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 Legge Regionale 29 giugno 2016, n. 15

Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo: modifiche ai Titoli V e VIII della legge

regionale 30 dicembre 2009, n. 33 (Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità)

(1)

(BURL n. 27, suppl. del 04 Luglio 2016 )

urn:nir:regione.lombardia:legge:2016-06-29;15



 

Art. 1

(Modifiche al Titolo V della l.r. 33/2009)

1.  Il Titolo V (Norme in materia di tutela della salute mentale) della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33 (Testo

unico delle leggi regionali in materia di sanità) è sostituito dal seguente: 



'Titolo V 

Norme in materia di tutela della salute mentale 

 

Capo I 

Disposizioni generali sulla salute mentale 

 

Art. 53 

(Area della salute mentale) 

1. Per area della salute mentale, ai fini della presente legge, si intende l'insieme delle attività orientate a

promuovere la tutela della salute mentale e del benessere psicologico e a contrastare gli effetti di esclusione

sociale che i disturbi psichici e altre patologie o problematiche possono causare. 

2. Afferiscono all'area della salute mentale gli ambiti delle dipendenze, della neuropsichiatria dell'infanzia e

dell'adolescenza, della psichiatria, della psicologia e della disabilità psichica. La neuropsichiatria all'infanzia e

dell'adolescenza può afferire funzionalmente all'area materno-infantile. 

3. Le attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione relative agli ambiti di cui al comma 2 sono svolte dai

competenti servizi in raccordo con l'attività dei consultori e del servizio sociale professionale, e sono attuate

attraverso l'integrazione interdisciplinare di attività ospedaliere e territoriali, con il coinvolgimento delle famiglie, il

contributo delle formazioni sussidiarie del territorio e l'adozione di modelli sociosanitari integrati, comunitari,

multidisciplinari e proattivi, nel contesto delle reti sociali e familiari, assicurando l'esercizio dei diritti, la continuità dei

percorsi di cura, la presa in carico delle persone e la valorizzazione del loro sapere esperienziale e delle

competenze acquisite. 

4. L'erogazione delle prestazioni e delle attività inerenti ai servizi di cui al presente capo è affidata ai soggetti

pubblici e privati accreditati, di cui agli articoli 7 e 8, secondo le indicazioni e la programmazione delle ATS

competenti per territorio. 

 

Art. 53 bis 

(Obiettivi di salute dell'area della salute mentale) 

1. La promozione della salute mentale in ogni età della vita rappresenta un rilevante obiettivo di salute. Tale

obiettivo è perseguito attraverso:

a)  la diagnosi e il trattamento appropriato dei disturbi mentali, dei disturbi neuropsichiatrici dell'infanzia e

dell'adolescenza, dei disturbi da uso di sostanze e altri comportamenti da dipendenza, del disagio psicologico

individuale e familiare, la prevenzione delle loro conseguenze nella vita personale e di relazione tramite interventi

e percorsi di riabilitazione specifici, a partire dall'età evolutiva;



b)  l'inclusione, il reinserimento sociale e scolastico, in coerenza con i programmi terapeutici e riabilitativi, per lo

sviluppo del diritto di cittadinanza e la promozione della piena integrazione delle persone, attraverso il

collegamento con le strutture sociosanitarie, la rete sociale, gli enti locali, gli IRCCS e i soggetti del terzo e quarto

settore;


c)  la definizione di progetti terapeutici e di prevenzione terziaria, integrati con l'ambito sociale, finalizzati anche

all'inserimento e al mantenimento nell'attività lavorativa dei soggetti assistiti, anche tramite modelli che

coinvolgano enti, istituzioni, rappresentanze e portatori d'interesse;

d)  la valorizzazione, la promozione e la diffusione di attività di supporto tra pari, utenti e familiari, comprese

anche le forme di incentivazione, che tengano conto delle evidenze emerse dalle sperimentazioni effettuate;

e)  la valorizzazione della risposta integrata e interdisciplinare al bisogno di salute dell'assistito, anche utilizzando

percorsi personalizzati di cura remunerati mediante i budget di salute, finalizzati a privilegiare la metodologia della

presa in carico attraverso il modello del case management, e con progetti riabilitativi orientati al recupero

personale e sociale, anche lavorativo quando praticabile;

f)  la promozione della collaborazione tra servizi territoriali, in particolare gli enti locali, i servizi di tutela dei minori

e l'amministrazione giudiziaria, mediante un'attività integrata che persegua l'obiettivo di salute mentale;

g)  la riduzione del ricorso al ricovero ospedaliero o alle altre forme di intervento residenziale, mediante il

potenziamento delle attività di cura da erogare sul territorio, comprese quelle al domicilio della persona, tenendo

conto delle specifiche condizioni familiari, sociali e territoriali;

h)  la continuità dei percorsi clinici e dei progetti di vita e di inclusione sociale che accompagnino la persona dalla

fase acuta e ospedaliera a quella degli interventi territoriali e riabilitativi;

i)  la promozione di interventi di prevenzione primaria e secondaria, mediante il riconoscimento delle situazioni a

rischio, la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo, con indicazioni mirate per specifiche tipologie di bisogno,

quali le problematiche della fascia adolescenziale e giovanile, di età compresa tra i quattrordici e i venticinque

anni, per garantire la continuità della presa in carico nelle età di passaggio, nonché la previsione di spazi mirati e

progetti di intervento appropriati e integrati fra ospedale e territorio, in collaborazione con gli erogatori pubblici e

privati accreditati di cui agli articoli 7 e 8 e con i diversi attori interessati, quali gli enti locali, i servizi specialistici, le

famiglie e le associazioni;

j)  la promozione di percorsi di cura e assistenza per i pazienti con patologie emergenti nell'ambito psicologico,

delle dipendenze e dei disturbi psichiatrici di tutte le età, assicurando l'accesso a specifici programmi innovativi,

compresi i percorsi a tutela della salute fisica;

k)  la formazione permanente degli operatori, con attenzione al lavoro di rete e di équipe e al coinvolgimento di

utenti e familiari, inclusi adeguati percorsi formativi finalizzati alla riduzione del ricorso ai trattamenti sanitari

obbligatori (TSO) e alla riduzione delle pratiche di contenzione meccanica;

l)  le azioni volte alla presa in carico dei pazienti autori di reato, a fine pena o nelle fasi intermedie, in conformità

alla programmazione regionale e nel rispetto delle norme nazionali e regionali;

m)  la presa in carico globale e continuativa, attraverso una specifica programmazione, di concerto con gli enti

locali, delle persone con disabilità e con disturbi dello spettro autistico, nell'intero ciclo di vita, in base a

valutazione multidimensionale e attraverso la piena integrazione dei servizi e dei programmi di natura sanitaria e

riabilitativa, con quelli di natura sociosanitaria, sociale ed educativa, con il mondo del lavoro e con la famiglia;

n)  i percorsi di auto-aiuto con particolare riguardo al trattamento dei quadri delle dipendenze;

o)  l'avvio di sperimentazioni con la figura dello psicologo di base nei servizi offerti dagli erogatori pubblici e privati

accreditati di cui agli articoli 7 e 8;

p)  la prevenzione delle patologie psichiatriche perinatali delle donne, la presa in carico durante la gravidanza e

dopo il parto con attivazione di un servizio dedicato e di programmi di trattamento appropriati, prevedendo, per i



casi più gravi, spazi protetti per il ricovero di mamma e di bambino da zero a un anno.



Art. 2 (modifiche al titolo viii della l.r. 33/2009)
Art. 3 (disposizioni finali di coordinamento in tema di clausole valutative)
Art. 4 (norme transitorie)


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