C nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo



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Campoleone 14 Maggio 2008

Adorazione Eucaristica

SAC.“ Sia benedetto Dio Padre, e l’unigenito Figlio di Dio,
e lo Spirito Santo.”

G. Spesso ci si immagina un “Dio” lontano, astratto, ridotto quasi a un sistema di idee contorte o semplicissime, ma inesplicabili. Soprattutto quando ci si accosta alla dottrina della Trinità, si ha l’impressione di essere di fronte a una sciarada beffarda. E invece. E invece, l’essere concretissimo di Dio è comunione che liberamente si effonde. Anzi, ci chiama a varcare la soglia della sua vita intima e beatificante. Non riusciamo a capire perché Dio si sia interessato di noi: più di quanto, forse, noi ci interessiamo a noi stessi. Proprio mentre eravamo peccatori, il Padre ha mandato il suo Figlio per offrirci la vita nuova nello Spirito. Liberamente. Per amore. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.

Canto:


G. Cristo non si impone. Non costringe ad accettarlo. Si consegna alla nostra decisione. È questa la vertigine della vita umana. Possiamo passare accanto al Signore Gesù che muore e risorge, senza degnarlo di uno sguardo nemmeno distratto. E, tuttavia, non possiamo fare in modo che egli non esista come il Dio fatto uomo che perdona e salva. “Chi non crede è già stato condannato”. Ma se ci apriamo alla sua dilezione... Allora Cristo si rivela come colui che ha suscitato in noi tutte le attese più radicali. E colma a dismisura queste attese. È la redenzione. È la grazia. È lo Spirito che abita in noi e ci conforma al Signore Gesù.
La vita nuova, che ci viene donata, apparirà in tutta la sua gloria oltre il tempo. Inizia qui, ed è la “vita eterna”.



SAC.“ Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene..”

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».


Parola del Signore.
Pausa di Silenzio:

G. Gesù è venuto a trapiantare sulla terra la civiltà, la cultura della Trinità che è l'amore scambievole. E' venuto a insegnarci "l'arte di amare" che è specifica della famiglia di Dio. Ogni rinuncia all'egoismo, ogni gesto d'amore vero contribuisce a rendere la nostra comunità familiare, ecclesiale e sociale sempre più immagine e trasparenza della Trinità. "Vedi la Trinità, se vedi la carità" (S. Agostino). Gli uomini hanno una nostalgia insopprimibile della Famiglia trinitaria dalla quale provengono e alla quale sono chiamati a tornare. Quando sperimentano l'amore vero di una persona o di una comunità, incontrano e quasi toccano con mano, anche se forse in modo ancora inconsapevole, la Trinità che lì è presente e si dona.
Tutti

Nessuno, mio Dio, può ardire di avvicinarsi a te

se non è disposto ad immergersi nel mistero del tuo amore.

Nessuno, mio Dio, può pretendere di cogliere la tua bellezza

se non è pronto a lasciarsi trasfigurare

dal mistero del tuo amore.

Un amore che dall’eternità trabocca e si comunica

per chiamare alla vita,

per invitare a partecipare alla sua sovrabbondanza,

alla sua pienezza, al suo splendore.

Un amore che opera sempre

nel segno della salvezza non del giudizio,

nel segno della guarigione non del castigo,

nel segno della misericordia non della condanna.

Padre e Figlio e Spirito, Trinità santa,

oceano di pace, comunione indescrivibile,

non possono i nostri occhi misurare

i contorni del vostro mistero, né i nostri cuori limitati

abbracciare l’ampiezza della vostra bontà

che si dispiega nei secoli.

Pausa di Silenzio:
G. Lo Spirito Santo vivificatore deve soffiare forte per scardinare le nostre resistenze, per aprirci alla comprensione del mistero dei misteri: il vero volto di Dio. Pare strano dedicare una domenica alla Trinità, mistero che dovrebbe essere la sorgente di ogni domenica, stupore che dovrebbe svegliare ogni cercatore di Dio. Ma se dedichiamo tempo alla riflessione è proprio per superare il rischio molto diffuso di dirci cristiani e di essere – in realtà – dei credenti in un generico Dio.
1L. Noi crediamo nel Dio che Gesù è venuto definitivamente a svelare, un Dio che è comunione, danza, festa, Trinità: un padre/madre che ama un figlio e questo amore è lo Spirito Santo.
2L. Un'inutile complicazione? Sì, all'apparenza. Ma, nella sostanza, una notizia inattesa, un cambiamento radicale che, da soli, non avremmo mai capito. Gesù, rivelatore del Padre, ci dice che Dio è un volto trinitario.

1L. Israele aveva duramente lottato per non diventare come i popoli che lo circondavano: politesista.
2L. Credere che la realtà sia guidata da volontà contraddittorie, benefiche o malevole è una straordinaria intuizione, degna di attenzione. Ma riuscire a dire che Dio è uno solo, l'assoluto, ha rappresentato nel cammino della storia delle religioni un salto poderoso di qualità.
1L. Israele ha poi scoperto le caratteristiche di questo Dio unico che

desidera raccontarsi all'umanità attraverso l'esperienza di un popolo: un Dio fedele, innamorato dell'uomo, paziente e misericordioso, che rispetta la crescita dell'uomo, che non usa violenza ma lascia che ogni uomo faccia esperienza di lui nella totale libertà.


2L. Gesù, nella pienezza dei tempi, ci svela qualcosa di inaudito, inimmaginabile, inatteso: Dio è Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo.

1L. Dio non è il solitario perfetto, l'incommensurabile, l'onnipotente – certo - ma solitario Motore Immobile (sommo egoista bastante a se stesso?).



2L. Dio è festa, famiglia, comunione, danza, relazione, dono. Dio è tre persone che si amano talmente, che se la intendono così bene che noi – da fuori – vediamo uno.
1L. Abbiamo una così triste opinione di Dio! La Scrittura ci annuncia che Dio è una festa ben riuscita, una comunione perfetta.
2L. Che bello vedere realizzato in Dio ciò che noi da sempre desideriamo: tre persone che non si confondono, che non si annullano in un'indefinita energia cosmica, ma che, nella loro specificità, operano con intesa assoluta.
1L. La teologia ci dice che, aiutati dalla Parola, riusciamo addirittura a delineare l'opera, il lavoro di ognuno, il "carattere specifico" di ogni persona:
2L. riconosciamo l'impronta del Padre nella Creazione, nello stupore della natura; riconosciamo l'agire del Figlio nella sua volontà di salvezza dell'uomo; riconosciamo l'afflato dello Spirito che accompagna, porta a compimento e santifica l'umanità pellegrina.

3L. La Genesi ci dice che Dio per crearci si guardò allo specchio: siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio. Siamo fatti, quindi, ad immagine e somiglianza della comunione.
4L. Adesso capisco perché la solitudine mi pesa tanto e mi fa paura: è contro la mia natura!

3L. Capisco perché quando amo, quando sono in compagnia, quando riesco ad accogliere e ad essere accolto sto così bene: realizzo la mia vocazione comunionale!


4L. Se diamo retta ai profeti di sventura del nostro tempo, che mettono sempre e solo il "se" al centro, rischio di prendere delle terribili cantonate.
3L. Non seguite chi vi parla di "autorealizzazione", dimenticando che è nel gioioso e adulto dono della propria vita che realizziamo la nostra natura profonda.
4L. Se su una cosa dobbiamo investire, è proprio nella fatica dello stare insieme, nella relazione, perché tutto il resto sarebbe tempo perso. La festa della Trinità, allora, è la festa del mio destino, è lo specchio della mia attitudine profonda, è il segreto della mia felicità.

3L. A questa comunione s'ispirano le coppie che credono nel vangelo, tese a raggiungere la pienezza nell'accoglienza reciproca che dona vita.
4L. E a questa comunione siamo invitati come singoli e come comunità cristiana. E' alla Trinità che dobbiamo guardare nel progetto di costruzione delle nostre comunità: la Chiesa (quella sognata da Dio) è lo spazio pubblicitario della Trinità nel mondo d'oggi.
3L. Guardando alla Chiesa l'uomo si accorge di essere capace di comunione. Uniti nella diversità, nel rispetto l'uno dell'altro, nell'amore semplice, concreto, benevolo, facciamo diventare il nostro essere Chiesa splendore di questo inatteso Dio comunione...
Tutti

Padre e Figlio e Spirito Santo, unico Dio in tre persone,

tu sei mistero d’amore, svelato ad ogni uomo.

Tu non sei porta chiusa, segreto impenetrabile,

zona oscura e buia, ma luce che brilla nella storia,

relazione offerta, dono di misericordia e di pace,

pegno di eternità.

Padre e Figlio e Spirito Santo, unico Dio in tre persone,

l’universo è colmo dei segni della tua presenza.

Tu non sei realtà inaccessibile, che non può essere raggiunta,

troppo perfetta per sporcarti della nostra fragilità,

ma invece sei entrato nella nostra storia,

fatta di lacrime e sangue, di peccato e di debolezza.

Lo hai fatto per sottrarci alla schiavitù del male

e farci assaporare la dignità dei figli, generati alla vita eterna,

partecipi della tua comunione.

Padre e Figlio e Spirito Santo, unico Dio in tre persone,

tu sei dolcezza che trabocca, pienezza donata senza misura,

misericordia che trasforma.
Canto:
Pausa di Silenzio:
G. Forse è necessaria tutta la vita non per capire, ma solo per assaporare un poco della fede, come potrò cogliere qualcosa della Trinità?
5L. Una strada c'è, e non è quella delle formule e dei concetti. Pensare di capire la Trinità attraverso le formule è come tentare di capire una parola analizzando l'inchiostro con cui è scritta.
6L. Dio non è una definizione ma un'esperienza. La Trinità non è un concetto da capire, ma una manifestazione da accogliere.
5L. In uno dei capolavori di Kieslowski sui Dieci Comandamenti, Decalogo I, il bambino protagonista sta giocando al computer. Improvvisamente si ferma e chiede alla zia: «Com'è Dio?».
6L. La zia lo guarda in silenzio, gli si avvicina, lo abbraccia, gli bacia i capelli e tenendolo stretto a sé sussurra: «Come ti senti, ora?».
5L. Pavel non vuole sciogliersi dall'abbraccio, alza gli occhi e risponde: «Bene, mi sento bene».
6L. E la zia: «Ecco, Pavel, Dio è così». Dio è come un abbraccio. Se non c'è amore, non vale nessun magistero. Se non c'è amore, nessuna cattedra sa dire Dio. Dio come un abbraccio: è il senso della Trinità.
5L. Dio non è in se stesso solitudine, ma comunione. L'oceano della sua essenza vibra di un infinito movimento d'amore.
6L. Se il nostro Dio non fosse Trinità, vale a dire incontro, relazione, comunione e dono reciproco, sarebbe un Dio da delusione, assente e distratto.
5L. Ma Dio è estasi, cioè un uscire-da-sé in cerca d'oggetti d'amore, in cerca di un popolo anche se di dura cervice, del quale farsi compagno di viaggio e ristoro entro l'arsura estrema del deserto.
6L. Dio ha tanto amato il mondo, da mandare suo Figlio... E mondo e uomo sono storia della Trinità. Mosè, il grande amico di Dio, prega così:
5L. «Che il Signore cammini in mezzo a noi, venga in mezzo alla sua gente. Non resti sul monte, guida alta e lontana, ma scenda e si perda in mezzo al calpestio del popolo».
6L. Tutta la sacra Scrittura ci assicura che nel calpestio del popolo, nella polvere dei sentieri, lo Spirito accende profeti ed orizzonti, il Padre rallenta il suo passo sul ritmo del nostro, il Figlio è salvezza che ci cammina a fianco.
5L. E questo ci sarebbe bastato. Invece l'Ascensione ha portato la nostra natura nel seno stesso della Trinità, quell'uomo già creato ad immagine non di Dio, ma della Trinità, l'uomo pensato come un abbraccio.

Tutti

Lode a te, o Dio, che sei Padre e Figlio e Spirito,

che sei il termine eccedente del mio desiderio

e la fonte inesauribile del mio stupore.

Lode a te che hai voluto entrare nella nostra e nella mia storia

per mostrare che la mia solitudine radicale è vinta,

che la mia morte non potrà avvincermi in forma definitiva.

Lode a te che vinci il mio timore di perdermi

se ti lascio spazio nel mio cuore.

Lode a te che mi avvolgi nella tua nube

e in essa mi sveli il tuo mistero,

che è il mistero della mia stessa vita ardentemente indagato.

Lode a te che sei l’amore traboccante

e perennemente accogli e salvi la mia fragilità.

Lode a te che mi concedi di entrare nella tua comunione

e mi dischiudi possibilità di relazioni vertiginose.

Lode a te che mi conduci sulla via della dedizione seducendo il mio spirito desideroso di pienezza.

Lode a te che sei il principio, l’ambiente e la meta

di tutto quanto io posso fruire.

Lode a te che sei il mio Tutto.
Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre nostro


G. Signore Gesù, riuniti davanti a te, noi rendiamo grazie a Dio, tuo e nostro Padre. Egli ci ama da sempre, e ci ha chiamati alla vita e alla sua bontà. Nel Battesimo ci ha generati come figli, chiamandoci a far parte del suo popolo.

Rendiamo grazie a te, Figlio suo, Gesù Cristo. Tu sei la nostra pace, colui che fa di tutti gli uomini un solo popolo per mezzo della croce. In te possiamo presentarci al Padre in un solo Spirito. Rendiamo grazie allo Spirito Santo. Egli santifica gli uomini nella comunione dell’amore, e costruisce la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, unico Dio in tre Persone uguali e distinte. Questa è la lode della Chiesa, segno del regno di Dio già iniziato sulla terra, principio della vita eterna.

Tutti

Trinità Santa,

unico Dio infinito ed eterno,

ti rendiamo grazie per i tuoi mirabili interventi

nella storia della salvezza

e ti lodiamo nel tuo ineffabile mistero.

Nella tua immensa condiscendenza

hai colmato di grazia la Vergine Maria,

figlia di Sion e nostra sorella

rendendola madre e discepola del Figlio,

figlia amata del Padre,

tempio vivo dello Spirito Santo.

Contemplando Maria noi pensiamo a te,

adorabile Trinità,

e ci sentiamo con lei amati dal Padre,

redenti da Cristo e rinnovati dallo Spirito.

Una cosa sola ti chiediamo:

rendi le nostre Chiese tua autentica icona,

una sola comunità nel rispetto delle persone,

e nella ricerca di unità nell'amore.

Tu sei il Dio Uno e Trino,

che vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen.

Acclamazioni:
Dio sia benedetto.
Benedetto il  Suo Santo Nome.
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.
Benedetto il Nome di Gesù
Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell'altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.
Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione
Benedetta la sua gloriosa Assunzione.
Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.
Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.











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