Cenni storici sulla relazione con IL cane Barbara Gallicchio, A



Scaricare 164.85 Kb.
Pagina1/3
02.02.2018
Dimensione del file164.85 Kb.
  1   2   3




Corso Informativo per proprietari di cani

L’evoluzione del contesto sociale coinvolge l’uomo in una nuova relazione con il mondo animale: in questo senso la FNOVI ha voluto rivedere il suo Codice Deontologico e, nell’articolo 1 della sua ultima versione, richiama esplicitamente l’attenzione del Medico Veterinario al rapporto uomo – animale.


Questo percorso formativo è stato realizzato in questo spirito, ad uso dei Medici Veterinari e destinato ai proprietari di cani, con l’obiettivo di fornire informazioni chiare e facilmente fruibili da un vasto pubblico, dando risposte immediate, comprensibili ed esaustive alle domande ed ai problemi che più frequentemente provengono dai proprietari di cani.
Lo strumento, in formato video e cartaceo, potrà essere un valido supporto ai percorsi formativi dedicati a proprietari di cani, come previsto dalla “Ordinanza contingibile e urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani” 3 marzo 2009.
Un particolare ringraziamento va ai Medici Veterinari ed alle organizzazioni che hanno fattivamente contribuito alla realizzazione di questa edizione con la loro competenza e il loro impegno: dott. Lorella Notari e dott Barbara Gallicchio di ASETRA, dott. Raimondo Colangeli di SISCA, dottor Clara Palestrini e dott. Manuela Michelazzi di AISEAB, dott. Lieta Marinelli dell’Università, dott. Pasqualino Santori Comitato Bioetico per la Veterinaria e Dott. Elisabetta Finocchi del Ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche Sociali.

INDICE
PARTE 1 - IL COMPORTAMENTO DEL CANE
1.1 Perché un corso per proprietari di cani?
1.2 Le origini del rapporto tra l’uomo e il cane: un’amicizia antica
1. 3 Il comportamento dei cani
Il cane, animale sociale

Possessività

Territorialità

Comportamento predatorio

Prevenzione dell’aggressività

Abbaiare insistentemente, distruggere, sporcare in casa: prevenire i problemi da separazione

Prevenire le paure

Prevenire le liti tra cani

PARTE 2 - SVILUPPO, BENESSERE E COMUNICAZIONE
2.1 Lo sviluppo comportamentale e le fasi della vita del cane: da cucciolo a cane anziano
Il cucciolo

L’adolescenza

Il cane adulto

Il cane anziano
2.2 Il benessere del cane: bisogni fondamentali e principali cause di sofferenza
Il benessere dei nostri cani

Quanto spazio serve a un cane?

Quanto esercizio serve a un cane?

Quanto può essere lasciato solo un cane?

Il benessere dei cani nell’educazione e addestramento


Gli strumenti impiegati per contenere e addestrare i cani
2.3 La comunicazione tra l’uomo e il cane: capirsi per evitare gli errori più comuni
Come comunica il cane?

La comunicazione olfattiva

La comunicazione acustica

La comunicazione visiva

Gli errori nella comunicazione tra uomo e cane

PARTE 3 - INFORMAZIONE E PREVENZIONE
3.1 Credenze errate, inesatte o pericolose: sfatiamo i miti sui cani
Non è vero che non esistono cattivi cani ma solo cattivi proprietari

Aggressività e dominanza non sono la stessa cosa

Non è sempre vero che la castrazione nel cane maschio diminuisce l’aggressività

Non è vero che ci sono cani particolarmente adatti ai i bambini
3.2 Campanelli di allarme: quando preoccuparsi e cosa fare
Interpretare un ringhio

Comportamento durante le passeggiate

La paura è cattiva consigliera

Troppa vivacità

I problemi di salute rendono irritabili
3.3 La convivenza cani e bambini: consigli per le famiglie
Le regole per una serena convivenza tra bambini e cani

In attesa del lieto evento: cosa fare in gravidanza

L’arrivo in casa del neonato

Il bimbo inizia a gattonare

Il bimbo interagisce con l’animale

PARTE 4 - LEGISLAZIONE E FIGURE DI RIFERIMENTO
4.1 Gli obblighi di legge del buon proprietario: cani e proprietari buoni cittadini
I doveri del buon proprietario

Gli obblighi di legge del buon proprietario

In Italia

In città

In viaggio e all’estero

Riferimenti di legge
4.2 Informazione sulle figure di riferimento: a chi rivolgersi per avere informazioni corrette e aiuto in caso di problemi
Cos’e’ la Medicina Comportamentale Veterinaria?

L’importanza della distinzione tra normale e patologico

Perché il Medico Veterinario competente in Medicina Comportamentale?

Altre figure professionali coinvolte

PARTE 1 - IL COMPORTAMENTO DEL CANE
1.1 Perché un corso per proprietari di cani?
- Lo stile di vita delle persone negli ultimi decenni si è modificato in maniera radicale

- Una corretta informazione può servire a evitare errori comuni e a migliorare la convivenza tra cani e persone

- Persone esperte sono in grado di aiutarci in caso di difficoltà
Molti si chiederanno quali sono le ragioni che hanno spinto le istituzioni a promuovere un corso per i proprietari di cani. Questa relazione ha, infatti, origini antichissime ed è tanto diffusa e soddisfacente che i cani si sono meritati l’appellativo di ‘migliori amici dell’uomo’.

I cani sono nostri compagni di vita da decine di migliaia di anni ma negli ultimi decenni lo stile di vita delle persone si è modificato in maniera radicale. I nuclei familiari poco numerosi costituiscono oggi la maggioranza e i ritmi della vita quotidiana sono sempre più pressanti. Le abitazioni sono di dimensioni contenute, le donne lavorano, i parenti sono lontani e i cani restano spesso soli e questa non è una condizione naturale per una specie sociale. Inoltre, l’urbanizzazione si è diffusa e viviamo in spazi pubblici sempre più affollati e trafficati che impongono un maggiore controllo sui nostri cani, come sui nostri bambini! Proprio in una società più ‘difficile’ il cane è un legame importante con la natura e con la nostra storia di esseri umani e salvaguardare la serena convivenza tra uomo e cane diventa quindi un valore ancora più importante.

Avere un cane è la cosa più normale e naturale del mondo e le informazioni che seguiranno possono servire a evitare errori comuni, a non cadere in false credenze e a migliorare la convivenza tra i cani e le persone, con reciproca soddisfazione. Oggigiorno disponiamo di maggiori conoscenze circa il comportamento del cane e le tecniche per la sua educazione, che possono facilitare la gestione, dare informazioni importanti per la prevenzione di rischi di morso e allo stesso tempo favorire il benessere animale. Un proprietario informato e un cane educato realizzano, in genere, una convivenza più serena e soddisfacente. Non dimentichiamo inoltre, che la normativa vigente investe il proprietario di responsabilità civili e penali ma anche in caso di difficoltà o situazioni problematiche oggi esistono esperti in grado di guidarci. D’altra parte reperire ‘esperti’ e informazioni qualificate, complete e corrette non è sempre facile e in tal senso questo corso rappresenta un’importante opportunità per tutti i proprietari e per tutti quelli che amano il mondo dei cani.

1.2 Le origini del rapporto tra l’uomo e il cane: un’amicizia antica
- Il cane domestico è frutto di un processo evolutivo durato decine di migliaia di anni

- L’addomesticamento ha modificato il comportamento del cane rendendolo naturalmente adattato a convivere con l’uomo
Il cane domestico è il frutto del lunghissimo processo di addomesticamento del lupo, durato probabilmente 40.000 anni della nostra storia, durante i quali il cane selvatico si è profondamente modificato dal punto di vista evolutivo e quindi genetico. Grazie a questa evoluzione il cane si è allontanato dalle regole più rigide che guidano il mondo degli animali selvatici, per avvicinarsi al sistema assai più plastico che guida il mondo dell’uomo.

Durante il primo periodo dell’addomesticamento, il profilo comportamentale del ‘cane-in-divenire’ ha subito importanti modifiche:sono aumentate docilità, tolleranza e giocosità, e diminuite aggressività, combattività e reattività. Questa evoluzione è stata provocata dalla selezione forzata messa in atto dagli uomini stessi. Per vivere a stretto contatto con le famiglie umane era infatti indispensabile essere mansueti e i cani che si dimostravano minacciosi o addirittura pericolosi venivano senza indugio cacciati via o uccisi.

Con il passare del tempo i primi cani hanno subito un altro cambiamento fondamentale: hanno imparato a condividere con l’uomo emozioni, a decodificare alcuni segnali della comunicazione verbale e non verbale, a rendersi utili nelle varie attività umane. Sono diventati collaborativi e socievoli verso le persone, perdendo quella diffidenza tipica dell’animale selvatico. Tutti i cuccioli nascono perciò adattati ad inserirsi in modo naturale nel gruppo familiare umano e con abilità complesse orientate verso i nostri sistemi comunicativi: i cani guardano, ascoltano, seguono i loro proprietari e creano con loro legami affettivi profondi e duraturi.

Nonostante questo patrimonio evolutivo ‘privilegiato’, il modo di relazionarsi ed integrarsi caratteristico di ciascun cane non dipende solo dal suo bagaglio biologico. Il carattere del cane dipende infatti da caratteristiche presenti già nell’animale giovanissimo (es. estroversione o introversione, sicurezza di sé o timidezza), ma evolve a seguito di tutte le esperienze, memorie, strategie comportamentali e rinforzi che si accumulano durante lo sviluppo e la vita adulta che finiranno per costituire la ‘personalità’ dell’adulto.


1.3 Il comportamento dei cani
- Tutti i cani sviluppano naturalmente legami affettivi con i loro proprietari e diventano parte della famiglia sentendosene membri effettivi

- Chi adotta un cane dovrebbe essere cosciente che questo nostro compagno diventa un gregario e ha bisogno di regole da seguire

- La strategia generale è quella di premiare i buoni comportamenti e ignorare quelli sgraditi, evitando urla e punizioni

- E’ fondamentale che i proprietari trasmettano coerentemente il messaggio che sono le persone a gestire le risorse principali (cibo, giochi, attenzioni e spazi)

- La prevenzione inizia dal primo giorno dell’adozione e se attuata quando il cane è cucciolo svolge un ruolo cruciale

- Abituare il cane fin da cucciolo a diversi tipi di persone, cani, altri animali domestici, a restare in casa da solo e a una gran varietà di situazioni aiuta a prevenire la maggior parte dei comportamenti indesiderabili
Come tutti gli animali, i cani manifestano un repertorio comportamentale caratteristico di specie. Questo significa che il cane esprime dei comportamenti che sono il naturale bagaglio della sua specie, come per esempio l’organizzazione sociale, il comportamento predatorio e la difesa del territorio. L’intensità con cui il repertorio viene espresso dipende anche dalle esperienze del singolo animale e su queste l’uomo, ma soprattutto il proprietario, gioca un ruolo chiave. Talvolta, l’espressione di alcuni comportamenti può essere inappropriata alla situazione o così intensa da creare problemi di gestione dell’animale o, nei casi più estremi, di convivenza con l’uomo. Per questo è importante che il proprietario abbia le informazioni necessarie per prevenire queste situazioni.
Il cane, animale sociale
I cani sono animali sociali e come tali sono naturalmente predisposti a seguire regole che favoriscano un’armoniosa vita di gruppo. Chi adotta un cane dovrebbe quindi essere cosciente che questo nostro compagno, così prezioso e antico, ha bisogno di regole da seguire proprio per la sua natura sociale.

In generale, tutti i cani sviluppano naturalmente legami affettivi con i loro proprietari e diventano parte della famiglia sentendosene membri effettivi. Il loro ruolo è quello di gregari, cioè di soggetti che seguono spontaneamente le indicazioni dei loro compagni umani. Ci sono regole che i cani seguono molto facilmente e che vengono dettate dalle persone spesso inconsapevolmente, altre che devono essere introdotte e fatte rispettare in maniera meno naturale: per esempio imparano facilmente che non si salta sui tavoli mentre aspettare per avere il cibo o per giocare è un po’ meno semplice.

Il cucciolo viene educato dagli adulti e, nel momento in cui viene adottato, il ruolo di educatori passa ai proprietari che dovranno indicare quali sono i comportamenti corretti da seguire. Quando il cucciolo arriva in famiglia non è una ‘tabula rasa’. Ha già un suo patrimonio di comportamenti dettati in parte dalle sue caratteristiche genetiche e in parte dalle esperienze precoci fatte nei primi mesi di vita. A seconda che sia molto vivace o molto tranquillo, può essere più o meno difficile insegnargli a controllarsi quando desidera qualcosa, soprattutto quando desidera l’attenzione delle persone. Dare delle regole non significa affatto avere un atteggiamento rigido e impositivo, semplicemente trasmettere con coerenza il messaggio di ciò che è consentito e ciò che non lo è. Per esempio se non è consentito abbaiare per ottenere un giocattolo, questa regola dovrebbe essere applicata sempre. Allo stesso modo se non è consentito mordicchiare e saltare addosso per avere l’attenzione bisognerà evitare di interagire con il cucciolo quando si comporta in questo modo. Un semplice accorgimento consiste nel chiedere al cane di sedersi tranquillo per avere ciò che desidera e di cui ha bisogno: giocare, fare esercizio, ricevere cibo e attenzioni. La strategia generale è quella di premiare i buoni comportamenti e ignorare quelli sgraditi, evitando urla e punizioni perché spesso finiscono per spaventare il cucciolo e renderlo più eccitabile e imprevedibile. Per esempio, si può chiamarlo quando è tranquillo e ignorarlo quando è eccitato. Se invece, come spesso purtroppo accade, le persone rispondono all’eccitazione con altrettanta eccitazione – giocano o, al contrario, sgridano il cane – c’è il rischio di insegnare al cane, senza rendersene conto, che per avere l’attenzione bisogna agitarsi.
Possessività
Alcuni cani ringhiano in presenza del cibo, se hanno un giocattolo o se qualcuno si avvicina al luogo dove riposano. Generalmente queste ‘dimostrazioni’ cominciano quando il cucciolo raggiunge la maturità sessuale ma il tentativo di impedire con un ringhio che il proprietario sottragga un gioco o la ciotola può manifestarsi anche prima dell’adolescenza o addirittura nell’infanzia.

Per questi soggetti è fondamentale che i proprietari trasmettano coerentemente il messaggio che sono le persone a gestire le risorse principali. In pratica, per cani con l’attitudine a ringhiare per mantenere il possesso di giocattoli, luoghi di riposo o cibo è importante insegnare ad aspettare e chiedere ‘per piacere’ con un “seduto!” per cibo, giochi e carezze. Inoltre, è bene evitare di provocare reazioni aggressive disturbando l’animale quando mangia o quando dorme. Se in famiglia ci sono bambini piccoli o il comportamento del cane persiste nonostante i tentativi di educarlo ad aspettare e a sedersi sarà necessario chiedere aiuto rivolgendosi al veterinario di fiducia.


Territorialità
Il cane adulto può mostrare dei comportamenti che sono normali per la sua specie, come la difesa del territorio per esempio, ma che possono creare dei problemi di gestione in certe situazioni o contesti. In questi casi non si può ignorare il comportamento sgradito, soprattutto se si manifesta con aggressività nei confronti di chiunque si avvicini alla porta di casa o magari al pianerottolo o all’entrata dell’ascensore. Alcuni cani sono più predisposti a sviluppare questi comportamenti e in questo caso è molto importante introdurre la regola di deputare al proprietario, quando è presente, il ruolo di controllo dei ‘confini’, siano essi la casa, il pianerottolo, l’androne del palazzo o il giardino. Se il cane è di temperamento territoriale o guardiano, non lasciare mai le porte socchiuse per uscire sul pianerottolo o in giardino e abituarsi a tenere sempre il cane sotto controllo quando arrivano ospiti. Anche in queste situazioni, premiare un comportamento calmo in presenza di ospiti fin dai primi mesi di vita è molto importante per prevenire futuri problemi.
Comportamento predatorio
I cani sono predatori e il loro ruolo come ausiliari dell’uomo nella caccia è stato fondamentale nella nostra storia. La selezione di soggetti con un certo tipo di comportamento predatorio è stata messa in atto anche per creare alcune razze di cani guardiani di greggi e mandrie. L’istinto predatorio è quindi normale e alcuni aspetti sono stati ricercati e selezionati dall’uomo. Il comportamento predatorio del cane viene sollecitato soprattutto da stimoli in movimento che ‘ricordano’ prede quali biciclette, motorini, gatti o bambini che corrono. Di solito, se il cane è abituato a vedere ogni giorno motorini, biciclette, gatti e bambini il problema non si pone, ma in alcuni cani l’istinto predatorio è particolarmente sviluppato. Il rischio è che creino incidenti, spaventino o mordano i polpacci dei ciclisti, mordano bambini che giocano e così via. Inoltre c’è la possibilità che facciano del male ai gatti o agli animali da cortile. La prevenzione, attuata quando il cane è ancora cucciolo esponendolo in maniera appropriata agli stimoli che innescano la predazione, è senz’altro un aspetto cruciale, ma purtroppo ci sono cani in cui questo non è avvenuto o che hanno una tendenza alla predazione particolarmente spiccata. Per questi, soprattutto se molto reattivi ed eccitabili, è indispensabile mettere in atto una contenzione adatta. Il guinzaglio e la museruola nei luoghi affollati sono strumenti indispensabili in casi particolarmente difficili e rischiosi, quali i cani che cercano di ‘pizzicare’ bambini o ciclisti.
Prevenzione dell’aggressività
Il primo e più importante strumento per prevenire l’aggressività è far socializzare il cane fin da cucciolo con diversi tipi di persone, con gli altri cani e con gli altri animali domestici in modo che sia abituato a quante più cose, animali e persone possibili.

Occorre poi ricordare che il cane deve vivere nella famiglia, con le persone, condividendo il nostro sistema sociale; al contrario moltissimi cani vivono relegati in un cortile o in un giardino con poche opportunità di sperimentare il mondo esterno.

È importante non sottovalutare l’importanza dell’esercizio fisico e della stimolazione: un cane che va a passeggiare regolarmente ed è abituato a imparare cose nuove e fare esercizi divertenti è meno probabile che manifesti stress o reazioni imprevedibili.

Un altro strumento importante è seguire la regola della gestione delle risorse: il cane deve sempre aspettare il permesso per avere cibo, giocattoli, carezze e attenzione. Questa regola diminuirà l’eventualità di aggressioni se qualcuno si avvicina alla ciotola o al luogo dove riposa.

Infine, educare premiando i buoni comportamenti e ignorando i comportamenti sgraditi ed indesiderati in maniera costante e evitare le punizioni rende i cani fiduciosi nei riguardi dei proprietari e delle persone in generale.
Abbaiare insistentemente, distruggere, sporcare in casa: prevenire i problemi da separazione
Per evitare che il vostro cane soffra o crei problemi quando viene lasciato solo è importante che sia abituato ad aspettare tranquillo sia quando uscite di casa che quando siete in casa ma avete altro da fare. Il modo più semplice per educare un cane a restare solo tranquillo è non rispondere a tutte le sue richieste di attenzione, neppure se è un cucciolo. Ricordate di interagire con il cane solo quando è tranquillo, soprattutto al rientro a casa e di non dargli mai attenzione se abbaia o mugola.

Dopo i primi giorni dall’adozione, necessari per creare il nuovo legame con i proprietari, occorre abituarlo a stare solo in maniera graduale, tenendo conto che un cucciolo non può essere lasciato solo a lungo. Se durante la vostra assenza il cane ha sporcato o distrutto qualcosa evitate di sgridarlo o punirlo: non sarà in grado di comprendere il motivo della punizione.



Le manifestazioni del disagio da separazione, non solo compromettono il benessere del cane, ma possono creare serie difficoltà al proprietario durante assenze obbligate per motivi di lavoro o salute. Se nonostante i vostri sforzi le manifestazioni persistono, chiedete consiglio al vostro veterinario di fiducia.
Prevenire le paure
Tutto ciò che non si conosce fa paura: la migliore prevenzione è far conoscere ai cuccioli una grande varietà di persone, cose e situazioni. Se un cucciolo ha paura di qualcosa o di qualcuno, non deve essere forzato ma abituato molto gradualmente. La paura delle persone e degli altri cani, in un cucciolo o in un cane adulto, rappresenta un campanello di allarme: chiedete aiuto al vostro veterinario.
Prevenire le liti tra cani

I cani dovrebbero essere abituati a incontrare altri cani diversi da loro, quindi è fondamentale portarli spesso a passeggiare in luoghi frequentati da cani. Tali interazioni devono essere particolarmente favorite nei cuccioli facendoli socializzare con altri cuccioli e con adulti tranquilli. Il cucciolo imparerà così a relazionarsi con i suoi simili in maniera serena.
L'aggressività tra maschi adulti è piuttosto comune e se questo è il caso del vostro cane ricordate che gli incontri frontali e improvvisi vanno sempre prevenuti: soprattutto nelle zone affollate e negli spazi ristretti evitate di far avvicinare frontalmente due cani al guinzaglio.
Nelle situazioni nelle quali i cani si trovano a interagire da liberi, è importante non interpretare sempre il pelo dritto, le orecchie dritte e la postura rigida come intenzioni aggressive. La maggior parte delle volte, se i due individui sono socievoli e abituati a stare con altri cani, l’incontro si risolverà senza liti. Ricordate però di non intervenire se il "colloquio" fra loro è iniziato, ma allontanatevi insieme all'altro proprietario lasciando agli animali la possibilità di conoscersi tranquillamente. In questi casi intromettersi tra i due cani o prendere per il collare uno dei due potrebbe rendere innaturale la comunicazione e persino scatenare reazioni aggressive. In generale lasciare che due cani liberi si affrontino senza intervenire è la scelta più opportuna ma occorre sempre considerare le caratteristiche degli animali e il contesto dove avvengono gli incontri.
L'aggressività verso tutti i tipi di cani è un problema di comportamento che deve essere affrontato chiedendo immediatamente  chiedete aiuto al vostro veterinario.

PARTE 2 - SVILUPPO, BENESSERE E COMUNICAZIONE
2.1 Lo sviluppo comportamentale e le fasi della vita del cane: da cucciolo a cane anziano
- Nel cucciolo esistono dei ‘periodi critici’ per il corretto sviluppo di varie funzioni psicologiche e sociali

- Durante l’adolescenza il cane può presentare difficoltà a mantenere l’equilibrio e l’autocontrollo

- L’età adulta è caratterizzata dalla tendenza alla stabilità comportamentale

- Durante la vecchiaia è importante favorire il benessere fisico e stimolare le capacità di adattamento del cane
Il comportamento di ciascun individuo, e anche di ciascun cane, è determinato dall’interazione tra il potenziale genetico dell’animale e l’ambiente in cui vive. Le circostanze ambientali, spesso dipendenti dall’uomo, possono quindi esercitare un effetto benefico o nocivo sul carattere del cane e l’entità di tale effetto dipende anche dall’età dell’animale.
Il cucciolo
Nel cucciolo esistono dei ‘periodi critici’ per il corretto sviluppo di varie funzioni psicologiche e sociali. L’inizio e la fine di questi periodi sono biologicamente determinati: in questi brevi e precisi periodi di età la possibilità di compiere esperienze cruciali per lo sviluppo comportamentale (da cui il termine ‘critico’) è particolarmente importante e l’apprendimento conseguente a queste esperienze è particolarmente rapido e duraturo.

Il periodo neonatale comprende le prime due settimane di vita e durante questa fase sono importantissime le stimolazioni tattili. Il cucciolo deve quindi avere la possibilità di mantenere il contatto fisico con la mamma e gli altri cuccioli ma anche abituarsi a manipolazioni delicate da parte dell’uomo.

Nella terza e quarta settimana di vita il cucciolo comincia a vedere, sentire ed esplorare e comincia a scoprire il mondo circostante. In questa fase è importante la presenza della madre in un ambiente tranquillo e dolcemente stimolante perché la ‘mamma cagna’ è la base sicura da cui allontanarsi temporaneamente per esplorare il mondo.

Mentre esplora il mondo, il cucciolo comincia un percorso importantissimo: la socializzazione. Durante questo percorso il cucciolo imparerà le regole basilari della vita sociale grazie alla presenza della madre e di altri cuccioli. La presenza di altri cuccioli e di cani adulti è indispensabile poiché da loro il cucciolo riceve le risposte più adeguate ai suoi comportamenti. Per esempio, mentre gioca con gli altri cuccioli e la madre, il cucciolo imparerà a modulare la forza del suo morso in base alle loro reazioni. Per questa ragione dovrebbe fare numerose esperienze positive in presenza di soggetti (cani e persone) che siano in grado di dare risposte adeguate ai suoi comportamenti. La presenza della madre è fondamentale almeno fino alle otto settimane, ma il processo di modulazione delle risposte si perfeziona nei primi mesi di vita.



Per aumentare le sue abilità sociali è altresì importante che durante questa fase il cucciolo abbia contatti con diversi tipi di cani e di persone (uomini, donne, bambini, persone diversamente abili).
Il momento corretto per l’adozione di un cucciolo è a circa sessanta giorni di età. Il percorso di sviluppo comportamentale deve, infatti, comprendere situazioni e stimoli che l’animale potrebbe incontrare durante la ‘nuova vita’ con il suo proprietario. Il proprietario deve quindi favorire queste esperienze nel cucciolo esponendolo in maniera graduale ma continua ad ambienti e situazioni comuni della vita (parchi pubblici, mezzi di trasporto, ambienti affollati, ecc.). Recludere in casa un cucciolo appena adottato per paura che possa ammalarsi significa privarlo degli strumenti fondamentali per diventare un adulto equilibrato e non dobbiamo dimenticare che esistono vaccini che proteggono dalle malattie più gravi. Il medico veterinario saprà darvi tutte le informazioni ed eseguire le vaccinazioni necessarie.
L’adolescenza
Anche nei cani esiste un periodo difficile simile all’adolescenza, caratterizzata dallo sviluppo sessuale. L’età in cui si manifesta è variabile: più breve e precoce nelle taglie piccole (6 mesi-1,5 anni) che in quelle grandi o giganti (1 anno-2,5 anni). Durante questo periodo è presente una difficoltà a mantenere l’equilibrio e l’autocontrollo con cambiamenti che sono spesso improvvisi e inattesi. Il cane adolescente può diventare più eccitabile e impulsivo ma alcuni accorgimenti possono aiutare il proprietario a gestire questa fase. È importante rispondere ai comportamenti ‘di ribellione’ come abbaiare insistentemente per avere l’attenzione o un gioco, tirare al guinzaglio per cambiare direzione e così via, in modo tranquillo, premiando la calma e ignorando il cane quando manifesta eccessiva eccitazione. È importante anche mantenere una rigorosa coerenza nel premiare i comportamenti desiderati (la calma) cercando inoltre di prevenire le situazioni di maggiore eccitazione. Per motivare il cane a rispondere positivamente alle richieste, il proprietario deve rafforzare la relazione con il cane svolgendo insieme attività piacevoli (passeggiate frequenti, giochi ed esercizi divertenti).
Il cane adulto
Se il cane ha raggiunto un buon equilibrio emozionale, l’età adulta è caratterizzata dalla tendenza alla stabilità comportamentale. Questa stabilità può venire meno in caso di cambiamenti ambientali, del gruppo familiare, malattie, traumi emotivi in genere, condizioni riproduttive come calori, gravidanze, accoppiamenti. Anche durante l’età adulta la relazione con i proprietari dovrebbe essere improntata alla coerenza nella comunicazione e alla condivisione di esperienze positive di collaborazione nella vita di tutti i giorni: passeggiare, giocare insieme, esplorare e soprattutto godere della reciproca compagnia.
Il cane anziano
Come nell’uomo, l’invecchiamento del cane è caratterizzato dal progressivo calo delle capacità di adattamento, memorizzazione e apprendimento. Nei cani anziani sono altresì frequenti disturbi clinici e malattie in genere che minano il benessere provocando dolore, abbattimento, difficoltà di movimento, cecità o sordità.

Durante questo periodo diventa quindi prioritario favorire il benessere fisico e stimolare le capacità di adattamento del cane favorendo attività piacevoli svolte in collaborazione con il proprietario.



2.2 Il benessere del cane: bisogni fondamentali e principali cause di sofferenza
- Il benessere fisico e quello psicologico del cane non possono essere separati

- Le esigenze di esercizio, spazio, interazione e stimolazione possono variare nei singoli cani ma l’attenta valutazione di alcuni fattori le rendono in parte prevedibili

- Educare favorisce la tendenza del cane a seguire delle regole di convivenza sociale

- I metodi di addestramento e di educazione dovrebbero essere sempre basati sul principio di premiare i buoni comportamenti e ignorare quelli sgraditi

- Gli strumenti dolorosi o che creano disagio al cane devono assolutamente essere evitati

Il benessere dei nostri cani
Il benessere fisico e quello psicologico non possono essere separati: oltre che di nutrimento e di cure sanitarie adeguate, i cani hanno bisogno di stimolazione fisica e ‘mentale’.

Per questo, i cuccioli devono fare esperienze in diverse situazioni, con altri cani e con diversi tipi di persone e da adulti devono avere la possibilità di muoversi, esplorare e socializzare. Le esigenze di esercizio e stimolazione possono essere diverse nei singoli individui e, talvolta, possono essere in parte prevedibili: un cane selezionato per essere molto attivo e reattivo ha generalmente più bisogno di stimoli ed esercizio fisico.

Una stimolazione adeguata non solo soddisfa il fondamentale bisogno di esercizio fisico e mentale dei cani ma costituisce anche la migliore forma di prevenzione per i problemi di comportamento e il miglior strumento per imparare ad adattarsi facilmente nelle diverse situazioni.
Quanto spazio serve a un cane?
Le necessità di spazio dipendono soprattutto dallo stile di vita dei proprietari e dalle attività quotidiane: un cane che viene portato spesso a passeggiare e a giocare può vivere anche in un appartamento relativamente piccolo. Qualunque sia la dimensione dell’abitazione, un cane ha bisogno di un luogo tranquillo dove riposare.

Le esigenze di spazio e la possibilità di trovare un luogo tranquillo, oltre che dalle dimensioni dell’abitazione, dipendono dal numero di persone e cani con cui ciascun individuo deve dividere lo spazio disponibile. La presenza di altri cani o di molte persone nella famiglia influisce quindi sulle esigenze di spazio del cane, per esempio l’introduzione di un cucciolo dove già viveva un altro cane o l’arrivo di un bambino potrebbero far nascere la necessità di avere più spazio; un cane che non ha un luogo tranquillo dove andare a riposare può diventare nervoso e irritabile. D’altra parte, esercizio quotidiano e un luogo di riposo riparato e lontano dal passaggio (corridoi, porte) possono ridurre l’esigenza di spazio.

I cani hanno soprattutto bisogno di condividere attività con i proprietari e la solitudine, anche se lo spazio disponibile è abbondante, causa sofferenza più di ogni altra privazione.
Quanto esercizio serve a un cane?
Non esistono regole precise per quanto riguarda l’esercizio quotidiano, ma in generale, per cani i cani di piccola e piccolissima taglia bastano tre passeggiate di almeno venti minuti al giorno e un’uscita più lunga, per giocare ed esplorare. Per cani attivi e di taglia maggiore può essere necessario un minimo di due ore di esercizio al giorno.

I cani che vivono o hanno libero accesso a un giardino devono essere comunque portati a passeggiare regolarmente, almeno una volta al giorno.


Quanto può essere lasciato solo un cane?
Il cane è un animale sociale e per lui la solitudine non è naturale, soprattutto se si tratta di un cucciolo: per questo i cuccioli non possono essere lasciati solo per più di quattro ore di seguito durante il giorno. I cani adulti sono molto più adattabili, ma un periodo di solitudine continuativo di più di sei-sette ore è comunque causa di sofferenza.

Nonostante il cane sia un animale che si adatta con facilità, l’abitudine a rimanere soli deve avvenire in maniera graduale. Questo vale anche e soprattutto per i cuccioli che fin dal primo giorno di adozione devono essere abituati a restare soli, anche solo per pochi minuti. Anche per questo motivo è utile cominciare da subito a non rispondere a tutte le richieste di attenzione. Una buona strategia è impedire al cucciolo di seguire i proprietari dovunque: una porta chiusa deve essere una condizione normale e accettabile nella quale il cane semplicemente aspetta che il proprietario torni.





  1   2   3


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale