Ci vuole occhio!



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03.06.2018
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Ci vuole occhio!

Ma siamo sicuri che basti guardare un’opera d’arte per capirne il senso? Proviamo a confrontare le ipotesi di affinità e differenze che avete fatto ad una prima occhiata con quelle che farete dopo aver letto queste brevi schede.
Nell’arte contemporanea, più che nell’arte del passato, è importante conoscere e non fidarsi solo dello sguardo.
Ci vuole occhio…ma collegato alla conoscenza!


Spiegazione del gioco.

Nella scheda trovata in mostra ci sono immagini di opere di artisti contemporanei contrassegnate con una lettera e opere di Cintoli contrassegnate con dei numeri. Ognuno ha fatto degli accoppiamenti (A-1, B-1, ecc) usando solo l’attenzione visiva. Proviamo invece a leggere poche righe relative ai movimenti scelti come rappresentativi e vediamo se la lettura dell’opera di Cintoli rimane la stessa. Segui le lettere corrispondenti alle opere degli artisti contemporanei e i numeri corrispondenti alle opere di Cintoli presenti nella scheda e poi leggi alcune delle possibilità di confronto. Le ipotesi sono tante e nessuna è definitiva: l’arte apre delle possibilità e delle ipotesi, non fornisce delle tesi!

Buona lettura

Semplificato molto, questo è il grafico dei principali movimenti artistici del dopoguerra. Confrontiamo le date di alcune opere significative con quelle di Claudio Cintoli
Tra le due guerre
SURREALISMO DADA METAFISICA

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Renè Magritte

La filosofia del boudoir 1947
Dopoguerra
INFORMALE ACTION PAINTING +NEW DADA + NOUVEAU REALISME +SPAZIALISMO(circa 1950)

+ Robert Rauschenberg + Daniel Spoerri Lucio Fontana



Bed 1955 tableaux-pieges 1960 Concetto spaziale 1961

+POP ART +ARTE PROCESSUALE +ARTE POVERA +PERFORMANCE ART + ARTE CONCETTUALE +IPERREALISMO 1970



Tom Wesselman Richard Serra Eliseo Mattiacci Carolee Schneemann Chuck close

Smoker Study 1967 Belts 1966-67 Idea di pianeta Meat Joy 1964 Kiki 2009
2006
Vengono tracciate qui di seguito le principali caratteristiche dei movimenti e degli artisti sopra indicati collegati alle lettere che affiancano le opere nella scheda.
Le parole sottolineate sono un invito ad ampliare le informazioni relative al panorama artistico del dopoguerra attraverso ricerche personali.


Leggi le brevi schede di seguito.

Sarai sempre convinto degli accostamenti effettuati a partire dalle immagini?

E ) Surrealismo - Renè Magritte

Il surrealismo è un movimento culturale molto diffuso nella cultura del novecento che nasce in opposizione al Dadaismo, di cui combatte la vitalità distruttiva. Ha coinvolto tutte le arti visive ma anche letteratura e cinema e nasce negli anni venti a Parigi.
Il suo principale teorico è il poeta André Breton. Breton è influenzato dalla lettura dell'interpretazione dei sogni di Freud, per cui il sogno e l'inconscio hanno un ruolo fondamentale. Il primo Manifesto surrealista è del 1924. Il surrealismo si basa quindi sull’automatismo psichico, ovvero su quel processo in cui l'inconscio, quella parte di noi che emerge durante i sogni, emerge anche quando siamo svegli e ci permette di associare libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati. La caratteristica comune a tutte le manifestazioni surrealiste è la critica radicale alla razionalità cosciente e la liberazione delle potenzialità immaginative dell'inconscio per il raggiungimento di uno stato conoscitivo "oltre" la realtà (sur-realtà) in cui veglia e sogno sono entrambe presenti e si conciliano in modo armonico e profondo. Il Surrealismo è certamente la più 'onirica' delle manifestazioni artistiche, proprio perché dà accesso a ciò che sta oltre il visibile. Inoltre esso comprende immagini nitide e reali ma accostate tra di loro senza alcun nesso logico. Nelle opere di Renè Magritte la dimensione oggettiva convive senza gerarchie con quella dell’arte, creando appunto una realtà sur-reale in cui i meccanismi di creazione dell’immagine sono svelati creando ambiguità tra verità e finzione.

A) New dada - Robert Rauschenberg

Alla formazione pittorica nell’ambito della Action Painting, di cui Jackson Pollock è uno dei massimi esponenti, Rauschenberg innesta una nuova sperimentazione:l’aggiunta di oggetti reali all’interno dell’opera, così che essa fa riferimento alla realtà in modo più diretto e concreto. Nell’Action Painting infatti la realtà gettata sul quadro era quella del gesto dell’artista, che non programmava la composizione dell’opera ma la realizzava seguendo l’energia della sua gestualità attraverso lo sgocciolamento del colore (dripping) o l’uso di un segno spontaneo ed espressivo, senza riferimento alcuno ad oggetti . Nascono così il movimento New Dada e i Combine paintings di Rauschenberg dove la pittura gestuale permane ma combinandosi alla immissione di oggetti quotidiani. La grande svolta (che in realtà prende le mosse dalle esperienze Dadaiste e dalle opere di Duchamp) sposta il senso dell’opera in modo rilevante: non è più il flusso interiore dell’artista ad essere protagonista dei quadri, ma tutta la realtà, sia quella soggettiva che quella oggettiva.
C) Spazialismo – Lucio fontana

Il movimento spazialista è nato intorno al 1950, fondato da Fontana. Il primo testo teorico alla base della nascita dello Spazialismo è stato ideato da Fontana nel 1946 a Buenos Aires, in Argentina: il cosiddetto "Manifiesto Blanco", dove si inizia a delineare l’ urgenza di inserire nell’opera le dimensioni del tempo e dello spazio non in modo rappresentativo, ma immediato e intuitivo. Con il suo rivoluzionario gesto, Fontana buca e taglia la superficie del quadro, facendo il passo finale di distacco dalla "vecchia" arte verso la nuova arte spaziale.

F) Nouveaux Realisme – Daniel Spoerri

Fa parte dal 1960 del gruppo de Noveaux Rèalisme. La sua attenzione volge inizialmente verso tutto ciò che il vivere quotidiano lascia come residuo, il suo lavoro si basa essenzialmente nel preservare elementi prelevati da un contesto banale come ad esempio sono i tavoli sporchi e disordinati con vasellame, subito dopo un pasto, che egli fissa sul piano, nel loro puro deterioramento, facendoli ruotare verticalmente, proponendoli come relitti, come reperti futuri dei rifiuti della nostra civiltà. Durante le azioni collettive del gruppo dei Noveaux Rèalistes, l'artista trasforma spesso gallerie in ristoranti. Gli avanzi di cibo e il vasellame lasciato dai clienti viene subito fissato e incollato sul posto, e costituiscono i suoi tableaux-pièges, "quadri trappola" . L’opera non intende attribuire agli elementi quotidiani un nuovo valore affettivo o espressivo, ma presentare la realtà nella sua nuda oggettività, il cui risvolto emotivo non è offerto dall’artista allo spettatore, ma eventualmente attribuito individualmente dallo stesso.




G) Pop Art – Tom Wesselmann

E’ all’inizio degli anni ’60 che il critico Lawrence Alloway utilizzò il termine già coniato di Popular Art trasformandolo in Pop Art per indicare un movimento che fa un uso inedito dei mass media. Gli artisti Pop traspongono immagini derivati dai giornali, dai fumetti, da tutto il mondo della comunicazione più diffusa dando loro un valore nuovo, autonomo, senza per questo attribuire ad essi connotazioni emotive o significati ulteriori. Gli oggetti vengono ingigantiti, colorati in modo acceso, ridotti a immagine grafica. Uno dei massimi rappresentanti è Andy Warhol. Tom Wesselmann attinge al mondo del fumetto. Tra i suoi temi più riconoscibili le tematiche i Nudes, con i dettagli stereotipati del sex appeal femminile molto cinematografico, come le grandi labbra rosse, le chiome bionde o nere, i seni stilizzati da pin-up, la serie degli Smokers, dove Wesselmann esegue blow-up pittorici su seducenti labbra di donna nell’atto di fumare una sigaretta che sprigiona una coreografia di fumo d’un velato erotismo, e ancora le Still Lives, la serie delle nature morte in cui Wesselmann lascia sfilare prodotti made in Usa figli dell’epoca del consumismo di massa e della pubblicità


H) Arte processuale - Richard Serra

La Process Art Arte processuale (o Anti Form) è una tendenza che si sviluppa negli Stati Uniti dal 1966-67 opponendosi al Minimalismo Rifiuta infatti ogni rigida geometrica strutturazione formale e sceglie invece di utilizzare materiali vari, sia industriali che naturali, mirando ad enfatizzare l’espressività primaria delle loro proprietà fisiche:leggerezza, gravità, durezza, ecc. L’opera non è pensata come un oggetto da far ammirare o da vendere ma come un processo , e per questo mettendosi in relazione on lo spazio in cui si colloca perché, diversamente da un quadro o da una scultura, non viene mai prefissato un progetto compositivo. Le opere di Serra però non presentano un freddo elenco di materiali, ma portano lo spettatore a collocarsi al centro del processo per ricostruirlo ogni volta in modo diverso.





B) Arte povera – Eliseo Mattiacci

Movimento artistico nato in Italia, tra Roma e Torino, intorno al 1966.

Si caratterizza per il rifiuto di mezzi espressivi tradizionali (pittura, scultura) e l'impiego invece di materiali «non artistici», «poveri» appunto, sia naturali e organici sia industriali (legno, pietra, terra, vegetali, stracci, plastiche, neon, scarti industriali), assunti nella loro espressività primaria e immediatezza sensoriale e spesso proposti sotto forma di installazioni in stretto rapporto con l'ambiente o con «azioni» dell'artista.

Secondo il suo primo e principale teorico, Germano Celant, che mutuò il termine dal teatro di J. Grotowski, l'Arte Povera consiste essenzialmente «nel ridurre ai minimi termini, nell'impoverire i segni, per ridurli ai loro archetipi».

Nell'atteggiamento dissacratorio dell'arte povera c'è in realtà una volontà di fondo indistruttibile e poetica di riappropriarsi di valori primari come il senso della terra, della natura, dell'energia pura, della storia dell'uomo. Condivide con il contesto estremamente politicizzato degli anni '60 la sensibilità ai politici ed economici del momento, (la radicalità degli atteggiamenti è propria di tanti movimenti dell’epoca) ma non porta mai a scelte direttamente coinvolte in questo ambito:più che la trasformazione del sistema, ne propugna un radicale ribaltamento più vicino all'utopia che al riformismo. Eliseo Mattiacci è particolarmente attento ai temi dell’energia cosmica e dei segni che la possono esprimere in modo diretto ma mai didascalico. L’opera si inserisce nell’ambiente in cui viene collocata e lo trasforma.

I) Performance art – Carolee Schneemann

La Performance art è una forma artistica nata negli anni 60 dove l'azione di un individuo o di un gruppo, in un luogo particolare e in un momento particolare costituiscono l'opera. Può avvenire in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, o per una durata di tempo qualsiasi. La performance art coinvolge quattro elementi base: tempo, spazio, il corpo dell'artista e la relazione tra artista e pubblico; in contrapposizione a pittura e scultura, tanto per citare due esempi, dove un oggetto costituisce l'opera. I modi in cui questa forma d’arte si è sviluppata sono molteplici, fino anche ad azioni estreme di autolesionismo. L’azione non è mai rappresentazione, e l’aspetto fondamentale non è il messaggio, ma l’esperienza:quella dell’artista vissuta in prima persona, ma anche del pubblico senza il quale l’azione non avrebbe senso.
D) Iperrealismo - Chuck Close

Il fotorealismo o iperrealismo è un genere di pittura basato sulla riproduzione di un soggetto fotografico. Il termine è principalmente applicato ai dipinti realizzati negli Stati Uniti alla fine del 1960, inizi 1970. Chiamato anche realismo radicale, l'iperrealismo rappresenta la realtà partendo da un’immagine fotografica, ingrandita il più possibile, e riportandola come disegno, cercando di essere più fedeli della normale percezione, se possibile.

Il movimento nasce negli anni settanta, e si diffonde in Europa nel decennio successivo. Di fatto è derivato della pop art e si è contraddistinto per la maniacalità dei dettagli, sotto tutti gli aspetti esagerata. Chuck Close realizza molti ritratti, sempre rigidamente frontali. La tecnica gioca un ruolo fondamentale per il procedimento estremamente lungo e complesso che comporta l'esecuzione dei suoi ritratti: dapprima l'artista scatta molte fotografie polaroid dello stesso soggetto, quindi scompone ogni foto riportandola sulla tela per mezzo di reticoli. L'utilizzo di una griglia gli consente quindi di aumentare moltissimo le dimensioni dell'immagine, mantenendo allo stesso tempo intatta la somiglianza, che anzi viene acuita dalla nitidezza quasi maniacale nella resa dei particolari. Si tratta evidentemente di un procedimento estremamente lungo e faticoso, che porta l'artista ad impiegare vari mesi, talvolta un anno per completare un dipinto, e che ben spiega l'esiguo numero di opere prodotte dall'artista nel corso della sua carriera


Arte concettuale

Il movimento nasce negli ’60 e si manifesta negli Stati Uniti, ma anche in Europa e in Italia. Per l’arte concettuale l’opera d’arte è progetto; la sua dimensione concettuale, ideale, astratta deve prevalere su quella estetica, percettiva e tangibile. L’oggetto d’arte quindi diventa importante in quanto manifestazione e rappresentazione del pensiero, e resta quindi del tutto slegato dall’esecuzione, che può anche essere affidata ad altri. Si viene a delineare così un nuovo tipo di estetica, che si scontra direttamente con il modo di fare arte inteso in senso tradizionale, in aperta opposizione con la produzione artistica tradizionale:uno dei principi fondamentali dell’arte concettuale è infatti lo schierarsi contro le regole del mercato, del capitalismo dell’arte. Esso, infatti, rappresenta il mondo del consumo che muta le opere da arte in merce da vendere. L'arte, invece, secondo gli artisti concettuali, deve essere intesa come rappresentazione delle idee dell’uomo.





Claudio Cintoli 1935-1978





6) Maggiordomo – 1964

L’opera rimanda in modo immediato ai combine paintings di Rauschenberg (A):ci sono gli oggetti reali, la pittura gestuale dell’Action Painting, il quadro che sfonda la bidimensionalità. Tuttavia il quadro di Cintoli è costruito attraverso due zone, una materica ed oggettuale, l’altra pittorica ed astratta. Come nelle pale d’altare, come in alcun quadri di pittura radicale, l’opera apre due dimensioni diverse e forse opposte. Le opere new dada non avevano questa valenza simbolica o comunque un significato così volutamente complesso e nascosto. Qui la convivenza di due dimensioni fa risaltare le differenze: non costruisce una superficie unica e piena, ma ordina uno spazio dividendolo tra due parti coesistenti. Pur con caratteristiche stilistiche così evidenti, a quale movimento rimanda concettualmente tra quelli indicati sopra?(I)



2) Grande aperitivo – 1964
8) Mezza bocca - 1964
Sono due delle opere più palesemente Pop: gli oggetti di consumo quotidiano, il riferimento ai mezzi di comunicazione popolare, la sovradimensionalità degli oggetti. Ma nella prima opera ritorna la divisione della superficie in due parti, notiamo una gerarchia dei piani del quadro(primo piano, sfondo, ecc)che non solo qui c’è e nella Pop Art non è prevista, ma in più qui è complessa, articolata, mentre l’immagine Pop è semplice, evidente, comunicativa. Nella seconda l’immagine sembra svelare la propria autonomia dalla “cosa” reale, rendendo evidenti i pixel con cui è realizzata l’immagine dei media. Quale movimento fa così tanto riferimento a due dimensioni che continuamente si nutrono e si negano reciprocamente? (II)

9) Spiagge italiane – 1965

Un paesaggio apparentemente composto secondo le tradizionale regole della prospettiva, ripropone ancora una volta la divisione del quadro in due parti. La pittura è realizzata rendendo evidenti i retini attraverso cui la superficie è saturata, ma ancor più il soggetto non è riconoscibile quanto sembra ad un primo sguardo. E’ realizzato attraverso un collage e il significato resta misterioso. Il paesaggio sembra reale ma è ………(III)




1) Mezz’arancia – 1973

4) Arancia - 1973

Le due opere rimandano allo stile iperrealista, dimostrando una grande abilità pittorica. Tuttavia l’isolamento dell’oggetto rappresentato potrebbe far anche pensare ad un riferimento alla Pop Art e alla sua volontà di ingigantire elementi della quotidianità. Se le osservi con un po’ di attenzione, però, non puoi non notare che la metafora corporea sia molto evidente: in entrambi sembra essere ostentata la sessualità femminile più cruda. A quale movimento rimandano dunque per interesse espressivo? (IV) E perché non potremmo farle rientrare al suo interno?



3) Nodi – 1968

Cintoli realizza un lavoro annodando e arrotolando comuni corde fino a realizzare una installazione, un’opera che prevede l’utilizzo di materiali dislocati in un ambiente non come delle sculture da ammirare, ma per il rapporto che instaurano con lo spazio, che viene cambiato attraverso la loro presenza. E’ il processo di attuazione dell’installazione da parte dell’artista, il processo visivo messo in atto nello spettatore che non ha più una direzione precisa attraverso cui guardare il lavoro, il processo che crea un reciproco rimando tra spazio e materiali:il processo è più importante dell’oggetto. Il riferimento al movimento de………………….è chiaro?(V)



5) Uovo lunare – 1977

Negli anni 1973-1977 Cintoli realizza una serie di uova che sembrano sospesi in uno spazio senza forza gravitazionale. La forma a uovo è presente nella storia dell’arte anche del dopoguerra, con un forte rimando allo spazio cosmico, alla terza dimensione. A chi ti sembra che rimandi il suo lavoro? (VI)


7) Crisalide – 1972

A partire dal 72Cintoli sperimenta forme nuove di espressione: le azioni. In Crisalide l’artista si dimena rinchiuso all’interno di un sacco sospeso al muro, finché con un gesto deciso,perfora la tela e si libera, uscendo dall’involucro. E’ una rinascita, è il tentativo di superare radicalmente il binomio entro cui tutta la sua vita e la sua arte si è espressa fino a quel momento.(VII)



Marcanciel Stuprò

Negli anni 70 Cintoli sviluppa l’esperienza i Marcanciel Stuprò, il nome con cui firma molte opere e alcune lettere mandate dall’Elba nell’estate del ’74 a critici e amici. E’ l’alter ego dell’artista la cui nascita è chiarita in un telegramma da lui inviato:” Caro Marcel”(si riferisce a Marcel Proust)”c’è stupore e stupro nel tuo nome. Il gioco di parole è di natura patafisica, ma ha anche una connotazione concettuale.(VIII)

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Soluzioni,

o meglio, suggerimenti e spunti di riflessione.

Ripetiamo quanto detto in apertura: le ipotesi sono tante e nessuna è definitiva: l’arte apre delle possibilità e delle ipotesi, non fornisce delle tesi!



  1. 6 = A o F? A si avvicina ad un’opera new dada o del nouveaux realisme? A nessuna delle due completamente: manca il loro distacco da una dimensione ulteriore, la loro volontà di attestare la realtà oggettiva.




  1. III) D o E? – molto più presente il E – il surrealismo - dell’iperrealismo

IV) G o I? – in realtà anche I - performance art. Il corpo è qui il nucleo del pensiero dell’artista.


Tuttavia egli non usa il corpo come forma espressiva, ma ne fa il soggetto occulto. Ancora una volta la dimensione metaforica prevale su quella descrittiva, l’ambiguità dell’immagine è cercata più della sua totale ostentazione.


  1. B o H? arte processuale o arte povera?




  1. C o B? allo spazialismo di Lucio Fontana o alle forme cosmiche di Eliseo Mattiacci?

In realtà L’uovo di Cintoli ha più chiari significati simbolici, legati all’idea della nascita, della rinascita, della soluzione al senso di dualità presente nelle altre opere. E, il surrealismo prevale.


  1. Potremmo azzardare un riferimento ad H o a B ma in verità l’analogia è con I, con l’arte performativa.




  1. Anche se la produzione di Cintoli non è dichiaratamente concettuale, perché sempre interessata a creare esperienze estetiche non limitate alla pura riflessione teorica, non possiamo non notare un atteggiamento critico che lo porta ad usare molteplici riferimenti poetici e stilistici ma con una rielaborazione critica non solo nata da una personale scelta espressiva, ma anche da una consapevolezza critica colta e raffinata, di natura concettuale.


Tre parole chiave:

Surreale e concettuale sono due termini che giocano uno scambio continuo che alimentano la produzione di Cintoli. La corporeità è un elemento catalizzatore della sua produzione, presente come rimando concettuale oltre che emotivo nella maggior parte delle opere.




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