abhidharmakosa 99

9.1.5. Strumenti interpretativi 99

9.1.6. Classificazione come ermeneutica 99

9.2. Logica e dispute buddhiste 100

9.2.1. Una breve storia della logica buddhista 101



9.2.1.1. Dignàga 101

9.2.1.2. Paramartha 101

9.2.1.3. Dharmapala 101

9.2.1.4. Dharmakirti 101

9.2.1.5. Sàntaraksita 101

9.2.1.6. Kamalasila 101

9.2.2. Un metodo buddhista medievale: il Tattvasangraha 102

9.2.3. L’onniscienza del Buddha e la falsa pretesa dei Veda 103

9.2.4. Apohavàda: “negazione dell’opposto” 104

9.2.5. Catuskoti e avyàkrta: la logica del non detto 105

9.2.6. La teoria buddhista del linguaggio 105



10. Madhyamaka, Yogàcàra e buddhismo tantrico 106

10.1. Madhyamaka: la “filosofia del centro" 106

10.1.1. La storia del Madhyamaka 107

10.1.1.1. Nàgàrjuna 107

10.1.1.2. Aryadeva 108

10.1.1.3. Kumàrajiva 109

10.1.1.4. Buddhapàlita 109

10.1.1.5. Bhàvaviveka 109

10.1.1.6. Candrakirti 109

10.1.1.7. Sàntideva 109

10.1.1.8. Sàntaraksita e Kamalasila 109

10.1.2. Alcune concezioni centrali della filosofia del centro 109



10.1.2.1. Il concetto di "vacuità" (súnyatà) 110

10.1.2.2. Il concetto delle "due verità" 111

10.1.2.3. Il metodo prasanga 111

10.2. Yogàcàra: “Sola Mente” 113

10.2.1. Storia dello Yogàcàra 114

10.2.1.1. Maitreyanàtha 114

10.2.1.2. Asanga e Vasubandhu 114

10.2.1.3. Sthiramati 115

10.2.1.4. Santaraksita e Kamalasila 116

10.2.1.5. Altri autori 116

10.2.2. Dottrine Yogàcàra particolari 116



10.2.2.1. La Vijnaptimatrata (la dottrina della Sola Mente) 116

10.2.2.2. L’àlayavijnàna (la coscienzadeposito) 117

10.2.2.3. Il trisvabhàva (tre nature proprie) 118

10.3. Madhyamaka e Yogàcàra: decostruzione e ricostruzione 118

10.4. Il buddhismo tantrico 119

10.4.1. Una breve storia del buddhismo tantrico in India 120

10.4.2. La letteratura tantrica indiana 120

10.4.3. Tutto è Buddha 122



La correlazione tra i cinque Dhyani Buddha 123

Tabella 1 123

Tabella 2 123

10.4.4. La filosofia buddhista tantrica 124

10.4.5. Tàrà, la «Madre di tutti i Buddha e Bodhisattva» 125



11. Conclusioni 125

11.1. Il buddhismo come filosofia e religione 125



Appendice I 127

Letteratura buddhista: le fonti originali 127

Il canone pali: Tipitaka 128

Vinaya Pitaka 128

Sutta Pitaka 129

Abhidhamma Pitaka 129



Appendice II 129

Traduzioni inglesi delle fonti buddhiste 129

Abbreviazioni 129

a) Canone pali 129



Vinaya Pitaka 129

Sutta Pitaka 130



Digha Nikàya: 130

Majjhima Nikàya: 130

Samyutta Nikàya: 130

Ai guttara Nikàya: 130

Khuddaka Nikàya: 130

Abhidhamma Pitaka 130

b) Letteratura in pali postcanonica 131



c) Letteratura buddhista in sanscrito 131

Appendice III 132

Cronologia 132



Glossario 134

Bibliografia 137

Monografie 137

Articoli e documenti 139



Prefazione


Per quanto breve, un’introduzione al buddhismo è sempre una notevole impresa. Fenomeno ampio e diversificato, con una storia che percorre un arco di venticinque secoli e un’espansione geografica che copre una vasta area del pianeta, il buddhismo ha trovato la sua espressione in una ventina di lingue, ha ispirato una grande varietà di stili artistici e ha profondamente plasmato una gran parte dell’umanità passata e presente.

Gli studi su questa materia possono avere molte e diverse origini e angolazioni: esistono numerose opere competenti storiche, sociologiche, filosofiche, antropologiche, comparative e psicologiche che forniscono ragguagli e approfondimenti rilevanti. Poiché per i buddhisti i testi hanno sempre rivestito una grande importanza, per questa introduzione ho scelto un approccio testuale. La mia intenzione è stata di presentare il buddhismo come una tradizione di saggezza, tuttora viva, munita di un fondamento razionale e di una coerente visione del mondo: una tradizione che, nella sua lunga storia, ha dimostrato il proprio vigore e la capacità di un’autocritica che non è, però, autodistruttiva.

Rendendomi conto dell’immensità del compito e delle mie limitazioni linguistiche, ho ristretto l’ambito di quest’opera al buddhismo indiano, ovvero alle ramificazioni e alle scuole sorte in India, le cui fonti sono state scritte nelle lingue locali. Si può ritenere soddisfacente una simile riduzione di campo se si considera che il buddhismo ebbe origine in India dove, nei quindici secoli successivi, visse la sua fioritura all’interno di una grande tradizione. Naturalmente, sono ben consapevole di quanto i suoi sviluppi storici in Tibet, Mongolia, Cina, Giappone e, più di recente, in Occidente siano importanti, spesso straordinari e degni di grande attenzione.

Questa introduzione è destinata ai lettori non specialisti e non presuppone altro che un interesse verso l’argomento. Per quanto di necessità lungi dall’essere esaustiva, aspira a tracciare un quadro chiaro sia delle origini e dei fondamenti del buddhismo sia di alcune sue teorie e pratiche più raffinate, così come sviluppate da talune scuole più tarde. Da qui, per continuare ed estendere lo studio, i materiali non mancano. Oggi sono facilmente reperibili, e in numero abbondante, testi, traduzioni e studi sia generali che specialistici. Le attese dell’autore sarebbero ampiamente appagate se questo volume suscitasse nel lettore curiosità e desiderio di saperne di più.

Non occorre dire che questo libro è solo un breve compendio di testi originali e di lavori di molti studiosi, sia contemporanei che del passato: a tutti esprimo il mio debito di gratitudine perché quest’opera dipende da loro anche laddove i rispettivi contributi non siano menzionati attraverso espliciti riferimenti. Desidero manifestare uno speciale ringraziamento a Rupert Gethin, condirettore del Centre for Buddhist Studies della University of Bristol, per i dettagliati consigli personali e le tante proposte di miglioramento. Mi assumo la responsabilità delle lacune, di cui sono fin troppo consapevole.

Dedico questo libro ai miei studenti della University of Manitoba, che, nei tre decenni scorsi, ho avuto il privilegio d’introdurre alle religioni dell’India e per i quali, in origine, era stata approntata la maggior parte del presente materiale.

KLAUS K. KLOSTERMAIER

Winnipeg, febbraio 1999





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