Capitolo II



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DiSAL – SNALS – CISEM – DiESSE

Corso per il concorso ordinario alla dirigenza scolastica statale

Milano - 10.a relazione – febbraio 2005


Sistema nazionale di valutazione, verifica della qualità della formazione e valutazione di istituto

Materiali

Angelo Maraschiello - Esperto ricercatore

Capitolo II - L’autovalutazione dell’istituto scolastico



1. perchè l’autovalutazione
“ Progettare e realizzare interventi di educazione, formazione e istruzione”.

L’attribuzione dell’autonomia agli istituti scolastici ha l’effetto di determinare il trasferimento di una quota consistente di “potestà di scelta” nella definizione dei contenuti e delle caratteristiche del servizio formativo offerto dalle singole unità scolastiche. Se prima dell’autonomia le scelte essenziali venivano elaborate al livello centrale ed all’istituto non rimaneva che applicarle, ora molte di tali scelte fanno capo direttamente al singolo Istituto, che deve evidentemente attrezzarsi per acquisire la cultura organizzativa e le capacità operative per poter efficacemente esercitare tale “potestà”.

All’Amministrazione centrale rimane il compito di garantire la presenza uniforme sul territorio nazionale degli elementi essenziali delle diverse tipologie di offerta formativa.1

Il singolo istituto ha il compito di progettare e realizzare (R. A., art. 1/c.2) «interventi di educazione, formazione, e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento».

Ogni istituto deve conseguentemente organizzare la propria offerta di Servizio formativo «al fine di garantire il successo formativo», considerando gli elementi di quadro che gli vengono forniti ed i relativi spazi di flessibilità, e le informazioni che rileva direttamente sui bisogni formativi espressi dal territorio e le risorse disponibili.
Garantire il successo formativo

Il compito di ciascun istituto scolastico non è più dunque solamente quello di programmare ed erogare un corso rispettando le prescrizioni ministeriali (sequenza delle discipline, programmi, ore, ecc.), ma deve organizzare, attuare e controllare il proprio intervento in modo da assicurare a tutti gli alunni che hanno accolto la sua offerta, l’acquisizione delle competenze essenziali per poter affrontare con successo la molteplicità di compiti richiesti dalla società per i diversi ruoli ricoperti ( studente, cittadino, genitore, lavoratore,…). Non basta più offrire un buon corso, aggiornato e rigoroso per i contenuti trattati, ma occorre mettere a disposizione una molteplicità di servizi, anche personalizzati, capaci di permettere a ciascuno degli iscritti la possibilità di trarre dalle esperienze offerte, il massimo di “utilità” per il proprio sviluppo personale.

Il compito che viene assegnato al singolo Istituto scolastico è quindi per molti aspetti nuovo e richiede necessariamente una revisione profonda delle modalità di definizione dei contenuti dell’offerta e di organizzazione e realizzazione del servizio formativo. Si tratta di definire ed organizzare una molteplicità di fattori tenendo conto delle richieste e delle aspettative, spesso divergenti, di numerosi soggetti. Soprattutto si tratta di sviluppare una ricerca continua di modelli di analisi, progettazione, organizzazione delle risorse, gestione e controllo capaci di proporre soluzioni efficaci ed efficienti ai problemi legati alla realizzazione della finalità .

Valutare per essere in grado di rendere conto

Ogni scuola definisce in base a scelte proprie quali caratteristiche attribuire al successo formativo e quali modalità intende adottare per garantirne il raggiungimento a tutti i propri allievi: l’offerta formativa di ciascun istituto (all’interno dei riferimenti definiti centralmente) sarà di conseguenza diversa.

I potenziali clienti del servizio scolastico sceglieranno, effettuando un confronto tra diverse offerte, quale meglio corrisponde alle proprie aspettative ed alle proprie necessità. Dal momento in cui sulla base del Piano dell’offerta formativa lo studente si iscrive, per l’istituto scolastico si stabilisce un obbligo ad erogare il servizio secondo quanto dichiarato.

È evidente che se la decisione di frequentare (o di far frequentare al proprio figlio) un percorso formativo piuttosto di un altro è stata determinata dalla condivisione dei contenuti dell’offerta, i destinatari del servizio pretenderanno che ci sia corrispondenza tra gli obiettivi formativi e le modalità ed i servizi per realizzarli, dichiarati nel POF, e quanto effettivamente accade a scuola.

Essere in grado di fornire spiegazioni documentate diventa quindi essenziale per l’istituto se intende mantenere e sviluppare la soddisfazione dei propri clienti.
Valutare per permettere la scelta delle caratteristiche del servizio da erogare

Se mancano precise e documentate informazioni su quello che si sta facendo, le scelte su cosa occorre fare rimangono basate su sensazioni, su percezioni molto parziali della realtà ed il rischio che si decida di intervenire su aspetti marginali del servizio, tralasciando di affrontare le criticità più importanti per la realizzazione delle finalità e degli obiettivi dichiarati, è evidentemente molto alto.


I clienti del servizio valutano sempre; occorre supportare tale valutazione fornendo informazioni corrette e complete

La qualità del servizio scolastico è direttamente collegata alla valutazione che del servizio stesso fanno gli utilizzatori, e non si può considerare raggiunta indipendentemente da essa, anche se la scuola riesce a realizzare senza eccezioni significative gli obiettivi contenuti nella sua offerta, e nemmeno se è in grado di adottare, in modo condiviso da tutti gli operatori, i modelli e le soluzioni più avanzati, più razionali, addirittura più conformi alle prescrizioni delle norme elaborate per i Sistemi Qualità.

I clienti valutano sempre il servizio ricevuto, ma:

i clienti sono diversi (gli alunni, le famiglie, l’amministrazione centrale e periferica, gli enti locali, la comunità sociale, il mondo del lavoro, gli operatori interni, …) hanno aspettative ed obiettivi diversi, in qualche caso divergenti;

i clienti valutano con criteri propri, spesso utilizzando solamente le informazioni immediatamente disponibili, senza effettuare controlli, senza sforzarsi di comprendere la complessità degli elementi in gioco.

La valutazione c’è sempre ed è “ rischiosa”, perché nel caso di insoddisfazione può determinare il rifiuto del servizio proposto e la ricerca di alternative. Diventa perciò indispensabile supportare la valutazione dei clienti operando per renderla meno legata a percezioni superficiali o a pre-giudizi. Occorre fornire loro informazioni chiare, essenziali, complete e tempestive, che è necessario possedere.


Le aspettative dei clienti crescono al crescere della qualità del servizio; é necessario riprogettare continuamente il miglioramento del servizio

Le aspettative dei clienti del servizio e la soddisfazione per quanto ricevuto si modificano continuamente. Quanto più la qualità del servizio ricevuto è percepita come scadente, tanto più si ridurranno le aspettative ( in chi non può scegliere servizi alternativi); più alta sarà la soddisfazione e maggiormente cresceranno le attese.

La “Qualità” non si potrà mai considerare raggiunta ma sarà necessario accogliere e praticare la logica del miglioramento continuo. Per poter ri-progettare continuamente il servizio sarà perciò indispensabile possedere informazioni precise e complete sui risultati prodotti dall’attività didattica e sulle cause che hanno determinato i risultati positivi e quelli negativi.

La valutazione non può essere un’attività saltuaria, parziale improvvisata.

Affinché la ricerca produca un miglioramento continuo della capacità della scuola di soddisfare i bisogni dei propri clienti è necessario che la scuola stessa sia in grado di apprendere dalle esperienze effettuate, valorizzando le modalità che si sono rivelate positive e intervenendo, per modificarle su quelle che hanno manifestato problemi di efficacia e di efficienza. Per apprendere dall’esperienza è innanzitutto necessario conoscerla; è necessario sapere che cosa è successo in ognuno dei momenti nei quali l’esperienza si è sviluppata, per poi potersi domandare perché è successa quella cosa e non un’altra.

Se la valutazione, come accade, viene effettuata saltuariamente, senza un programma preciso, senza utilizzare procedure e strumenti definiti e condivisi, affrontando solamente alcuni elementi del processo di produzione del servizio e trascurandone altri (perché difficili da rilevare o pericolosi per la pace interna) viene a mancare l’elemento essenziale affinché l’organizzazione possa apprendere dall’esperienza e possa quindi migliorare la capacità di rispondere ai bisogni formativi ed alle domande che le vengono rivolte.

Occorre quindi impostare ed attivare un servizio interno di controllo e valutazione che operi con continuità ed affronti tutti gli aspetti del sistema. Ma occorre anche che le procedure di valutazione siano condivise ed applicate senza deroghe.

Le informazioni prodotte dal sistema di valutazione interno potranno arricchirsi e collocarsi nel contesto generale attraverso il confronto e l’integrazione con sistemi di valutazione di altre agenzie formative e con il sistema di valutazione nazionale.
La valutazione non è un’attività asettica: determina reazioni e conflitti.

Che progettare, realizzare, mantenere e sviluppare un efficace ed efficiente Sistema di Valutazione interna del servizio erogato sia una attività indispensabile per qualsiasi Istituto Scolastico è riconosciuto dalla maggior parte degli operatori della scuola. Pochi istituti però dispongono di un valido sistema di valutazione dei risultati ottenuti e delle modalità attuate per produrli. Questo in parte è determinato dalla difficoltà di rilevare e valutare fenomeni qualitativamente complessi, ma è un fatto che spesso non vengono nemmeno rilevati, elaborati e considerati gli aspetti quantitativi del servizio, facilmente disponibili. Valutare il servizio vuol dire necessariamente valutare anche:

la qualità delle scelte strategiche e della pianificazione della organizzazione;

la qualità della progettazione dei percorsi formativi;

la qualità della leadership e degli organi collegiali;

la qualità della gestione delle risorse personali e strumentali;

la qualità delle prestazioni fornite dagli operatori della scuola (oltre naturalmente a quelle degli altri soggetti coinvolti).

Tutto questo determina reazioni e conflitti. Reazioni di chi sente messa in discussione la propria qualità professionale ed invaso il territorio ritenuto di esclusiva pertinenza, e conflitti legati alle diverse interpretazioni di ciò che andava fatto e delle relative responsabilità. La scelta allora diventa quella di privilegiare la “pace” all’interno dell’organizzazione piuttosto del suo miglioramento a favore degli alunni.

Si tratta di stabilire se è possibile gestire la nuova scuola realizzando i nuovi compiti continuando a privilegiare i bisogni dei fornitori del servizio piuttosto che i bisogni di coloro per i quali il servizio è stato istituito, o se è diventato indispensabile accettare di costruire una organizzazione che metta ognuno di fronte alle sue responsabilità, accogliendo i conflitti come un elemento inevitabile, non sempre negativo, della vita dell’organizzazione stessa.

D’altra parte è anche vero che molti dei malumori e della percezione di valutazioni ingiuste nascono per la indeterminatezza di quello che si deve fare e di come dev’essere fatto, ognuno convinto che la sua interpretazione sia quella giusta, mentre un sistema di valutazione per funzionare ha innanzitutto bisogno che siano definiti e condivisi i fini del progetto educativo, e i modi in cui si intende realizzarlo. Per poter valutare è necessario aver definito con precisione ed aver concordato gli elementi essenziali del servizio che si intende offrire.







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