Capitolo 16 la teoria multimotivazionale


Sistema motivazionale sensuale



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Sistema motivazionale sensuale-sessuale: l’identità di genere si stabilisce abbastanza solidamente 

già poco dopo la nascita, ma il ruolo e la scelta oggettuale del coinvolgimento sensuale-sessuale è 

comunque determinato solo in parte da tendenze innate. Se da una parte il sesso è portatore di 

dati biologici che influenzano lo svilupparsi dell’identità di genere, d’altra parte, ogni bambino ha 

modelli di attività di piacere sensuale e di eccitazione sessuale che rendono individuale la sua 

mascolinità o femminilità. La scelta di chi amare, con chi condividere il piacere sensuale e con chi 

condividere l’eccitazione sessuale vengono viste da Lichtengeberg come conseguenza di uno 

scambio intersoggettivo che già a partire dall’attribuzione di genere, non si verifica solo a livello 

intrapsichico e, inoltre, tali scelte implicano tutti i rapporti tra i diversi sistemi motivazionali. Le 

motivazioni del sistema sensuale-sessuale si possono identificare in quello che viene chiamato 

amore sessuale adulto in base al modo in cui originano le motivazioni di attaccamento e in base a 

come ne traggono un’amplificazione affettiva le motivazioni avversive e le espressioni di 

esplorazione e assertività.  

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Lichtenberg, in accordo anche con Stern, mette in evidenza il tema della differenziazione, come questione 

fondamentale per l’esistenza di molteplici motivazioni. Alla base di una teoria dei sistemi motivazionali 

separati bisogna, infatti, sottintendere che via sia un Sé emergente in grado di servirsi in modo 

differenziato di un momento dominato da un determinato bisogno, per esempio di attaccamento, da un 

altro momento dominato da un altro bisogno, per esempio di esplorare o agire assertivamente. Questo 

modello può essere ulteriormente spiegato se si discute sul ruolo degli affetti. Come anche ha fatto 

Sandlar, Lichtengerg posiziona gli affetti nel suo modello motivazionale al centro del funzionamento 

psichico, integrandoli con ciascuno dei sistemi motivazionali in quanto gli affetti forniscono significati 

primari di identificazione dei livelli della dominanza motivazionale. In questa prospettiva vediamo il Sé 

svilupparsi come un centro indipendente per iniziare, organizzare e integrare la motivazione. Secondo, poi, 

una prospettiva evolutiva ogni sistema motivazionale lo si può considerare su vari piani gerarchicamente 

organizzati. Bisogna chiarire, però, che Lichtenberg si colloca in un modello evolutivo sincronico, nel senso 

che tutti questi livelli persistono per tutto l’arco della vita nonostante lo sviluppo può comunque 

accentuare uno o l’altro sistema. Un altro aspetto interessante della proposta di Lichtenberg è che 

quest’idea di varie fonti della motivazione potrebbe spiegare il motivo dei differenti obiettivi evolutivi, 

presenti nelle diverse tappe del ciclo vitale. Inoltre, questo tipo di teoria della motivazione può anche 

spiegare l’esistenza di un’evidente variabilità individuale molto più di quanto possa farlo una teoria con alla 

base una sola chiave di lettura. Vediamo, dunque, che sostituendo il concetto di struttura, con quello di 

sistemi, Lichtengerg considera lo sviluppo come l’evoluzione di un sistema complesso che continuamente 

cambia, integra, trasforma e si sposta verso livelli sempre più complessi. Il bambino viene considerato in un 

processo di crescita multiplo e in una maggiore complessità psicologica che incrementa il senso della realtà 

personale. In questo modello, nessun sistema viene considerato come cardine e nessuna fase o stadio 

vengono considerati decisivi. L’autore, infatti, mette in evidenza la continuità e riconoscendo comunque le 



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