Circolo Bateson 1-2 dicembre 2012 Lucilla Ruffilli



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Circolo Bateson 1-2 dicembre 2012 Lucilla Ruffilli

Dello spiegare e del comprendere: i presupposti, i modi e i contesti



Mi è stato proposto di introdurre il tema vasto e vario della spiegazione, ho provato a tirarne il filo dalle opere di Gregory Bateson. Ciò mi ha riportato a quando bambina, guidata da mia nonna, tiravo il filo dal panno da ricamare, una preparazione alla spiegazione.

La spiegazione è un dispositivo del pensiero umano per cercare di ‘rendere chiaro’ ciò che è oscuro, lavora nella zona di confine tra ciò che crediamo di sapere e l’impensabile non solo nel mondo, ma anche in noi.

Lo spazio di pensabilità in cui si muove la spiegazione non è predeterminato, i suoi contorni sono sfumati e mutevoli, alcuni oggetti che lo abitano sono i concetti, oggetti non ben definiti i cui territori sfumano in zone aperte e sconosciute da cui può emergere il nuovo, la possibilità di coevolvere insieme all’oggetto della conoscenza.

La spiegazione per Bateson è un dispositivo epistemologico, un processo di comunicazione tra le storie che noi raccontiamo e quelle che il mondo racconta. La sfida è ‘pensare come pensa il mondo’.

Nel 1971 Gregory Bateson in un articolo per la rivista Psychiatry propone di pensare l’epistemologia come parte della storia naturale.

Epistemologi.Combinazione di un ramo della scienza con un ramo della filosofia. Come scienza l’epistemologia studia come gli organismi particolari o gli aggregati di organismi conoscono, pensano e decidono. Come filosofia, l’epistemologia studia i limiti necessari e le altre caratteristiche dei processi di conoscenza, pensiero e decisione.

Bateson usa questa definizione per distinguere tra pleroma e creatura e dichiarare la necessità di proporre descrizioni e tautologie adeguate ai fenomeni e agli eventi comunicativi del vivente.

Nel 1976 in un convegno in onore di Margaret Mead dice:i“…Oggi l’evoluzione e il problema mente /corpo sono confluiti nell’epistemologia. Quest’ultima non è più una branca della filosofia: soprattutto grazie al lavoro pioneristico di MacCulloch , essa è diventata una branca della scienza sperimentale ed è basata sull’osservazione.”

Nel 1979, in Mente e Natura, (Bateson) afferma che almeno un genere di spiegazione (quella scientifica) consiste iinell’integrare la descrizione di un processo o di un insieme di fenomeni con una tautologia astratta su cui sia possibile proiettare la descrizione”.

La spiegazione è uno studio dei modi in cui i dati possono essere accor-dati tra loro e assumere una forma, un senso. Per fare questo diamo per scontato che tra i dati, gli eventi di un fenomeno siano presenti relazioni significative corrispondenti ai legami che tengono insieme la tautologia.

iii Se i legami sono autoevidenti (cioè se appaiono indubitabili a noi) allora la spiegazione costruita su quella tautologia sarà per noi soddisfacente.

Bateson si chiede che vantaggio traggano gli esseri umani da una operazione così scomoda e arzigogolata e in apparenza così inutile e sposta l’ attenzione dai dati ai principi fondamentali, alle tautologie, alle abitudini di pensiero.

Le tautologie su cui noi proiettiamo le descrizioni non sono tutte eguali, una tautologia non appropriata può portare a un grave errore epistemologico e alla rottura della relazione. Ma anche iv si può descrivere un certo evento e poi ci si può guardare intorno e cercare nel mondo altri casi che possano essere descritti dalle stesse regole da noi escogitate per la nostra descrizione.

Su una stessa tautologia si possono proiettare descrizioni di fenomeni diversi; nella spiegazione, anche quella dormitiva è sempre possibile l’abduzione.

Confrontare fenomeni, il pensiero con l’evoluzione e l’epigenesi con entrambi è anche il modo di ricerca della scienza che abbiamo chiamato epistemologia. Questa modalità di pensiero Bateson la chiama modalità abduttiva. Mary Catherine Bateson dà questa definizione di abduzione nel significato particolare dato dal padre:




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