Capitolo XXX



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MAURO ORSATTI

LE STRADE DELLO SPIRITO

Meditazioni sul libro Atti degli Apostoli

Editrice Ancora

Milano 2007

Alla zia Adesinda

con riconoscenza

per 30 anni di premurosa vicinanza

Prefazione

Dopo il commento ai quattro vangeli, quello degli Atti degli Apostoli era un “debito” con l’Editrice Ancora e, più ancora, con i lettori. La storia di Gesù continua nella storia della Chiesa, lo Spirito del Risorto vivifica la comunità dei credenti, rendendola idonea alla missione.


Il metodo è quello già collaudato e applicato nelle precedenti pubblicazioni e che risponde ai passaggi della lectio divina. Sono scelti alcuni brani che favoriscono una visione complessiva del libro e sono presentati con una spiegazione piana ed essenziale, fruibile anche dal lettore non specialista. Il «Commento» mira alla comprensione del testo biblico e orienta verso la rilettura della propria vita alla luce della Parola. Ciò è favorito anche da una serie di domande che costituiscono la breve sezione «Domande alla vita e per la vita», posta dopo il commento. A conclusione, la «Preghiera» invita a trasformare in Parola pregata quanto è stato precedentemente letto e approfondito. Tutto questo in vista di una vita cristiana vissuta genuinamente e in piena consonanza con la volontà divina. Il fiat voluntas tua rimane la stella polare che orienta il nostro agire.

Per ovviare in parte alla mancanza di un commentario completo, sono inseriti approfondimenti tematici (lo Spirito e la chiesa, la Parola, le donne negli Atti, in viaggio con Paolo) che attraversano tutto il libro. Tale prospettiva di sintesi si combina con quella dell’analisi di alcuni brani.


La lettura degli Atti degli Apostoli ha il fascino della cose sublimi e la semplicità delle cose familiari. È un piacevolissimo incontro con la storia della prima comunità cristiana, la nostra comunità madre, animata dallo Spirito, il grande regista di tutto il libro.
Spero e auspico che il lettore, ricco dello Spirito ricevuto nel battesimo, possa essere sollecitato anche da questo modesto sussidio per ritemprare la sua vita spirituale e valorizzare il suo vissuto quotidiano.

Mauro Orsatti


Pentecoste 2007

ATTI DEGLI APOSTOLI


INTRODUZIONE
Non tutti i cristiani hanno letto il libro degli Atti degli Apostoli per intero; eppure non ne esiste uno che non abbia sentito parlare della Pentecoste, del martirio di Stefano o della conversione di Paolo. In questi ultimi anni assistiamo ad un rinnovato interesse, perché a questo libro si richiamano numerosi gruppi ecclesiali o persone che intendono fondare il loro servizio ai poveri, condurre una vita in comunione fraterna, e lasciarsi guidare dagli impulsi dello Spirito che continua la sua primavera missionaria.

Possiamo dire che gli Atti sono tra i libri più letti e apprezzati del Nuovo Testamento. Un sostanzioso cammino è stato compiuto dal tempo del teologo greco Crisostomo (IV-V secolo), quando ne lamentava la poca conoscenza da parte dei cristiani. A chi si accinge ad un primo incontro con la Bibbia, il libro offre una spiegazione e un primo orientamento sulla rivelazione neotestamentaria. Di più, esso ha il pregio di una non comune trasparenza che permette, attraverso l'intreccio degli avvenimenti, di gettare uno sguardo sull'opera che Dio compie in Cristo, attraverso lo Spirito. La comunità ecclesiale in particolare e il mondo intero in generale sono lo scenario che dispiega le meraviglie di Dio.

Nessun cristiano dovrebbe sottrarsi al fascino di questo racconto-annuncio e quindi dovrebbe leggere e studiare il libro. Come fare? Esistono diversi approcci al libro degli Atti, come diversi sono i modi di studiare un arcipelago:

- Si può studiare solo un'isola, quella ritenuta più importante, tralasciandone tante altre, pure belle. Così accade con gli Atti quando si considera un solo aspetto, come nel caso della 'comunità perfetta' di 2,42-47.

- Si può studiare l'isola considerandola parte dell'arcipelago e dove, accanto ad isole paradisiache, si incontrano isolotti rocciosi e selvaggi. Gli Atti presentano pagine stupende, ma pure episodi incresciosi come quello di Anania e Saffira (5,1-11) o quello del mago Elimas (13,8-12). Il navigatore non sarà ugualmente entusiasta, in compenso avrà un quadro più generale dell'arcipelago e potrà scegliere con maggior cognizione di causa.

- Si può visitare e studiare l'arcipelago improvvisandosi sommozzatori, sapendo che le isole sono la parte visibile di un mondo sommerso, la cui esplorazione può riservare non poche sorprese. Con questo metodo si potrà cogliere negli Atti il dinamismo dello Spirito e si scoprirà una realtà normalmente nascosta che è, a dir poco, stupenda. Al di là delle scelte degli uomini e delle vicende anche tristi, si dispiega l'azione della Provvidenza che tutto orienta verso il bene: tale è il caso della persecuzione a Gerusalemme che, pur producendo tanta sofferenza, diventa una causa esterna che permette il diffondersi dell'annuncio cristiano ai pagani. Si legga, per esempio, 11,19-21.

- Infine, oltre le precedenti esplorazioni parziali e complementari, si può sorvolare la zona in aereo; i particolari risulteranno sfumati e alcuni scompariranno, in compenso si disegnerà sotto gli occhi una preziosa cartina d'insieme.

Iniziamo proprio da quest'ultimo modo, 'sorvolando' l'intero testo; proponiamo perciò una presentazione generale che permetta una prima, sommaria conoscenza del libro degli Atti. Risponderemo agli interrogativi che sorgono spontanei alla presenza di un testo letterario: Perché porta quel titolo? Chi ne è l'autore? Come ha composto la sua opera? Dove e come ha attinto il suo materiale? Quale messaggio vuole trasmettere?



Titolo

Il titolo Atti degli Apostoli non appartiene all'opera originale, sebbene conosciuto fin dai primi secoli, come testimoniano Ireneo, Clemente Alessandrino, Tertulliano. Tale denominazione riassume il contenuto del libro sulle gesta e sui detti delle prime guide della Chiesa. È qui proposta l'attività degli apostoli così come il Vangelo presentava l'opera e l'insegnamento di Gesù. Il termine apostoli designa il gruppo come tale, anche se gran parte del materiale si riferisce a Pietro e Paolo. L'elenco degli Undici compare solo a 1,13 e ad essi viene aggregato Mattia come dodicesimo. Di molti di loro non si dirà più nulla nel corso del libro. Altri appariranno sulla scena (Stefano, Filippo, Apollo) e qualcuno anche con il titolo di apostolo, com'è il caso di Barnaba in 14,4.14.

Non rettamente inteso, il titolo rischia di essere fuorviante, poiché l'attenzione del libro è concentrata, più che su qualche personaggio, sullo Spirito Santo e sulla comunità apostolica da esso animata. Perciò gli Atti degli Apostoli hanno ben poco in comune con gli Atti biografici noti nel mondo ellenistico, come gli Atti di Annibale o gli Atti di Alessandro, che in qualche modo preludono agli Atti dei martiri (per esempio, Il martirio di Policarpo).

Autore

Non avendo lasciato la propria firma, l'autore degli Atti può essere conosciuto per le testimonianze degli antichi (critica esterna) e per quanto si ricava dal testo stesso (critica interna).

Ascoltiamo voci autorevoli che giungono dai primi secoli. Il Canone Muratoriano (verso il 150) testimonia:

Gli Atti di tutti gli Apostoli sono stati scritti in un solo libro. Luca ha raccolto per l'ottimo Teofilo tutti gli avvenimenti svolti alla sua presenza; lo dimostra chiaramente l'aver tralasciato la passione di Pietro e la partenza di Paolo dall'Urbe verso la Spagna.

Gli antichissimi Prologhi Antimarcioniti (verso il 160-180) riferiscono:

Alla fine lo stesso Luca scrisse gli Atti degli Apostoli.

Nel secondo secolo sentiamo ancora Giustino e Ireneo, prima di passare al terzo secolo e oltre, quando le testimonianze si moltiplicano (Clemente Alessandrino, Origene, Tertulliano...). Da questi dati si è concluso che l'autore degli Atti è Luca.

L'analisi del testo permette di arricchire la nostra conoscenza: l'autore è un uomo colto, familiarizzato con i testi classici ed ellenistici ai quali si ispira, e con buona conoscenza della Bibbia greca; mostra una predilezione per l'attività missionaria, l'annuncio della parola e l'esperienza dello Spirito, attento a registrare la preghiera e il clima di fraternità che contrassegna la primitiva comunità. Secondo una tradizione attendibile, è un convertito di Antiochia, medico e compagno di viaggio di Paolo, autore del Vangelo che porta il suo nome. Questo e gli Atti corrispondono per stile e per idee: ambedue presentano infatti un concetto di salvezza che deve estendersi a tutto il mondo. Fin qui i dati della tradizione e quelli ricavati dal testo che conservano ancora oggi la loro validità. Se ne fa portavoce J.A. Fitzmyer che dopo lunghi e accurati studi ha maturato la seguente convinzione:

Come conseguenza delle mie ricerche, considero il Luca della tradizione della chiesa come il migliore candidato a essere l’autore sia del terzo vangelo sia degli Atti degli Apostoli.

A tali conclusioni non pervengono tutti gli studiosi. C'è chi, come R. Pesch, pone degli interrogativi e avrebbe difficoltà a considerare Luca come autore e compagno di Paolo. Sarebbe troppo vistosa la differenza tra la presentazione lucana di Paolo e la figura che emerge dalle sue lettere. Pur riconoscendo la fondatezza delle perplessità, le ragioni non sono così probanti da mettere seriamente in discussione la paternità lucana di Atti.

Possiamo quindi continuare a ritenere che Luca abbia scritto gli Atti, qualche anno dopo la composizione del terzo Vangelo. Egli intende riportare la comunità ecclesiale alla freschezza e alla vitalità delle origini, presentando la comunità primitiva discretamente idealizzata. L'opera della salvezza, compiuta da Gesù e registrata nel Vangelo, continua ora nella comunità ecclesiale. Non esiste divergenza, tra gli autori, nel riconoscere che Terzo Vangelo e Atti sono opera della stessa mano.

Una possibile data di composizione del libro degli Atti sarebbe verso gli anni 80-85. Più problematico determinare il luogo di composizione: per qualcuno Roma, per altri la Grecia.






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