Capitolo I lo svolgimento del processo



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ah, per non stare fèrmo là... VERNENGO







pausa 4s) VERNENGO mi pari una

Mi sembra una brava persona. È vero?







brava persona, è veru? (pausa 2s) Pi u

Per il naso non se la fa passare, è vero?







nasu un si la fa passari, veru è? ...




36:07

Gottuso

Non lo so (inc.) ... però è troppu precisu

Non lo so (inc.)...però è troppo







(pausa 2s) educatu (pausa 5s, int.) pisu

preciso...educato ...peso per peso, è







I isu, è diversu u discursu.

diverso il discorso.

36:23

(pausa 3s, interruzione)

36:26 '

Gottuso

(quannu ficiru) quannu ficiru a ritata

(quando hanno fatto) quando hanno fatto







nall'ottanta (inc.)

la retata nell'ottanta (inc.)

36:29

1° Piero

(inc.)




36:31

Gottuso

(Inc. 2)

~-`

36:33

1° Piero

C'era uru iddu dda dintra?

C'era pure lui là dentro?

























36:34

Gottuso

C'era iddu, c'era iu...

C'era lui, c'ero io...

36:36

1° Piero

(inc., pausa 3s)




36:39

Gottuso

Ci purtava a machina (cucinu) Saru (inc.,

pausa 3s, inc.) me cucinu SaSaru ci avia

fattu (u cumprumesso) a iddu, Ruggeru,

era (inc.) ... ci a sequestrarti...



Gli portavo la ntacchina (cugino) Saro.

(inc.) mio cugino Saro gli aveva .fatto

(compromettere) a quello, Ruggero, era

(inc.), gliela sequestrarono...

36:53

1° Piero

(u zu Saru RICCUBONU) puru forti era!

(inc., pausa 2s)



( lo zio Saro RICCON0) pure forte era.' (inc.)

36:57

Gottuso

Finì a villa e fineru tutti cosi ...

È finita la villa e finirono tutte cose...

37:00

1° Piero

E finiu puru iddu!

Ed è finito pure lui!




Pausa con musica e interruzioni, da

37'01" a 37'31"

37:31

Gottuso

Brunu CONTRADA (pausa 3s, int.) chi malandrinu (pausa 6s) i palli quantu na

rota di machina (pausa 3s)



Bruno CONTRADA... che malandrino... le

palle quanto una ruota di macchina...

37:47

1° Piero

Puru a galera si fici! ...

Pure la galera si è fatto!

37:51

Gottuso

Avi i palli quantu na rota di machina

(pausa 5s) I'atra vota u vitti, mischinu ...

Ha le palle quanto una ruota di macchina ... l'altra volta l'ho viso, poverino...

38:00

1° Piero

Ora si purtò...all'ultime elezioni,

all'ultime (inc.)...



Ora si è candidalo... alle- ultime elezioni, alle ultime (inc.)...

38:03

Gottuso

(Se, uora)...

Si, ora...

38:04

1° Piero

Ma chi fici menti?

Ma che ha fatto niente?

38:06

Gottuso

(inc.)

(inc.)

38:07

1° Piero

Ah? (pausa 3s)

Ah?

38:11

Gottuso

(inc.)




38:14

Gottuso

(inc., pausa 2s, int.)




38:17

Gottuso

(inc. 2, pausa 2 s)




38:21

Gottuso

...iddu ni fci scappari (pausa 3s)

N'avvisò, dici "stanno vinennu i sbirri"

(int., pausa Ss)


(inc.) ...lui ci ha fatto .scappare. Ci avvisò, dice "stanno venendo le guardie... ".

38:32

Gottuso

e ci ha spardare I'aricchi, ci a purtavu iu

chidda notti ... u MUTOLO dici v signor

ca ci la purtò iddu ...


e gli devo strappare le orecchie, gliel'ho portata io quella notte ..Il signor MUTOLO dice che gliel'ha portata lui...

38:39

1° Piero

U signor?

Il signor?

38:40

Gottuso

MUTOLO...

MUTOLO...

38:41

1° Piero

Ah!

Ah!

38:41

Gottuso

quannu si pintiu (pausa 2s) tal'è cca chi

ci avia purtatu (pausa 5s)



... quando si è pentito ... guarda qua che ci avevo portato

38:49

1° Piero

ma MUTOLO puru assai ni dissi fissarii,

eh? (pausa 2s)



ma MUTOLO pure molte ne ha dette fesserie, eh:'

38:54

Gottuso

~


Iddu quannu ... scumpariu me (cucinu

dalla Mafia) ... quantu minchiati dissi! ...

Picchi iddu unni era? ...


Lui quando è scomparso mio (cugino dalla Mafìa quante fesserie ha detto!

Perché lui dove era?

39:03

1° Piero I

Scinnissi (inc.)

Scenda (inc)

39:06

Gottuso

Unni era iddu?

Dove era lui?

I a 39'13" Si sente chiudere uno sportello di macchina e continua a sentirsi la musica con alcune interruzioni, fino a fine registrazione (42.109

'

interruzioni, fino a fine registrazione (42'10")



Orbene, la prima parte della conversazione riguarda tale Vernengo (minuto 35.51), che si dice essere stato catturato nel 1980 nell’ambito una retata (minuto 36.26) cui lo stesso Gottuso dice di essersi personalmente sottratto (minuto 36.34).

Il collegamento con le parole immediatamente successive (minuto 36.39) <<me cucinu Saru ci avia fattu (u comprumessu) a iddu, Ruggeru…era (inc. ci a sequestraru)..>>, cioè <<mio cugino Saro gli aveva fatto (il compromesso) a quello, Ruggero, era (inc.) gliela sequestrarono>> individua il Vernengo nell’omonimo Ruggero, acquirente di una villa sequestrata, promessa in vendita da tale “Saro”, che il Gottuso dice essere suo cugino e che immediatamente dopo (minuto 36.53), è indicato dal Landolina in Rosario Riccobono103.

Il sequestro della villa, infine, è correlato alla retata ed alla fine del Vernengo (<<E’ finita la villa e finirono tutte cose… E è finito pure lui>>).

Dopo una pausa con musica ed interruzioni, protratta per trenta secondi (dal minuto 37.00 a al minuto 37.31) il Gottuso menziona Contrada, manifestando la sua ammirazione per lui.

Gli riconosce, infatti, di essere un gran “malandrino” (“chi malandrinu”, cioè “che malandrino”); quindi , dopo avere taciuto per sei secondi, gli riconosce, addirittura, di avere “le palle quanto una ruota di macchina”, ripetendo questo apprezzamento dopo che il Landolina ha rimarcato << Pure la galera si è fatto!>>104.

Quindi, i due commentano la candidatura di Bruno Contrada <<alle ultime elezioni>> (le consultazioni per l’elezione dei componenti dell’Assemblea regionale siciliana, successive alla sua assoluzione all’esito del primo dibattimento di appello) ed il suo insuccesso (<<ma chi fici niente?>>, min. 38.04).

I successivi quindici secondi sono scanditi da una sequenza di parole incomprensibili e di pause, cui seguono le parole <<..iddu ni fici scappari (pausa 3s) N’avvisò, dici “stanno vinennu i sbirri””, e cioè <<…lui ci ha fatto scappare. Ci avvisò, dice”stanno venendo le guardie”>>.

Orbene, alla stregua delle puntuali indicazioni offerte dal perito prof. Paoloni, appaiono superabili i rilievi mossi dal consulente tecnico della Difesa, prof. Luciano Romito, con le “controdeduzioni” depositate il 28 ottobre 2004.

Il prof. Romito, in particolare, pur riconoscendo la correttezza dell’impostazione metodologica dell’indagine peritale, obietta che:



  • il segnale non può essere migliorato in maniera evidente e sostanziale da un'operazione di filtraggio, in quanto il segnale di maggior disturbo, cioè la musica ed il canto, s'intreccia con le voci intercettate (pag. 3 delle “Controdeduzioni”);

  • il rapporto che il perito ha ritenuto accettabile tra il livello del segnale ed il livello del rumore consente la la comprensione delle parole in misura pari al 75%, e la comprensione delle frasi (per tutti i processi di ricostruzione del segnale e quindi di inferenza) con una percentuale di intelligibilità dell’85-90%;

  • tale rapporto, quindi, non offre la certezza del 100% e non esclude l’influenza di interpretazioni soggettive dell'operatore (ibidem, pag. 4);

  • la porzione di conversazione di maggiore interesse è caratterizzata, in un breve arco di tempo, da una musica cantata con voce da tenore per tutta la registrazione, da numerose cadute di segnale, interruzioni, aumento della velocità di scorrimento del nastro o suo rallentamento e da 3 “cliks” che si sovrappongono al segnale oggetto di indagine (ibidem, pag. 9).

Il prof. Romito, infine, ha osservato << Nel laboratorio di fonetica dell’Unical sono stati effettuati esperimenti su soggetti palermitani. È stata sottoposta la frase oggetto di discussione con diverse trascrizioni possibili (comprese quelle effettuata dal perito). Le risposte avute sono state le più diverse. Sicuramente la trascrizione effettuata dal perito è una tra le trascrizioni possibili, mi chiedo però quanto possa valere presentarne una al posto di un'altra in una situazione di segnale così degradato. Quindi per concludere, dopo le puntuali corrette premesse effettuata dal perito nei capitoli dal secondo al quinto, dopo le attente analisi su tutte le alterazioni nelle cadute di segnale, quando la trascrizione effettuata può essere considerata oggettiva, quale è il valore scientifico non dell'analisi, ma bensì dell'interpretazione di un segnale con caratteristiche acustiche così basse?>> (ibidem, pag.19).

Orbene, posto che il perito prof. Paoloni ha premesso che un margine di interpretazione è connaturato alla trascrizione di una intercettazione ambientale, questa Corte condivide la valutazione secondo cui può ritenersi rassicurante un rapporto tra il livello del segnale ed il livello del rumore corrispondente ad una comprensione delle frasi, e dunque del loro contesto, dell’85-90%, anche perché lo stesso perito ha avuto cura di evidenziare i passaggi di dubbia decodificazione.

Allo stesso modo, in ordine alla utilità della operazione di filtraggio, lo stesso perito ha evidenziato i passaggi in cui la prevalenza della musica napoletana ascoltata dai conversanti ha impedito di individuare le loro parole.

Inoltre, le cadute di segnale, le interruzioni, ed 3 “cliks” che si sovrappongono al segnale oggetto di indagine non hanno impedito la ricostruzione della conversazione captata, nelle parti di cui i periti hanno potuto dare contezza ( ad esempio, la parola “macchina” in corrispondenza del minuto 37.31, che il consulente tecnico della Difesa dice essere oscurata da un clik, è stata certamente pronunziata, giacchè segue come genitivo alle parole “ruota di” e viene ripetuta subito dopo, al minuto 37.51).

Infine, il prof. Romito non ha precisato quali sarebbero le possibili trascrizioni alternative a quella peritale, che egli ha dichiarato di avere enucleato a seguito di <>.

Posto, dunque, che non è dato dubitare della affidabilità della trascrizione del perito prof. Paoloni, per ragioni di brevità espositiva non si è ritenuto necessario riportare la parte di conversazione tra il Gottuso ed il Landolina che precede il riferimento ad una retata ed a Contrada, e che, tuttavia, non è priva di interesse, vertendo su vicende e figure umane inequivocabilmente riconducibili ad un contesto delinquenziale e mafioso.

Segnatamente, si parla della scarcerazione di un tale Gino Dragna (min. 26.21); i conversanti, poi, menzionano un certo Carmelo, elogiando il fatto che fa pervenire ogni mese i soldi ai carcerati (min. 28.16) pur morendo di fame (min. 28.25) e successivamente parlano di tre rapine in un mese, commesse da tale Vincenzo Giacalone, e della scomparsa di sei autocarri (minuto 31.23).

Per quanto riguarda, invece, la parte di più diretto interesse per il presente giudizio, è certo il riferimento ad una retata in una villa promessa in vendita da Rosario Riccobono a Ruggero Vernengo, poi sottoposta a sequestro, retata alla quale, nel 1980, si sarebbe sottratto il Gottuso (non è possibile stabilire se al momento dell’irruzione degli agenti operanti ovvero preventivamente, a seguito di avvisi in ordine a controlli di polizia nella zona).

La Difesa ha sostenuto che non vi è prova del collegamento, alla stregua della trascrizione peritale, tra questa vicenda ed i successivi apprezzamenti di Gottuso e Landolina sull’imputato, così come sul nesso tra tali, positive considerazioni dei due conversanti e la successiva affermazione del Gottuso (min. 38.21) : << (inc)… lui ci ha fatto scappare. Ci avvisò, dice”stanno venendo le guardie>>.

Osserva questa Corte che i tre segmenti della conversazione non sono separati da interruzioni di natura tale da giustificare il dubbio che non si tratti del medesimo contesto discorsivo.

Ed invero i trenta secondi che intercorrono tra il minuto 37.00 ed il minuto 37.31 sono occupati da una pausa, cioè da una intenzionale sospensione del discorso, sia pure annotata dai periti come “Pausa con musica ed interruzioni”.

Il collegamento tra la retata e la figura di Bruno Contrada è avvalorato,poi, dalle stesse dichiarazioni rese dal Gottuso in qualità di imputato di reato connesso.

Egli, infatti, all’udienza del 25 novembre 2004, richiesto di chiarire il senso della sua allusione alla retata in parola, ha - in palese contrasto con il tenore ed il senso complessivo delle frasi captate - sostenuto di avere parlato di una retata per escludere che l’imputato, in quanto uomo di mondo e uomo dello Stato, potesse rendersi responsabile di “soffiate” in favore di “Cosa Nostra”: <> (pag. 20 della trascrizione).

E’ incontrovertibile, inoltre, ad avviso di questa Corte, che gli interlocutori (in particolare, il Gottuso, nato il 15 marzo 1946 e quindi in grado di riferire, per esperienza diretta, fatti accaduti tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta del novecento, a differenza del Landolina, nato nel 1976) esprimano nei confronti di Contrada una ammirazione che si ricollega tipicamente - nel sentire mafioso - alla sua “tenuta”, e cioè al non avere parlato nonostante il carcere.

In tale cornice, l’immagine delle “palle quanto la ruota di una macchina non può essere intesa come un riconoscimento della lealtà istituzionale dell’imputato: lo stesso Gottuso, infatti, dice di Contrada <<Chi malandrinu>> (min. 37.31 della conversazione) 105.

D’altra parte, non è concepibile che un soggetto come il Gottuso, che non parla certamente di agiografia, ma descrive figure e contesti mafiosi e delinquenziali, solidarizzi con un poliziotto leale.

Piuttosto, il suo commento ha delle evidenti assonanze con quello che il pentito Gaetano Costa ha riferito di avere sentito fare al mafioso Vincenzo Spadaro, alla fine del 1992, mentre si trovava detenuto con lui all’interno del carcere dell’Asinara. Lo Spadaro, infatti, guardando alla televisione un servizio giornalistico riguardante l’arresto dell’imputato, si era portato le mani ai capelli, accompagnando tale gesto, con la frase dialettale “nnu consumaru!“ (letteralmente traducibile nella frase “ce lo hanno consumato”).

La Difesa,poi, ha posto in dubbio il nesso tra il pronome “iddu”, seguito dalla frase <<ni fici scappari (pausa 3 s) N’avvisò, dici “stanno vinennu i sibirri (int.pausa 5 s) >> (min. 38.21), le espressioni di ammirazione sul conto di Contrada ed il precedente riferimento ad una retata; dubbio che nascerebbe dal fatto che, per diciassette secondi, dopo che si è parlato della mancata elezione dell’odierno imputato, figurano quattro “incomprensibile”.

Anche in questo caso, tuttavia, il nesso logico tra tale operazione di polizia, la fuga del Gottuso,” l’indicazione di colui che l’aveva resa possibile (“iddu”) e le espressioni di elogio nei riguardi di Contrada è talmente stretto da fugare qualsiasi dubbio correlato ai pochi secondi in cui il segnale si interrompe o la conversazione non è comprensibile.

In conclusione, anche se non è stato dimostrato quali fossero il contesto ed il luogo della retata, l’indicazione del coinvolgimento di Bruno Contrada, operata in una conversazione assolutamente spontanea, assume comunque un rilevante spessore indiziario nel quadro complessivo degli elementi che, unitariamente valutati, conducono alla affermazione della sua responsabilità106.


CAPITOLO XXIX





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