Capitolo I lo svolgimento del processo


Per quanto qui rileva il Procuratore della Repubblica espose che



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Per quanto qui rileva il Procuratore della Repubblica espose che

64: << II 18/6/1981 il "Giornale di Sicilia" pubblicava, a firma di Francesco Licata, un articolo sotto il titolo "Quella notte sparì il nome di Sindona"; in esso il giornalista, nel commentare la notizia che il Giudice Istruttore presso questo Tribunale aveva emesso - nell'ambito del procedimento contro Spatola Rosario ed altri - mandato dì cattura contro Sindona Michele, riferiva la notizia che il rapporto dì denunzia contro lo Spatola, presentato il 5/5/1980 a questa Procura della Repubblica a che aveva costituito il momento iniziale di quel procedimento, era stato in realtà il frutto del rifacimento di altro rapporto a carico di 66 persone già preparato dalla Squadra Mobile e dalla Criminalpol di Palermo, nel quale fra i denunziati era incluso, al n°65, anche Michele Sindona, il cui nome invece mancava nel rapporto definitivo (…..) Intanto, dal pomeriggio dello stesso 18 Giugno 1981, questa Procura della Repubblica iniziava indagini preliminari in ordine alle notizie riferite dal "Giornale di Sicilia", veniva quindi escusso come teste il giornalista Francesco La Licata il quale dichiarava che la notizia di un originario rapporto con cui era denunziato anche il Sindona era stata da lui raccolta - in non meglio precisati ambienti della Questura di Palermo - già l'anno prima all'atto stesso, cioè, dell'arresto dello Spatola e di numerosi altri denunziati e che già a quell'epoca la notizia era stata data, sia pure con minore risalto, dalla stampa cittadina (v.f.5-6-11-12). Naturalmente negli articoli apparsi nel Maggio 1980 non era stato avanzato alcun sospetto a carico del Dr. Impallomeni perché si ignorava allora la circostanza che egli fosse iscritto alla P.2>>.

Orbene, dalla superiore esposizione emerge che il giornalista La Licata apprese la notizia della esclusione del nome di Sindona - poi rilanciata il 18 giugno 1981, giorno in cui il G.I. emise mandato di cattura per associazione per delinquere a carico del banchiere - da << non meglio precisati ambienti della Questura di Palermo(…) all'atto stesso (…) dell'arresto dello Spatola e di numerosi altri denunziati>>.

Se, dunque, la fuga di notizie ebbe origine dalla Questura, la protesta di estraneità ad essa da parte dell’imputato non è credibile.

Ed infatti, la oggettiva idoneità della fuga stessa a manifestare all’esterno una dissociazione dal metodo e dagli obbiettivi del gruppo di lavoro insediato dal Questore Immordino, si correla, in chiave indiziaria e di riscontro alle dichiarazioni del pentito Francesco Di Carlo.

Deve, cioè ritenersi, avuto riguardo alle dichiarazioni del collaborante sulla sicurezza ostentata da Giovanni Bontate, che tale dissociazione fu funzionale a spiegare perché fossero state tradite le attese dello stesso Bontate, e che venne posta in atto con una efficacissima leva mediatica, costituita dall’impatto della notizia della eliminazione del nome di Michele Sindona in un contesto di sospettate complicità con l’allora Dirigente della Squadra Mobile, dott. Impallomeni; tutto questo, in modo da colpire, il Questore Immordino, che aveva voluto l’Impallomeni con sé a Palermo.

D’altra parte, lo stesso imputato, nella relazione del 24 giugno 1981 indirizzata all’Ispettore Generale Zecca (intitolata nell’oggetto “Operazione antimafia maggio 1980 - Vicenda SINDONA Michele e trascritta dopo la pag. 15 del volume XII dei Motivi nuovi di Appello) ammise - né, per la sua posizione, avrebbe potuto negarlo, correndo, oltretutto, il rischio di essere smentito - di conoscere <<da anni LA LICATA, come del resto tutti gli altri giornalisti palermitani che si occupano di cronaca nera e giudiziaria>> precisando di non avere con lui <<rapporti di amicizia sul piano personale anche se sono ottimi i rapporti sul piano professionale>>.

Oltretutto, osserva questa Corte, la capacità di sfruttare la leva mediatica in relazione al proprio ruolo istituzionale emerge sovente dalle annotazioni nelle agende dell’imputato: a titolo di esempio, alla data del 18 ottobre 1979 (giorno dell’arresto di Rosario Spatola nell’ambito delle indagini sulla scomparsa di Michele Sindona, delegate dalla Autorità Giudiziaria Romana) è vergato un appunto riguardante la comunicazione della notizia all’ANSA, alla Rai, al quotidiano “l’Ora” ed al quotidiano “il Diario”.

Devono, conclusivamente, essere pienamente condivise le osservazioni svolte dal Tribunale sulla vicenda in esame, e, conseguentemente, essere disattese le censure dei difensori appellanti.

CAPITOLO XVI




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