Capitolo I lo svolgimento del processo



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PG dott. Gatto:il pugile, e c'era anche il dottor Contrada allora ?

Siino:si', certo , io questo l'ho detto anche prima.

PG dott. Gatto: allora queste mangiate sono state parecchie, parecchie volte ?

Siino:no, io ho visto il dottor Contrada una o due volte in queste mangiate.

Pg dott. Gatto: una, o due volte>> (pagine 89 e 90 trascrizione udienza 4 dicembre 1999).

Un ulteriore vulnus alla intrinseca attendibilità di Angelo Siino deriva dalle risposte alle contestazioni mosse dal Procuratore Generale nel corso dell’esame assunto in questo giudizio di rinvio; esame disposto perché lo stesso Siino, nel processo a carico del funzionario di Polizia Ignazio D’Antone (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa), aveva narrato circostanze di interesse in ordine ai rapporti tra Contrada, Bontate e Riccobono.

Egli, in particolare, aveva fatto riferimento al contesto dell’omicidio dell’agente di Polizia Gaetano Cappiello, avvenuto a seguito di un tentativo di estorsione nel territorio di influenza mafiosa dello stesso Riccobono.

Come si rileva dalla sentenza appellata (pagine 557- 558) <

La sera del 2/7/1975, venne predisposto un servizio di appostamento, nel tentativo di sorprendere gli ignoti malfattori che avevano concordato telefonicamente, con il predetto industriale un appuntamento per la consegna del denaro. Il Randazzo si presentò all’appuntamento a bordo della propria macchina, dentro la quale aveva preso posto, nascosto nella parte posteriore, l’agente di P.S. Gaetano Cappiello, mentre altro personale della Squadra Mobile, con varie forme di copertura, presidiava la zona.

Quando due individui, con il volto parzialmente coperto, si avvicinarono al Randazzo, l’agente Cappiello uscì dallo sportello posteriore dell’autovettura nel tentativo di sorpenderli, ma fu immediatamente raggiunto da alcuni colpi esplosigli contro da uno dei due malfattori, che lo ferirono mortalmente, mentre altri colpi ferirono gravemente il Randazzo>>.

Il Procuratore Generale ha contestato al collaborante le dichiarazioni rese, nel processo D’Antone, all’udienza del 22 gennaio 2000. Segnatamente il Siino aveva riferito che, a seguito dell’omicidio Cappiello e delle attenzioni investigative che ne erano derivate nei riguardi della sua cosca, Rosario Riccobono era intenzionato a fare sopprimere Angelo Randazzo. Tale eventualità, tuttavia, era stata scongiurata, a fronte del pagamento di una forte somma grazie, ai buoni uffici di Stefano Bontate, spinto sia da esponenti massoni, sia da Contrada, a perorare la sua salvezza:

<< A conseguenza di questo, il… Angelo Randazzo doveva essere ucciso però era massone. A un certo punto, quando capì il danno che aveva fatto, intervenne Stefano Bontade in persona nei confronti di Rosario Riccobono e fu salvato. Fu salvato, gli costò carissimo, addirittura lo mise quasi sul lastrico perché praticamente tutta questa operazione gli costò centinaia di milioni di allora che erano miliardi di oggi. Per cui, evidentemente, ebbe poi grosse conseguenze finanziarie da questo problema. Però naturalmente in tutto questo, so ce c'è stato l'apporto preciso anche del dottor Contrada”>>, apporto consistito nell’interessarsi con Stefano Bontate per <<mettere a posto la cosa>> (pagine 20,21 e 25 trascrizione udienza 30 gennaio 2004).

Nel presente procedimento, invece, il Siino ha attribuito l’interessamento del Bontate unicamente ad una iniziativa sua, di Michele Barresi e di Giacomo Vitale (quest’ultimo cognato del Bontate) massoni iscritti alla loggia Orion della Camea, al pari di lui stesso e di Angelo Randazzo.

Alla domanda del Procuratore Generale <<E nessun altro ebbe a sollecitarlo?>> ha risposto <<Io, che io ricordi in questo momento, no, non mi pare>> (ibidem, pag. 17).

Incalzato dal Procuratore Generale, ha dichiarato: << Che poi quale sia stato il… cioè, praticamente io non posso… non ricordo in questo momento quale possa essere stato invece l’apporto attivo, come sembra trasparire da quello che ho dichiarato io>>, (ibidem, pag. 26).

Alle successive sollecitazioni del Presidente, infine, ha sfumato in termini ipotetici il tema del presunto interessamento di Contrada:

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