Che cosa significa ragionare



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Che cosa possiamo conoscere?

(Galileo, Cartesio, Locke, Leibniz, Hume, Kant)




Sommario


Che cosa possiamo conoscere? 2

Mo01 Che cosa possiamo conoscere? 2



(Galileo, Cartesio, Locke, Leibniz, Hume, Kant) 2

Sommario 2

Che cosa possiamo conoscere? 4

(Galileo, Cartesio, Locke, Leibniz, Hume, Kant) 4

1.Introduzione. La filosofia moderna di fronte alla nuova scienza 4

2. Galilei e la nuova scienza 4

Scheda: La fisica di Aristotele 5



2.1. Non cercare essenze ma qualità primarie 6

2.2. Matematica ed esperienza 7

TESTO GALILEI: IL CONOSCERE INTENSIVE ED EXTENSIVE 7

3. Cartesio e la fondazione del sapere moderno 9



3.1 La verità sul modello della matematica 9

3.2 Le regole del metodo 9

3.3 La prima verità indubitabile 10

Testo Cartesio:la prima verità indubitabile 10

3.4. La costruzione del sapere e dell'essere 11

3.5. L'esito della riflessione di Cartesio 12

4. Locke e la via empirista 12



4.1 La critica all'innatismo 12

4.2. Esperienza ed idee 13

Testo Locke: sensazione e riflessione 13

Scheda sulle idee complesse in Locke 14

4.3. Il problema critico 15

5. Leibniz e l'innatismo delle facoltà 17



5.1 Verità di ragione e verità di fatto 17

5.2 Il problema del ponte tra pensiero e realtà 18

5.3 La critica a Locke e l'innatismo delle facoltà 18

Testo Leibniz:la conoscenza, l’intelletto, l’esperienza 19

6. Hume e la critica empirista alla conoscenza 20



6.1 Impressioni ed idee 20

6.2 Matematica e realtà 21

6.3 La critica alla causalità 21

testo Hume: La causalità non è un nesso necessario 22

6.4 L'empirismo contro se stesso 23

7. Kant e la costituzione della conoscenza 24



7.1.Giudizi sintetici e giudizi analitici 24

7.2 La rivoluzione copernicana 25

testo Kant: la rivoluzione copernicana in filosofia 25

7.3. Le strutture trascendentali 26

7.4 Gli esiti della teoria della conoscenza di Kant 29

testo Kant: I pensieri senza contenuto sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono cieche 29

Laboratorio didattico 32



1. Cartesio 32

2. Locke 32

3. Leibniz 32

4. Hume 32

5. Kant 32

Strumenti filosofici 33



La causalità 33

Piano di discussione 34

Bibliografia 34

SCHEDA DIDATTICA SUL PROBLEMA “Che cos’è la conoscenza?” 35

Testi a integrazione 36

1. Galileo e lo scopo della conoscenza naturale 36

2. Galilei e le qualità primarie e secondarie 36

3. Galilei tra sensate esperienze e certe dimostrazioni 37

4. Cartesio: una dimostrazione dell'esistenza di Dio 37

5. Locke: non esistono principi speculativi innati 37

6. Hume: il programma empirista nella teoria della conoscenza 38

7. Hume, impressioni ed idee 38

8. Hume e la distinzione tra materie di fatto e relazioni tra idee. 39

9. Kant: giudizi analitici e giudizi sintetici 39

10. Kant: il problema generale della ragion pura 40

11. Kant: la giustificazione dello spazio come struttura a priori 41



Che cosa possiamo conoscere?

(Galileo, Cartesio, Locke, Leibniz, Hume, Kant)




  1. Introduzione. La filosofia moderna di fronte alla nuova scienza


Il mondo moderno, tradizionalmente fatto iniziare dal XV secolo, segna per la cultura occidentale una svolta. Molti dei semi piantati nell'epoca medievale giungono a maturazione: una più chiara autonomia dell'umano, una più attenta analisi dell'esperienza, una vigorosa attenzione al mondo antico e ai classici sono caratteri che già aprono al moderno.

Contemporaneamente, nelle città europee, si stanno sempre più rafforzando i ceti borghesi, l'attività produttiva, il rapporto con il tempo e lo spazio legato al fare e al calcolare. L'uomo moderno guadagna una sempre più marcata autonomia dai cicli naturali, un migliore governo della tecnica e un più sicuro possesso delle conoscenze naturali. Sul piano politico gli stati nazionali si sostituiscono ai grandi poteri universali ma nel farlo, di fatto, limitano i poteri locali che il mondo medievale aveva moltiplicato. Sono tutti elementi che riappaiono nella cultura moderna, nel suo grande sforzo di organizzare e non solo contemplare la realtà.

In questo contesto il problema della conoscenza appare come una delle questioni centrali nella filosofia moderna. Per certi storici esso è addirittura il problema principale di quella riflessione filosofica che, da Galilei a Kant, unisce i diversi pensatori del Seicento e del Settecento.

Non a caso si è fatto riferimento a Galilei. Il problema della conoscenza in ambito moderno è infatti strettamente collegato alla più significativa novità di quest'epoca: la nascita della scienza moderna, caratterizzata dalla matematizzazione della fisica e dalla trasformazione in senso quantitativo dell'indagine sui fenomeni naturali.

Da quando si comincia a ritenere che anche della fisica terrestre sia possibile una scienza matematicamente impostata, nascono alcuni interrogativi sui quali la filosofia moderna rifletterà a fondo. Ne enunciamo tre, i principali anche se non gli unici.

1) Come è possibile conoscere con precisione matematica un fenomeno naturale, per esempio la caduta di un grave? Detto in altri termini, che tipo di conoscenza è quella matematica e perché è possibile, come ha fatto Galilei, applicarla con successo all'analisi della realtà naturale?. Rispondere a questa domanda comporta, come vedremo, una profonda revisione dell'idea di natura e un completo ripensamento del soggetto della conoscenza umana.

2) Se l'uomo conosce la realtà naturale scientificamente, cioè significa che essa è regolare, prevedibile, determinata. Ma l'intelletto umano sembra ontologicamente diverso dalla realtà che conosce: è libero, indeterminato, immateriale, talvolta fallace ma anche creativo. Ma allora, ci si chiede, come può l'intelletto conoscere una realtà naturale ontologicamente diversa da lui? Come può esistere un "ponte" tra materia e intelletto umano, tra soggetto e oggetto della conoscenza?

3) L'addensarsi di questi interrogativi e l'incalzante succedersi di proposte e di critiche per affrontarli porta alla luce un atteggiamento nuovo. Prima di parlare di ciò che l'uomo conosce, occorre riflettere sui limiti e sulle possibilità della stessa conoscenza. Nasce così quello che si chiamerà problema critico: che cosa possiamo conoscere della nostra conoscenza?






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