Capitolo 6 linguaggio, comunicazione e cultura



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24.11.2017
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Capitolo 6 LINGUAGGIO, COMUNICAZIONE E CULTURA


Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 6. LINGUAGGIO, COMUNICAZIONE E CULTURA

  • La cultura è:

  • Un sistema di segni dotati di significato (prospettiva semiotica)

  • Una rappresentazione simbolica del mondo e un dispositivo per attribuire significato alla realtà (significazione)



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  • La cultura è un prodotto dell’interazione umana: gli esseri umani creano cultura e devono interpretarla. Pertanto, le manifestazioni culturali sono atti di comunicazione



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  • Cultura come significazione e produzione di senso



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  • Antropologia interpretativa (Geertz, 1983)



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  • La cultura come attività di significazione



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  • La significazione



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  • Il diagramma di significazione



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  • La significazione non avviene nel vuoto, ma richiede l’azione congiunta e partecipata dei membri di una comunità, cioè di un gruppo di persone che condivide un sistema di credenze, valori, pratiche e convenzioni



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  • Proprietà delle convenzioni



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  • Proprietà delle convenzioni (continua)



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  • Proprietà di una lingua naturale



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  • La plasticità del significato



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  • Tipi di proprietà semantiche



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  • Proprietà tipiche: proprietà specifiche aggiunte, soggette a eccezioni e cancellabili senza distruggere il significato in oggetto

  • Es: “uccello”: - “vola” (struzzi)

  • - “ha le piume” (pinguini)

  • - “ha le ali” (kiwi)



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  • Significato Contesto

  • Qualsiasi significato è legato a un contesto (context-bound)



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  • I processi precedenti illustrano la plasticità dei significati, ossia l’impiego dei significati in modo flessibile e adattabile in funzione delle intenzioni comunicative dei parlanti, dei vincoli e delle opportunità offerte dal contesto



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  • Semantica vero-condizionale o logico-filosofica: significati come entità astratte, universali e oggettive, indipendenti dai parlanti (condizioni di verità)



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  • Il significato di qualunque entrata linguistica rimanda all’enciclopedia delle conoscenze a disposizione dei parlanti



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  • Linguaggio e cultura



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  • La teoria universalista del linguaggio



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  • La teoria della grammatica universale (o generativa) di Chomsky



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  • Metodo formale: metodo che, senza fare ricorso al significato, ma solo in base alla forma esterna dei morfemi e alla loro disposizione, intende fornire tutto quanto è pertinente all’analisi linguistica



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  • I presupposti della grammatica generativa



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  • La grammatica è indipendente da ogni altro sistema cognitivo (supremazia della sintassi)



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  • Limiti del modello di Chomsky



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  • La teoria della relatività linguistica



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  • L’ipotesi di Sapir-Whorf



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  • L’ipotesi di Sapir-Whorf



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  • Il “Sillogismo di Whorf”



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  • Il “sillogismo di Whorf” è stato in seguito interpretato come un forte apporto all’ipotesi del determinismo linguistico = la lingua determinerebbe le forme del pensiero dei parlanti medesimi nei riguardi della loro esperienza



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  • La “revisione” della teoria della relatività linguistica



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  • Ogni comunità tende a elaborare il proprio codice (speech community e idioculture): creazione di un forte senso di appartenenza che diventa esclusione per gli altri

  • A volte si ha la creazione di un vero e proprio codice criptato che, in qualità di gergo, discrimina l’in-group rispetto all’out-group.



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  • Numerose prove a sostegno di questa impostazione:



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  • Gli aspetti indessicali: indicatori linguistici ed extra-linguistici per definire la posizione sociale dei partecipanti (Tu/Lei), l’atteggiamento affettivo o epistemico con cui intendere l’enunciato (quantificatori, indicatori di sicurezza, dubbio ecc.). Variano da una cultura all’altra (ad esempio, nel sud-est asiatico i colloqui di selezione assumono la struttura tipica della “supplica”)



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  • Il repertorio lessicale e le entrate dizionariali di una lingua presentano variazioni culturali significative: la cultura si esprime nelle parole di cui si serve nella vita quotidiana per le varie attività



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  • Cultura e narrazione



Pensiero logico-scientifico

  • Pensiero logico-scientifico

  • Finalizzato alla categorizzazione della realtà

  • Tipico del ragionamento scientifico

  • Orientamento verticale, poiché mette in relazione il caso singolo con le categorie generali

  • Nomotetico, cioè volto alla ricerca di leggi generali secondo enunciati indipendenti dal contesto



Pensiero logico-scientifico

  • Pensiero logico-scientifico

  • Paradigmatico, cioè le proposizioni sono collegate fra loro per equivalenza

  • Regolato dal principio di non contraddizione e dal procedimento della falsificabilità

  • Impostazione estensionale, poiché si basa su proposizioni di portata generale, a vantaggio di ampia estensione e applicabilità

  • Particolarmente sviluppato nelle società tecnologicamente avanzate



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  • Le proprietà della narrazione



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  • Le proprietà della narrazione (continua)



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  • Le proprietà della narrazione (continua)



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  • Comprensione e inferenza nei processi di narrazione



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  • Comprensione come rappresentazione mentale del testo narrativo



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  • Lo script e la grammatica delle storie



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  • Grammatica delle storie: sottolinea l’organizzazione causale delle azioni finalizzate al raggiungimento di uno scopo.

  • Prevede:

  • definizione di un’ambientazione

  • definizione di un episodio, articolato in:

  • - evento iniziale

  • - risposta interna del protagonista

  • - tentativi messi in atto per raggiungere lo scopo

  • - conseguenza (positiva o negativa)

  • - risposta finale



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  • Comunicazione non verbale e cultura



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  • La comunicazione non verbale (o comunicazione extra-linguistica) assume una funzione fondamentale per ottenere un elevato grado di efficacia comunicativa



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  • Comunicazione a bassa contestualizzazione

  • codice esplicito, modalità diretta e formulazione precisa degli enunciati

  • poco affidamento sulle informazioni contestuali, segnali non verbali evidenti

  • fornisce all’interlocutore tutte le conoscenze necessarie per comprendere il messaggio

  • tipica delle culture occidentali individualistiche



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  • Culture monocroniche

  • prospettiva temporale orientata al futuro, pianificazione di un traguardo a medio e lungo termine (obiettivo distale)

  • vincoli temporali forti e organizzazione di un’attività per volta (monocronia)

  • culture con alto grado di industrializzazione, clima freddo, orientamento all’individualismo e al successo

  • predomina una comunicazione a bassa contestualizzazione



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  • Ogni soggetto è portatore di uno specifico ritmo personale



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  • Culture individualistiche: maggiore orientamento accomodativo nei confronti dell’out-group

  • Culture collettivistiche: bassa accomodazione verso l’out-group, poiché è considerata una sorta di tradimento nei confronti dell’in-group



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  • Variabilità culturale nella comunicazione non verbale



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  • Variabilità culturale nella comunicazione non verbale (continua)



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  • Variabilità culturale nella comunicazione non verbale (continua)



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  • Culture della parola (africane, sudamericane e latine)

  • caratterizzate da una comunicazione a bassa contestualizzazione e da una successione rapida dei turni di parola

  • i tempi di latenza delle pause sono assai ridotti e il silenzio è considerato come una minaccia e una mancanza di cooperazione per la gestione della conversazione



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  • Conversazione e cultura



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  • La gerarchia sociale:

  • - le differenze di status sociale sono molto sentite in India, presso le società asiatiche influenzate dal confucianesimo e a Bali;

  • - in culture individualistiche, come quelle occidentali, dove vige un’ideologia egalitaria, l’impiego dei titoli e degli onorifici si è molto diradato nelle conversazioni quotidiane



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  • Le formule di chiusura e, in particolare, di ringraziamento:

  • - in molte culture occidentali al ringraziamento si risponde con un segnale di ricezione (Prego)

  • - presso diverse società orientali (come Corea e Giappone) e africane (come lo Zaire) le formule di ringraziamento sono strettamente proibite fra i parenti prossimi, come se fossero un insulto; in particolare, in Giappone assumono il valore di scusa



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  • In sintesi, la conversazione costituisce un sistema comunicativo universale che presenta proprietà di base comuni; tuttavia, le diverse culture elaborano e sviluppano dei sistemi locali di conversazione.

  • Tali differenze conducono inevitabilmente a malintesi e fraintendimenti; questa condizione diventa oggi particolarmente importante in società sempre più multiculturali e globalizzate



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  • Considerazioni conclusive





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