Come e dove I muri dipinti diventano arte



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NEXT EXIT – 01 MAGGIO 2002 (Elisabetta Palmieri)
COME E DOVE I MURI DIPINTI DIVENTANO ARTE
Una sottile e invisibile linea unisce gli struggenti angeli tristi, di Louis Jamme che campeggiano sui muri sventrati di Serajevo, al cavallino imbizzarrito di Aligi Sassu dei muri della Valcuvia. Un filo invisibile che si chiama fantasia e creatività ma, talvolta, anche protesta e lotta. E’ proprio così che appaiono molte immagini emozionanti, di autori noti e meno noti, sui muri di tanti paesini italiani. Ed è proprio in questo modo che approda in Italia il murales, che dal lontano Messico penetra nelle nostre antiche tradizioni pittoriche e raccoglie sempre più adepti soprattutto tra le amministrazioni locali che spronano gli artisti ad abbellire le proprie cittadine.

Ma andiamo con ordine: sin dal dopoguerra, molti artisti famosi iniziano ad affrescare le facciate delle case di Arcumeggia, Paesino non lontano dal Lago Maggiore, che diviene ben presto una galleria d’arte a cielo aperto. I dipinti, che raffigurano argomenti religiosi, vita quotidiana, tradizioni locali e temi di emigrazione, sono opera di maestri come Sassu, Monachesi, Brindisi, Migneco, Ferrazzi, Treccani. Grazie ad interventi di conservazione e restauro, sono tutti ancora visibili ed in buone condizioni. In particolare sono da notare la bellissima Via Crucis, con le 13 stazioni realizzate da altrettanti autori, e soprattutto i cortili in cui sono collocati gli affreschi degli allievi dei corsi estivi che qui si sono svolti per molti anni.

Dagli anni cinquanta fino ad oggi, i paesi dipinti sono diventati, in Italia, più di cento e in quest’arte così vitale e fantasiosa è accolto il piccolo universo di ognuno di essi. In questi luoghi l’espressione artistica non è qualcosa di distante dalla gente comune, che lo ha voluto e che lo vive quotidianamente, ma è un patrimonio collettivo di cui andare fieri.

Dal 1994 i muri d’autore di tutta Italia sono, per così dire, “tutelati” dall’Associazione Italiana Paesi Dipinti che opera come trait d’union, come collegamento tra le differenti realtà regionali. Il fecondo scambio di esperienze iniziato dall‘Associazione favorisce un turismo mirato, non di massa, creando i presupposti per una rinascita culturale ed economica soprattutto in zone difficilmente raggiungibili.

Tra le tante sono da ricordare, ad esempio, la cittadina di Marchirolo, nei pressi del confine svizzero, ove il lavoro e l’emigrazione sono i temi centrali dei dipinti. Da sempre emigranti, gli abitanti del paese sono persino giunti nella lontana Cina, dove hanno contribuito alla costruzione della ferrovia del Tonchino.

A Legro, pittoresca frazione di Orta, sull’omonimo lago, l’iniziativa “il cinema messo al muro” è dedicata ai tanti registi che qui hanno girato i loro film. In questo museo del cinema all’aria aperta si possono scorgere sulle facciate delle abitazioni locandine e fotogrammi di famosi film come “Riso amaro”, “Addio alle armi”, “La stanza del vescovo” e molti altri.

Nella tranquilla campagna umbra, invece, in un paesaggio che degrada verso la valle del Tevere, si erge su uno sperone roccioso la cittadina di Calvi dell’Umbria, in cui artisti come Bicchi, De Pretis, Valan hanno dipinto scene della natività, riprendendo un’antica tradizione locale. Tuttora conservato nella chiesa di Sant’Antonio è, infatti, un bellissimo presepe in terracotta policroma della metà del 1500.

Passeggiando per Vernante, in provincia di Cuneo, si possono vedere circa 80 murales ispirati al personaggio di Pinocchio, in onore di Attilio Mussino, illustratore della favola di Collodi nel 1911, che ha soggiornato in paese per molti anni. Oltre al famoso burattino, per la felicità di grandi e piccini, si possono scorgere anche gli altri personaggi della favola, dalla Fata Turchina, al Gatto e la Volpe, a Mangiafuoco.

Fiabesco è il borgo di Valloria chiamato il paese dalle “porte dipinte”; in questo paesino ligure in provincia di Imperi, infatti, sono gli usci, i portoni delle vecchie case ad essere dipinti. L’ampia varietà dei temi, che dagli scenari agresti giungono a composizioni oniriche e astratte, danno al paesino una dimensione ancor più irreale. Da notare sono anche le tecniche utilizzate dai numerosi autori che vanno dal graffito al decollage al bassorilievo.

Anche nel sud sono molti gli esempi di città dipinte e, oltre alla più nota Vietri Sul Mare, città della ceramica dipinta, vi sono Furore, in costiera amalfitana, Lauro in provincia di Avellino, Diamante nel cosentino e molte altre.

Furore è arroccata su un fiordo naturale e conserva alcuni originalissimi murales con scene di pesca e di agricoltura che ben simboleggiano la rigogliosa costiera. Il rapporto non sempre idilliaco tra l’uomo e il mare è invece raffigurato in alcuni recenti dipinti di artisti stranieri.

Una storia a sé è rappresentata dai paesini della Sardegna che meglio conservano l’idea originale del muralismo. Da Villamar ad Orgosolo, Da San Sperate a Tula, da Illorai a Nuoro il murales è la voce del popolo. Tra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta alcuni artisti della provincia di Cagliari come Pinuccio Sciola e Antonio Sanna iniziano a dipingere i muri di San Sperate e Villamar cercando di coinvolgere gli abitanti del luogo, di solito esclusi da qualsiasi discorso sull’arte. Dal 1973, la presenza sull’isola di pittori messicani e cileni influenza la realizzazione di una pittura a sfondo politico dalle tinte forti e dai contorni marcati. Nel tempo la traccia sudamericana lascia l posto alla pittura dei moralisti indigeni, e anche la componente ideologica viene abbandonata per tematiche sociali e locali.

Tra gli autori va ricordata la figura di Francesco Casino (senese di nascita d orgolese d’adozione, è stato, per oltre vent’anni, insegnante d’educazione artistica presso la scuola media di Orgosolo) che ha eseguito la maggior parte delle opere di Orgosolo di sapore cubista e picassiano.

Un sintomo di rinnovato vigore è la presenza di giovani leve provenienti soprattutto dalle scuole dell’obbligo che eseguono opere dai temi più vari. In tutta Italia il murales, inteso come elemento di arredo urbano, è diventato una tradizione consolidata, e sempre più spesso gli enti locali promuovono la decorazione delle proprie cittadine, invitando artisti o indicendo concorsi in occasione di feste folcloristiche e sagre.
Dal 1994, l’Assipad (Associazione dei Paesi Dipinti) riunisce i paesi di tutta Italia con lo scopo di conservare e valorizzare questo patrimonio e di promuovere un turismo culturale mirato. Abbiamo intervistato Gianfranco Montagna, segretario nazionale della associazione.
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