Carcinoma della prostata


VALUTAZIONE DEL GRADO, VOLUME E STADIO DELLA NEOPLASIA



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3.2 VALUTAZIONE DEL GRADO, VOLUME E STADIO DELLA NEOPLASIA


La prognosi nei pazienti con tumore della prostata dipende da fattori clinici, di laboratorio (come ad esempio il livello sierico di PSA), morfologici e molecolari. I parametri morfologici che attualmente rivestono un ruolo fondamentale sono:

  • Grado istologico

  • Stadio

  • Stato dei margini chirurgici

  • Dimensioni o volume della neoplasia

Questi parametri vanno valutati su prostatectomia radicale o resezione transuretrale della prostata (TURP)

3.2.1 Grading istopatologico (G)


Si può utilizzare sia il grading istologico tradizionale che quello di Gleason, che è raccomandato.

Grading secondo Gleason

Rappresenta il metodo di riferimento ottimale per la valutazione del grading dei tumori della prostata poiché considera l’eterogeneità intrinseca di questa neoplasia.

Studi recenti hanno dimostrato come lo score di Gleason fornisce importanti informazioni sulla prognosi. Da un’analisi condotta dal Radiation Therapy Oncology Group (RTOG) relativa a circa 1.500 pazienti inseriti in studi clinici controllati, lo score di Gleason è stato l’unico e più significativo fattore prognostico per la valutazione della sopravvivenza Livello di evidenza III B .

Si distinguono un profilo primario e uno secondario (ognuno con un punteggio variabile da 1 a 5) che sono poi sommati per calcolare il punteggio definitivo. E’ possibile, quindi, avere punteggi variabili da 2 a 10. (Se è stato evidenziato un unico focolaio di neoplasia, lo score finale è pari al doppio del punteggio osservato. Ad esempio, se è stato evidenziato un unico focolaio con Gleason score di 3, il valore finale del grading è di 3+3.)



Grading tradizionale

GX Il grado di differenziazione non può essere definito

G1 Ben differenziato (lieve anaplasia) (Gleason 2-4)

G2 Moderatamente differenziato (moderata anaplasia) (Gleason 5-6)

G3-4 Poco differenziato/Indifferenziato (anaplasia marcata) (Gleason 7-10)

3.2.2 Volume della neoplasia (quantita’ di tumore)


La quantità di tumore deve essere indicata:

  • per i campioni di prostatectomia radicale: percentuale di prostata interessata dalla neoplasia in relazione al peso del campione.

  • Per i campioni di resezione prostatica transuretrale e per le prostatectomie sovra o retropubiche la quantità di tumore può essere espressa in termini di: a) percentuale di carcinoma trovato in relazione alla quantità di tessuto prostatico indenne ; b) numero di focolai microscopici di carcinoma


3.2.3 Stadio della malattia


Lo studio anatomo-patologico del materiale prelevato con la prostatectomia radicale deve fornire dati che siano utilizzabili nella definizione dello stadio della malattia secondo il sistema TNM. In particolare, il referto del patologo deve contenere informazioni che permettano di definire:

  • margini chirurgici (nelle prostatectomie radicali)

Tutte le superfici della prostata sono considerate margini chirurgici.

La presenza di tumore sui margini chirurgici deve essere segnalata.



  • estensione locale del tumore (nelle prostatectomie radicali)

    • si deve indicare se il tumore è confinato entro la “capsula” prostatica

    • si deve indicare la sede di invasione “extracapsulare”(anteriore, posteriore, posterolaterale, basale , ecc.)

    • deve essere specificato il tipo di tessuto “extracapsulare” infiltrato: tessuto connettivo periprostatico, tessuto fibroadiposo (NB: il tessuto muscolare scheletrico non indica invasione extracapsulare)

    • deve essere indicata la presenza o l’assenza di carcinoma in strutture nervose e se queste strutture sono all’interno o all’esterno della prostata

    • deve essere indicata la presenza o l’assenza di carcinoma nelle vescichette seminali e specificato se il carcinoma interessa la parete o l’avventizia della vescichetta seminale (l’invasione dell’avventizia delle vescichette seminali non deve essere considerata una vera invasione)

  • stato linfonodale

    • deve essere indicata la presenza/assenza di metastasi con il numero dei linfonodi positivi

    • deve essere indicata la sede anatomica dell’interessamento linfonodale

    • deve essere riportata la dimensione della metastasi tumorale nel linfonodo

    • è facoltativo segnalare l’estensione extracapsulare


3.3 NEOPLASIA PROSTATICA INTRAEPITELIALE (PIN)


La presenza di PIN e’ riportata in maniera diversa a seconda del tipo di materiale chirurgico:

  • agobiopsie: la presenza di PIN di alto grado (gradi 2 e 3) deve essere riportata; la presenza di PIN di basso grado non deve essere riportata

  • resezioni transuretrali e prostatectomie sovra o retropubiche : la presenza di PIN ad alto grado deve essere riportata; la presenza di PIN a basso grado non deve essere riportata

  • prostatectomia radicale: è facoltativo segnalare la presenza di PIN


3.4 CLASSIFICAZIONE TNM DEL CARCINOMA PROSTATICO ( UICC 2002)


TUMORE PRIMITIVO (T)
Clinica

TX Il tumore primitivo non può essere definito

T0 Non segni del tumore primitivo

T1 Tumore clinicamente non apprezzabile, non palpabile né visibile con la diagnostica per immagini

T1a Tumore scoperto casualmente nel 5% o meno del tessuto asportato

T1b Tumore scoperto casualmente in più del 5% del tessuto asportato

T1c Tumore diagnosticato mediante agobiopsia (ad esempio, a causa del PSA elevato)

T2 Tumore limitato alla prostata*

T2a Tumore che interessa la metà o meno di un lobo

T2b Tumore che interessa più della metà di un lobo ma non entrambi i lobi

T2c Tumore che interessa entrambi i lobi

T3 Tumore che si estende oltre la capsula prostatica**

T3a Estensione extracapsulare (mono- o bilaterale)

T3b Tumore che invade la(e) vescichetta(e) seminale(i)

T4 Il tumore è fisso o invade strutture adiacenti oltre alle vescichette seminali: collo della vescica, sfintere esterno, retto, muscoli elevatori e/o parete pelvica

* Nota: Un tumore scoperto in uno o entrambi i lobi mediante agobiopsia, ma non palpabile o visibile mediante la diagnostica per immagini, è classificato come T1c.

** Nota: L’invasione dell’apice prostatico o della capsula prostatica (ma non oltre) non è classificata come T3 ma come T2.

PATOLOGICA (PT)

pT2* Tumore limitato alla prostata

pT2a Tumore monolaterale, che interessa la metà o meno di un lobo

pT2b Tumore monolaterale, che interessa più della metà di un lobo ma non entrambi i lobi

pT2c Tumore che interessa entrambi i lobi

pT3 Estensione extraprostatica

pT3a Estensione extraprostatica**

pT3b Infiltrazione della(e) vescichetta(e) seminale(i)

pT4 Invasione della vescica o del retto

* Nota: non esiste classificazione patologica T1.

** Nota: la positività dei margini deve essere indicata dal suffisso R1 (malattia residua microscopica).

LINFONODI REGIONALI (N)
Clinica

NX I linfonodi regionali non possono essere definiti

N0 Non metastasi nei linfonodi regionali

N1 Metastasi in linfonodo(i) regionale(i)
Patologica

pNX I linfonodi regionali non sono stati prelevati

pN0 Non metastasi nei linfonodi regionali

pN1 Metastasi in linfonodo(i) regionale(i)

METASTASI A DISTANZA (M)*

MX La presenza di metastasi a distanza non può essere accertata

M0 Non metastasi a distanza

M1 Metastasi a distanza

M1a Metastasi in linfonodo(i) extraregionale(i)

M1b Metastasi ossee

M1c Metastasi in altre sedi con o senza metastasi ossee

* Nota: In caso di presenza di metastasi in più sedi, si utilizza la categoria più avanzata. pM1c è quella più avanzata.

SUDDIVISIONE IN STADI

Stadio I T1a N0 M0 G1

Stadio II T1a N0 M0 G2, G3-4

T1b N0 M0 ogni G

T1c N0 M0 ogni G

T1 N0 M0 ogni G

T2 N0 M0 ogni G

Stadio III T3 N0 M0 ogni G

Stadio IV T4 N0 M0 ogni G

ogni T N1 M0 ogni G

ogni T ogni N M1 ogni G



Carcinoma della prostata
T1a g1 (gleason score 2-4) n0 m0


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