“cammino di iniziazione cristiana



Scaricare 0.59 Mb.
Pagina1/13
13.11.2018
Dimensione del file0.59 Mb.
  1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   13

INDICE

Cammino di Iniziazione Cristiana dei fanciulli e dei ragazzi pag.

Introduzione 2

Il tempo del Primo Discepolato 4

Note di metodo 5

Attenzioni operative 6

La presenza dei figli 7

Altre proposte di incontro 10

Visione d’insieme del percorso

Obiettivi delle 3 tappe e degli incontri 12



Scansione di ogni incontro

Struttura degli incontri 16



Primo incontro

Struttura dell’incontro 18

Scheda per i genitori 25

Secondo incontro

Struttura dell’incontro 28

Scheda per i genitori 34

Terzo incontro

Struttura dell’incontro 37

Scheda per i genitori 43

Quarto incontro

Struttura dell’incontro 46

Scheda per i genitori 53

Quinto incontro

Struttura dell’incontro 56

Scheda per i genitori 62

Sesto incontro (all’inizio dell’Ultima Quaresima)

Struttura dell’incontro 65

Scheda per i genitori 70

Settimo incontro (all’inizio dell’Ultima Quaresima)

Struttura dell’incontro 73

Scheda per i genitori 78

Appendice al quarto incontro 81

Bibliografia 91

CAMMINO DI INIZIAZIONE CRISTIANA DEI FANCIULLI E DEI RAGAZZI

Secondo tempo: PRIMO DISCEPOLATO

TERZA TAPPA

Accompagnamento dei genitori

Introduzione

La Chiesa di Padova, come altre diocesi italiane, ha avviato da alcuni anni la riflessione sul rinnovamento dell’Iniziazione cristiana dei fanciulli e ragazzi (ICFR).

Tale riflessione, sollecitata dai documenti della Conferenza episcopale italiana1, è stata portata avanti dal 2010, grazie agli Orientamenti pastorali diocesani2, coinvolgendo non solo i catechisti, ma anche le intere comunità parrocchiali attraverso i Coordinamenti vicariali, i Consigli pastorali, gli operatori pastorali, gli educatori e i genitori dei ragazzi.

È così maturata la decisione, da parte del vescovo Antonio, e confermata dal vescovo Claudio, di rinnovare il cammino di ICFR, traendo ispirazione dall’itinerario del catecumenato degli adulti3 e dalle note pastorali della CEI dedicate al catecumenato dei ragazzi in età dai 6 ai 14 anni4.

La rinnovata proposta diocesana di cammino di ICFR è costituita da due fasi:


  • la prima inizia con la richiesta del Battesimo per il proprio figlio da parte dei genitori e prosegue fino ai 6 anni;

  • la seconda, che costituisce il completamento del cammino di Iniziazione cristiana (IC), inizia dai 6 anni e arriva fino ai 13/14 anni.

Questa seconda fase, distribuita in più anni, si suddivide in 4 tempi5.


Il primo tempo del percorso di IC, detto “Prima evangelizzazione” prevede un coinvolgimento graduale dei genitori che chiedono il completamento dell’IC per i loro figli.

Sono essi, infatti, in questo primo tempo, al centro della formazione, ed è importante:



  • far nascere e crescere la disponibilità ad accompagnare i propri figli nel cammino della fede;

  • offrire loro la possibilità di scoprire o riscoprire la bellezza di alcuni aspetti essenziali della fede.

Il secondo tempo, chiamato “Primo discepolato, in relazione al cammino dei bambini, prevede per i genitori la continuazione del percorso iniziato attraverso alcuni incontri che favoriranno una sempre più adeguata accoglienza della proposta di fede, che si rinnova insieme all’iniziazione dei loro figli. In particolare si offrirà:



  • l’opportunità di approfondire la propria fede attraverso l’incontro con la Parola di Dio nella scoperta o riscoperta della persona di Gesù, di Dio suo Padre e della loro presenza nei sacramenti e nella Chiesa;

  • la possibilità di crescere nella disponibilità ad accompagnare i propri figli nel cammino di fede;

  • un’occasione per elaborare un incontro con la comunità parrocchiale.

L’adesione libera di quanti accolgono la proposta diventa una ricchezza per la Chiesa che si trova a ripensarsi comunità evangelizzata ed evangelizzante: per questo essa si pone in ricerca, si lascia interrogare, impara ad accompagnare e si attiva per preparare e offrire itinerari ai genitori.
Il terzo tempo è determinato dall’Ultima Quaresima in cui:

  • si vive con i propri figli, la preparazione immediata alla celebrazione dei sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia che avviene nella Veglia pasquale.

Il quarto tempo prevede che i genitori siano invitati a:



  • continuare il cammino iniziato;

  • accompagnare i figli nelle tappe previste;

  • accogliere altre offerte di formazione da parte della comunità parrocchiale.

È da tenere presente che la partecipazione dei genitori al percorso non va mai imposta, ma deve essere offerta come una proposta a cui aderire liberamente. Gli accompagnatori devono aver chiaro che ciò che si offre ai genitori è solo una possibilità per riprendere in mano, da adulti, la loro esperienza di fede all’interno della comunità cristiana.



Per questo motivo è fondamentale mantenere uno stile di gratuità in modo da evitare di esercitare pressioni sui genitori, finalizzate ad ottenere risposte immediate, nonchè di utilizzare la loro partecipazione come condizione senza la quale i figli non vengono ammessi ai sacramenti.

Il tempo del Primo discepolato:

  • É così chiamato in relazione al cammino dei bambini in quanto rappresenta un tempo centrale per la loro vita di fede. Infatti i bambini, assieme a tutta la comunità che li accoglie e, in particolare, ai loro genitori, sono invitati a sperimentare la vita cristiana imparando a conoscere i contenuti fondamentali della fede, celebrando la presenza di Dio nei momenti liturgici e vivendo alcune concrete esperienze di vita cristiana. Si tratta di un periodo in cui i bambini sperimentano cosa vuol dire diventare discepoli di Gesù, conoscendolo, amandolo e decidendo di seguirlo. Si chiama Primo discepolato perché è il primo di molti altri passi che seguiranno nelle fasi successive della vita, in cui ogni ragazzo sarà ancora chiamato, in maniera libera e responsabile, a rinnovare la sua sequela di Gesù.

  • Anche per i genitori questo tempo inizia dopo la conclusione della Prima evangelizzazione e dura fino all’inizio del terzo tempo, l’Ultima Quaresima. Esso prevede un cammino costituito da alcuni appuntamenti durante l’anno, distanziati nel tempo e collocati nel giorno più favorevole (meglio il sabato o la domenica pomeriggio) per permettere un incontro disteso.

  • È opportuno che la data degli incontri dei genitori coincida con quelli dei ragazzi vissuti a parte con i catechisti/educatori, in modo da poter vivere un momento insieme (inizio, conclusione, la preghiera, una piccola attività…). Con questa attenzione non si vuol affermare che gli incontri dei ragazzi siano in ugual numero di quelli dei genitori. Infatti per i ragazzi vanno programmati moti più incontri tenendo presente gli obiettivi e i contenuti proposti dalla guida per i catechisti dei ragazzi.

  • Il cammino del Primo discepolato è scandito in tre tappe:

    • 1a tappa: Scoprire Gesù che rivela il volto dell’uomo.

    • 2a tappa: Scoprire Gesù che rivela il volto di Dio che è Padre.

    • 3a tappa: Conoscere e sperimentare i segni della presenza del Risorto nella Chiesa e nei sacramenti.

  • Le tre tappe possono essere suddivise nell’arco di tre anni e alcuni mesi prima dell’Ultima Quaresima, nel caso i bambini avessero iniziato la Prima evangelizzazione a sei anni (1a elementare), o due anni e alcuni mesi nel caso avessero iniziato la Prima evangelizzazione all’età di sette anni (2a elementare).

  • Per questo motivo la suddivisione delle tappe e il numero degli incontri, vanno programmati con chiarezza dall’equipe dei catechisti insieme agli accompagnatori dei genitori e al parroco, tenendo conto del tempo a disposizione fino all’inizio dell’Ultima Quaresima che porterà alla celebrazione dei sacramenti della Cresima ed Eucaristia dei ragazzi, che va fissata non oltre i 10/11anni (5a elementare).

  • A questi incontri vanno aggiunte le celebrazioni (riti) che riguardano i figli e alle quali, partecipano anche i genitori, insieme a tutta la comunità parrocchiale.

  • Le schede che qui vengono proposte, a differenza della Prima evangelizzazione, seguono un iter logico e di evoluzione delle tematiche, in riferimento ad alcuni contenuti fondamentali della fede cristiana. Per tale motivo, è opportuno che l’ordine e la gradualità delle tematiche vengano rispettate.

  • Ogni singola scheda ha una sua scansione temporale di cui è importante tenerne conto.

La durata complessiva di un incontro deve essere rispettosa dei tempi vitali dei genitori e mantenuta secondo gli accordi presi.
Note di metodo

  1. La scelta fatta dalla Chiesa di Padova risponde alla valorizzazione e riconoscimento dei genitori che entrano come veri protagonisti nel cammino, in modo che la loro esperienza di vita diventi risorsa per l’intera comunità cristiana.

  2. Ogni buona formazione necessita di accompagnatori preparati. Gli incontri dei genitori devono essere condotti da un’équipe composta da quei laici adulti (meglio se coppie di sposi) e dal parroco, che hanno partecipato ai corsi diocesani di formazione per gli accompagnatori dei genitori6 e quindi siano in grado di lavorare insieme creando la giusta ed efficace sinergia.

  3. La proposta del sussidio rispecchia il modello sperimentato durante i corsi diocesani e da alcune parrocchie, tenendo presente le caratteristiche dell’apprendimento adulto e diventa quindi indicativo di un modo di procedere adeguato alla formazione dei genitori.

  4. L’itinerario è basato sulla logica del laboratorio per un apprendimento adulto dei partecipanti. Per questo ogni incontro dopo la presentazione di un titolo, un obiettivo/i e alcune avvertenze per l’équipe, prevede tre fasi:

  • PER ENTRARE IN ARGOMENTO è la fase proiettiva, in cui si fa emergere il vissuto dei genitori, le loro esperienze di vita, il loro punto di vista personale.

  • APPROFONDIRE IL TEMA è la fase di approfondimento, in cui si offrono alcuni spunti e riflessioni preparate con cura per dare la possibilità ai genitori di un confronto con un contenuto della fede in riferimento all’aspetto catechistico, biblico, teologico, pedagogico, ecc…

  • RITORNIAMO ALLA NOSTRA VITA è la fase di riappropriazione, che permette ai genitori di riformulare quanto si è presentato nel vissuto personale e nell’approfondimento del tema, provocando in loro una trasformazione.

A tali fasi si aggiungono due momenti:

  • PREPARIAMO LA NOSTRA MENTE E IL NOSTRO CUORE - momento di accoglienza

  • CONCLUDIAMO INSIEME - momento di conclusione.

  1. Al centro di ogni scheda c’è un brano della Parola di Dio che, nel Primo discepolato, diventa il contenuto fondamentale dell’incontro e con il quale i genitori sono chiamati a confrontarsi. Per tale motivo è bene che il brano vada sempre tenuto presente e ripreso nei passaggi guidati dall’équipe.

  2. È importante conoscere e rispettare le fasi e i momenti, soprattutto per far sentire le persone protagoniste del cammino e non passivi destinatari.

  3. Nel pensare allo svolgimento dell’incontro, è necessario che ogni scheda vada studiata e compresa nel suo obiettivo e nel contenuto essenziale, per poi proporre le attività e se ce ne fosse bisogno modificarle tenendo presenti i genitori che partecipano.



Attenzioni operative

È fondamentale nella fase di preparazione e accoglienza avere alcune attenzioni che riguardano il tempo, la distribuzione dei ruoli, lo spazio e la conoscenza delle persone.




    1. È fondamentale che l’équipe degli accompagnatori-catechisti dei genitori, si ritrovi per tempo a studiare il percorso proposto, in modo da comprendere la logica che sottende alla scansione delle schede, conoscere le fasi in cui è suddiviso ogni incontro e le specifiche finalità. Per avere una conduzione di gruppo efficace è importante definire il numero degli incontri per ogni tappa e poi per ogni scheda i tempi di durata delle varie fasi e momenti, evitando tempi morti e dispersivi.




    1. Per un buon svolgimento dell’incontro, è opportuno che i membri dell’équipe si dividano i compiti in anticipo. L’ideale sarebbe, dove è possibile, coinvolgere tre accompagnatori-catechisti con questi ruoli:

- un accompagnatore-catechista con il compito di presentare l’obiettivo e poi legare tutti i vari passaggi (fasi) lanciando le consegne in maniera chiara e sintetica e facendo percepire una certa armonia nel procedere;

- un accompagnatore-catechista che propone l’approfondimento;

- un accompagnatore-catechista che guida i momenti di preghiera.


    1. L’apprendimento coinvolge anche lo spazio. Non è infatti solo il luogo in cui l’incontro formativo si realizzerà, ma è parte integrante dell’evento formativo. Strutturare uno spazio significa attribuirgli un significato che coincida con le aspettative dei genitori. Così la struttura fisica del luogo, gli oggetti che contiene e le azioni che in esso verranno compiute si devono coordinare e integrare una relazione interattiva.

Se l’incontro avviene in una famiglia, il luogo è già di per sé caricato di significato per cui la struttura dell’incontro deve adeguarsi all’ambiente (clima informale, dialogico, in un luogo della casa al quale si attribuisce il significato di condivisione).

Se ci si trova in una sala della parrocchia, la disposizione delle sedie a cerchio facilita il dialogo, così il trovare l’ambiente caldo, pulito e in ordine fa sentire le persone attese e accolte. Non è secondario, preparare per tempo qualche segno, che richiami il tema dell’incontro, come pure, soprattutto in questo tempo di Primo Discepolato, il Libro della Parola riservandogli un posto di rilievo. È importante che i genitori percepiscano di essere stati attesi e che al centro dell’incontro ci sia la Parola di Dio.




    1. È segno di attenzione e del valore dell’esperienza che ci si appresta a vivere se l’accompagnatore-catechista è presente prima che arrivino i genitori e li saluta personalmente. Tutti i membri dell’équipe che conducono il gruppo, per quanto possibile, cerchino di intuire preventivamente aspettative, situazioni delicate da considerare. Non si tratta di un’indagine preventiva, ma solo di un’attenzione da avere magari nel momento in cui si propone l’invito.




    1. La maggior parte dei genitori saranno coloro che hanno già vissuto il tempo della Prima Evangelizzazione, ma può verificarsi che all’inizio del nuovo tempo o lungo le tappe si aggiunga qualche altro genitore. Sarà quindi compito dell’équipe accogliere questi genitori esprimendo gioia e gratitudine per la loro presenza, avendo anche una cura particolare perché non si sentano a disagio o tanto meno provino un senso di inferiorità rispetto agli altri.


La presenza dei figli

L’itinerario proposto nel Primo discepolato è pensato per i genitori, ma a differenza del tempo della Prima evangelizzazione, presenta delle similitudini nei contenuti, al cammino che compiono i figli. È quindi opportuno che, quando si svolgono gli incontri dei genitori, si preveda anche l’appuntamento dei ragazzi in modo da vivere dei momenti comuni in cui genitori e figli interagiscono insieme (preghiera iniziale o finale, qualche attività, ecc…).

Per tale motivo, ogni scheda presenta una sezione in più chiamata: CON I FIGLI.

In tale spazio vengono suggerite alcune attenzioni, attività, esperienze, preghiere che gli accompagnatori dovranno tenere presente per proporle ai genitori, i quali sono invitati a viverle in quel determinato periodo, a casa con i loro figli. Così nelle schede dell’itinerario per i ragazzi sono proposte altre attenzioni da proporre ai genitori.

La partecipazione dei genitori, insieme a tutta la comunità parrocchiale, è prevista anche e soprattutto, nelle celebrazioni pensate lungo le tre tappe.

Si consiglia inoltre che la programmazione e la preparazione degli incontri suddivisi per tempi, venga portata avanti da tutta l'équipe insieme (catechisti dei ragazzi e accompagnatori dei genitori). Questo, oltre a facilitare lo svolgimento di momenti comuni e a creare collaborazioni, serve come arricchimento scambievole.



Per facilitare tale collaborazione, vengono qui mostrate le sezioni relative ad ogni periodo liturgico presenti nella guida per i catechisti dei ragazzi della Terza tappa che riguardano: LE ESPERIENZE DI VITA CRISTIANA, LE ESPERIENZE DI PREGHIERA e I RITI in cui sono invitati a partecipare i genitori.

DALL’INIZIO FINO A NATALE

ESPERIENZE

DI VITA CRISTIANA

ESPERIENZE

DI PREGHIERA

CELEBRAZIONI

  • Le proposte della Caritas in Avvento.

  • Canto della Stella insieme a qualche genitore e ad altri gruppi della parrocchia.

  • Una momento di preghiera in casa con i genitori.

  • Un momento di preghiera prima dei pasti per ringraziare Dio Padre del cibo.




1a celebrazione penitenziale.


DA DOPO NATALE ALL’INIZIO DELLA QUARESIMA

ESPERIENZE

DI VITA CRISTIANA

ESPERIENZE

DI PREGHIERA

CELEBRAZIONI

  • Partecipazione alle iniziative del Mese della Pace.

  • Ascolto di qualche persona che testimonia con la sua vita il contenuto delle beatitudini.

  • Nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: pregare la preghiera del Padre Nostro in più lingue valorizzando la presenza dei ragazzi che fanno parte del gruppo provenienti da altre nazionalità.

  • Un momento di preghiera prima dei pasti per le persone povere e bisognose.

2a celebrazione penitenziale con consegna del Precetto dell’Amore.



QUARESIMA

ESPERIENZE

DI VITA CRISTIANA

ESPERIENZE

DI PREGHIERA

CELEBRAZIONI

  • Ascolto della testimonianza di una persona su un esperienza di perdono dato o ricevuto.

  • L’impegno del perdonare.

  • Vivere la Quaresima di Fraternità proposta dall’Ufficio missionario diocesano.

  • Andare a visitare un luogo o un gruppo in cui si vive l’impegno verso le persone povere/bisognose (mensa del povero, cucine popolari, OPSA, centro di ascolto Caritas, casa di riposo, gruppo missionario, ecc…).

  • Partecipare alla festa delle Palme con il Vescovo.

  • Partecipare alla liturgia della Via Crucis in parrocchia.




Prima celebrazione del Sacramento della Penitenza.


DA PASQUA A DOPO PENTECOSTE

ESPERIENZE

DI VITA CRISTIANA

ESPERIENZE

DI PREGHIERA

CELEBRAZIONI

  • Portare gli auguri di Pasqua alle persone sole e ammalate.




  • Momento di preghiera a conclusione del cammino di quest’anno assieme ai genitori.

  • Partecipazione alla preghiera del rosario in parrocchia.






PRIMA DELL’ULTIMA QUARESIMA
DALL’INIZIO FINO A NATALE

ESPERIENZE

DI VITA CRISTIANA

ESPERIENZE

DI PREGHIERA

CELEBRAZIONI

  • Le proposte della Caritas per l’Avvento.

  • Accompagnare i ministri straordinari della Comunione nella visita alle persone ammalate o anziane.

  • Partecipazione alla novena di Natale come gruppo.

  • Vivere un momento di preghiera in preparazione al Natale con i genitori.

  • Partecipazione alla novena di Natale come gruppo.

1a celebrazione penitenziale.

(Nel caso si fosse iniziato il cammino all’età dei 7 anni / 2a elementare).



Condividi con i tuoi amici:
  1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   13


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale