Come neutro universale



Scaricare 189.5 Kb.
22.11.2017
Dimensione del file189.5 Kb.



Una premessa: perché analizzare il genere e le differenze di genere non ha alcun nesso con la cosiddetta «teoria del gender», di cui si è parlato molto in Italia nell’ultimo anno.

  • Una premessa: perché analizzare il genere e le differenze di genere non ha alcun nesso con la cosiddetta «teoria del gender», di cui si è parlato molto in Italia nell’ultimo anno.



Quando si parla di differenze di genere si intende, nel senso comune, fare riferimento alle donne. Approccio non corretto. Differenze maschile/ femminile. Maschile non come neutro universale.

  • Quando si parla di differenze di genere si intende, nel senso comune, fare riferimento alle donne. Approccio non corretto. Differenze maschile/ femminile. Maschile non come neutro universale.

  • Women’s e men’ studies sono oggi ugualmente diffusi (i secondi, i men’s studies, sono solo più recenti (circa tre decenni).

  • Maschile come dimensione sociale e culturale da analizzare.



Genere: termine ombrello, utilizzato per distinguere tra differenze biologiche di sesso e i significati legati a quelle differenze.

  • Genere: termine ombrello, utilizzato per distinguere tra differenze biologiche di sesso e i significati legati a quelle differenze.

  • Dunque: genere come insieme dei significati che gruppi sociali diversi conferiscono alle differenze di sesso; idee che vengono coltivate intorno a queste differenze; rappresentazioni culturali che vengono costruite.



Processo di costruzione sociale e di elaborazione simbolica e culturale dell’appartenenza di sesso.

  • Processo di costruzione sociale e di elaborazione simbolica e culturale dell’appartenenza di sesso.

  • Il genere problematizza ciò che è dato per scontato, rimette in discussione il senso comune.



Mutevolezza del significato attribuito al concetto di genere dal momento della sua elaborazione (anni Settanta del Novecento) ad oggi.

  • Mutevolezza del significato attribuito al concetto di genere dal momento della sua elaborazione (anni Settanta del Novecento) ad oggi.

  • Caratteristica costante: genere come concetto relazionale. Processo culturale che produce le identità sessuali.



Come le differenze di genere si trasformano in diseguaglianze. Le relazioni di potere.

  • Come le differenze di genere si trasformano in diseguaglianze. Le relazioni di potere.

  • Intersezionalità: intreccio delle differenze di genere con classe, etnia, generazione, credi religiosi e così via.



  • Il concetto di genere ha carattere dinamico. In quanto dimensione sociale è interno ai processi di mutamento storico-sociali. Muta nel tempo e nello spazio.



La relazione tra femminismo e ‘scoperta’ del gender.

  • La relazione tra femminismo e ‘scoperta’ del gender.

  • Genere come forma di categorizzazione sociale imposta ad un corpo sessuato. Relazione con la dimensione del potere.

  • Di contro, oggi il genere è per lo più evocato come dimensione ‘neutra’ e ‘naturalizzata’.



Sempre più spesso, ad esempio nel linguaggio accademico (ma non solo), sesso e genere diventano sinonimi. ‘ ‘Normalizzazione’ del carattere originariamente ‘eversivo ‘ del concetto di genere. E’ espunto ogni riferimento alla categoria dell’oppressione delle donne da parte maschile.

  • Sempre più spesso, ad esempio nel linguaggio accademico (ma non solo), sesso e genere diventano sinonimi. ‘ ‘Normalizzazione’ del carattere originariamente ‘eversivo ‘ del concetto di genere. E’ espunto ogni riferimento alla categoria dell’oppressione delle donne da parte maschile.



Assegna significato sociale al termine per la prima volta l’antropologa Gayle Rubin (The Traffic in Women, 1975). Rubin introduce il termine SEX-GENDER SYSTEM per indicare il sistema psico-socio-economico che trasforma il sesso biologico in attività umana e sociale. Interesse per, e impegno contro, l’oppressione e la subordinazione sociale delle donne.

  • Assegna significato sociale al termine per la prima volta l’antropologa Gayle Rubin (The Traffic in Women, 1975). Rubin introduce il termine SEX-GENDER SYSTEM per indicare il sistema psico-socio-economico che trasforma il sesso biologico in attività umana e sociale. Interesse per, e impegno contro, l’oppressione e la subordinazione sociale delle donne.



Importanza della consapevolezza circa la diversità dei due termini sesso e genere (sebbene anche le differenze biologiche possano essere considerate come socialmente costruite: ad esempio, fino all’inizio del XIX secolo era convinzione diffusa che uomini e donne avessero i medesimi organi sessuali – solo diversamente collocati).

  • Importanza della consapevolezza circa la diversità dei due termini sesso e genere (sebbene anche le differenze biologiche possano essere considerate come socialmente costruite: ad esempio, fino all’inizio del XIX secolo era convinzione diffusa che uomini e donne avessero i medesimi organi sessuali – solo diversamente collocati).



Il genere può essere imposto culturalmente a chi possiede un sesso femminile per farne una ‘donna’ in senso sociale (De Beauvoir: Donna non si nasce ma si diventa); a chi possiede un sesso maschile per farne un ‘uomo’ in senso sociale.

  • Il genere può essere imposto culturalmente a chi possiede un sesso femminile per farne una ‘donna’ in senso sociale (De Beauvoir: Donna non si nasce ma si diventa); a chi possiede un sesso maschile per farne un ‘uomo’ in senso sociale.



Il concetto di genere si contrappone alla sovradeterminazione della differenza biologica tra i sessi. In base a quest’ultima vengono assegnate socialmente ai due sessi caratteristiche diverse (non solo tra loro separate, ma anche gerarchizzate). Bipartizione sociale delle funzioni e delle attitudini (vedi la critica femminista alla ‘cura’ come prerogativa femminile).

  • Il concetto di genere si contrappone alla sovradeterminazione della differenza biologica tra i sessi. In base a quest’ultima vengono assegnate socialmente ai due sessi caratteristiche diverse (non solo tra loro separate, ma anche gerarchizzate). Bipartizione sociale delle funzioni e delle attitudini (vedi la critica femminista alla ‘cura’ come prerogativa femminile).



  • Storica statunitense, Joan Scott è autrice di un famoso saggio che ‘costruisce’ la categoria di genere (insieme a quello di Gayle Rubin):

  • «Gender: An Useful Category for Women’s History» (1986)



Influenza delle analisi di Foucault e Derrida (e, in generale del post-strutturalismo: centralità del linguaggio e delle forme simboliche come costitutive del mondo sociale e delle soggettività); ma anche degli studi culturali e dell’antropologia.

  • Influenza delle analisi di Foucault e Derrida (e, in generale del post-strutturalismo: centralità del linguaggio e delle forme simboliche come costitutive del mondo sociale e delle soggettività); ma anche degli studi culturali e dell’antropologia.



Genere come costruzione dei saperi intorno alla differenza sessuale.

  • Genere come costruzione dei saperi intorno alla differenza sessuale.

  • Quali significati culturali vengono attribuiti alle differenze fisiche nei differenti periodi storici.



Una molteplicità di saperi costruisce storicamente il genere – e una molteplicità di significati lo caratterizza (sono coinvolte istituzioni, pratiche, rituali, simboli: centralità della vita quotidiana).

  • Una molteplicità di saperi costruisce storicamente il genere – e una molteplicità di significati lo caratterizza (sono coinvolte istituzioni, pratiche, rituali, simboli: centralità della vita quotidiana).

  • I saperi devono garantire la ‘naturalità’ della differenza sessuale.



Genere come fattore primario del manifestarsi dei rapporti di potere.

  • Genere come fattore primario del manifestarsi dei rapporti di potere.

  • Come si costruiscono le relazioni di potere tra i sessi.

  • Il caso delle lavoratrici del XIX secolo (relazione tra ‘trasgressione’ dei ruoli di genere e forza lavoro a basso costo).



Tra le principali critiche femministe al genere:

  • Tra le principali critiche femministe al genere:

  • Judith Butler (filosofa statunitense e teorica del movimento queer, rifiuta le tradizionali identità di genere): genere e sesso si stabilizzano nel tempo attraverso una serie di atti rituali quotidiani. Centralità del linguaggio. Contro la percezione dell’eterosessualità come normalità. Butler è autrice, tra l’altro di Gender Trouble (1990) . Vedi, in italiano, La disfatta del genere, 2006.



Teresa de Lauretis (filosofa italiana, ma vive e insegna da decenni negli USA, a sua volta legata al movimento queer) considera il genere una costruzione artificiale, che si ripete grazie a reiterate rappresentazioni e autorappresentazioni visive e discorsive. Queste rappresentazioni (‘tecnologie di genere’) finiscono per essere interiorizzate dai soggetti, uomini e donne. Vedi il suo Sui generis. Scritti di teoria femminista, 1996.

  • Teresa de Lauretis (filosofa italiana, ma vive e insegna da decenni negli USA, a sua volta legata al movimento queer) considera il genere una costruzione artificiale, che si ripete grazie a reiterate rappresentazioni e autorappresentazioni visive e discorsive. Queste rappresentazioni (‘tecnologie di genere’) finiscono per essere interiorizzate dai soggetti, uomini e donne. Vedi il suo Sui generis. Scritti di teoria femminista, 1996.



«Per questo ho proposto il neologismo en-gender, che rendo in italiano con ingenerarsi: il soggetto (…) si produce in quanto soggetto nell’assumere, nel fare proprie o nell’identificarsi con gli effetti di senso e le posizioni specificate dal sistema sessuale in una data società». (Da De Lauretis, Soggetti eccentrici, ed. it. 1999).

  • «Per questo ho proposto il neologismo en-gender, che rendo in italiano con ingenerarsi: il soggetto (…) si produce in quanto soggetto nell’assumere, nel fare proprie o nell’identificarsi con gli effetti di senso e le posizioni specificate dal sistema sessuale in una data società». (Da De Lauretis, Soggetti eccentrici, ed. it. 1999).



Produzione e riproduzione. Che cos’è la riproduzione. Legame con la vita quotidiana, l’invisibilità del lavoro delle donne, la divisione fra sfera pubblica e sfera privata di vita.

  • Produzione e riproduzione. Che cos’è la riproduzione. Legame con la vita quotidiana, l’invisibilità del lavoro delle donne, la divisione fra sfera pubblica e sfera privata di vita.

  • Patriarcato. Forma di controllo degli uomini sulle donne finalizzata a mantenere il dominio maschile.



  • La sua base materiale: controllo della forza lavoro femminile (esclusione da risorse produttive centrali) e controllo della sessualità femminile. Benefici personali e controllo della generazione dei figli. Ruolo della famiglia e delle altre istituzioni sociali nel suo mantenimento.



Crisi progressiva del patriarcato in Occidente a partire dalla seconda metà del Novecento.

  • Crisi progressiva del patriarcato in Occidente a partire dalla seconda metà del Novecento.

  • Il concetto di genere - in quanto costruzione sociale, dunque soggetta a mutamenti – rimette in discussione l’astoricità della dimensione patriarcale.



Doppia presenza. Dal doppio lavoro alla doppia presenza (Balbo 1978). Con questo concetto viene messa ora al centro la soggettività e l’identità delle donne attive sia nel lavoro familiare sia nel lavoro per il mercato (vedi Barazzetti , C’è posto per me?, 2007).

  • Doppia presenza. Dal doppio lavoro alla doppia presenza (Balbo 1978). Con questo concetto viene messa ora al centro la soggettività e l’identità delle donne attive sia nel lavoro familiare sia nel lavoro per il mercato (vedi Barazzetti , C’è posto per me?, 2007).

  • L’’attraversamento stabile’ di più mondi; l’ibridazione.



Lo stereotipo richiede:

  • Lo stereotipo richiede:

  • 1. la semplificazione della realtà

  • 2. una generalizzazione arbitraria di determinati caratteri attribuiti ad un gruppo

  • 3. una condivisione sociale

  • 4. una fissità e ripetitività dei significati che esso veicola



La funzione principale degli S.

  • La funzione principale degli S.

  • Oggi si sottolinea il carattere difensivo degli S.: per loro tramite cerchiamo di proteggerci dai continui processi di cambiamento della realtà sociale.

  • L’effetto più importante degli S.

  • Alterazione dei dati dell’esperienza: eventuali informazioni che contraddicono gli S. vengono ignorate.



Attraverso gli S. vengono attribuite determinate caratteristiche negative a specifici gruppi sociali (solitamente minoranze svantaggiate oppure - come nel caso delle donne – a soggetti proposti come culturalmente e socialmente marginali).

  • Attraverso gli S. vengono attribuite determinate caratteristiche negative a specifici gruppi sociali (solitamente minoranze svantaggiate oppure - come nel caso delle donne – a soggetti proposti come culturalmente e socialmente marginali).



Sintesi

  • Sintesi

  • Gli stereotipi sono semplificazioni rigide e grossolane, e forme di difesa contro la complessità del mondo.

  • Stereotipi come insiemi coerenti e rigidi di credenze negative che vengono nutrite, in modo condiviso, nei confronti di un determinato gruppo o categoria sociale (Mazzara).

  • Stereotipo come nucleo cognitivo del pregiudizio.



Persistenza degli stereotipi di genere nel nostro tempo (nonostante il loro anacronismo).

  • Persistenza degli stereotipi di genere nel nostro tempo (nonostante il loro anacronismo).

  • Gli stereotipi di genere come espressione del’ordine di genere (Connell).

  • Sapere riconoscere gli stereotipi di genere nella vita quotidiana. Stereotipi di genere e costruzione dell’identità. Il processo di auto-stereotipizzazione.



Qualche esempio di stereotipi connessi al modello femminile (Ruspini). Le donne:

  • Qualche esempio di stereotipi connessi al modello femminile (Ruspini). Le donne:

  • Non sono aggressive

  • Non si percepiscono come leader

  • Hanno molta comprensione per gli altri

  • Sono affettuose

  • Sono fedeli

  • Amano l’arte e la letteratura

  • • Usano di rado parolacce



Gli uomini a loro volta:

  • Gli uomini a loro volta:

  • Sono molto realistici

  • E’ difficile influenzarli

  • Sono attivi

  • Amano la matematica e le scienze naturali

  • Non hanno paura

  • Hanno attitudine al comando

  • Sanno imporsi e affermarsi

  • Sanno controllare le emozioni



  • La posizione delle donne nel mdl resta ancora oggi svantaggiata: minore occupazione, minore accesso alle posizioni di vertice, più precariato. E non solo nel mondo del lavoro (vedi il GDI: Gender-related Development Index, ONU)

  • Le ‘affirmative actions’ (‘azioni positive’) come risposta al persistere delle discriminazioni.



Le ‘affirmative actions’ nascono negli USA, anni ‘60 del Novecento. Obiettivo: riequilibrare le posizioni di potere dei gruppi svantaggiati (neri, minoranze etniche). Le donne come gruppo coinvolto nelle ‘azioni positive’ in quanto discriminato.

  • Le ‘affirmative actions’ nascono negli USA, anni ‘60 del Novecento. Obiettivo: riequilibrare le posizioni di potere dei gruppi svantaggiati (neri, minoranze etniche). Le donne come gruppo coinvolto nelle ‘azioni positive’ in quanto discriminato.

  • In Europa si inizia a parlare di ‘a.a.’ a partire dagli anni ‘80.



Le azioni positive consistono nell’attribuzione di riserve di posti nelle imprese o nel conferimento di un surplus di punteggio ad esempio per l’accesso all’università (le quote).

  • Le azioni positive consistono nell’attribuzione di riserve di posti nelle imprese o nel conferimento di un surplus di punteggio ad esempio per l’accesso all’università (le quote).

  • Oltre la prospettiva liberale (e astratta) dell’eguaglianza. Per garantire effettivamente l’eguaglianza può essere necessario trattare i diversi gruppi sociali in modo diseguale (vedi le analisi di Elisa Pazé, Diseguali per legge).



Oltre i divieti di discriminazione. Il paradosso delle ‘affirmative actions’: la legge non è uguale per tutti.

  • Oltre i divieti di discriminazione. Il paradosso delle ‘affirmative actions’: la legge non è uguale per tutti.

  • Eguaglianza in senso sostanziale (e non formale). La discriminazione deve favorire i gruppi più svantaggiati.

  • Le differenze (qui intese come svantaggi sociali) diventano ‘valore aggiunto’.



La problematica delle quote (nel mondo del lavoro, nelle istituzioni politiche) va inserita in questo contesto analitico.

  • La problematica delle quote (nel mondo del lavoro, nelle istituzioni politiche) va inserita in questo contesto analitico.

  • La risoluzione del Parlamento Europeo del marzo 2012: Preso atto che «l’utilizzo delle quote elettorali ha effetti positivi sulla rappresentanza delle donne» si chiede agli stati membri con bassa rappresentanza femminile nelle assemblee politiche di introdurre «misure equivalenti».



  • L’importanza della legge costituzionale 30 maggio 2003, art. 51, che sottolinea come la Repubblica promuova ‘con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini’.



Che cos’è l’empowerment femminile

  • Che cos’è l’empowerment femminile

  • Il ruolo del femminismo della ‘seconda ondata’ e la Conferenza di Pechino del 1995 (Quinta Conferenza Mondiale sulle Donne promossa dalle Nazioni Unite) nella costruzione dell’empowerment. Le donne da ‘vittime’ a soggetti attivi, portatori di processi di mutamento sociale.



Cosa si intende per gender mainstreaming.

  • Cosa si intende per gender mainstreaming.

  • La prospettiva di genere non è più confinata a specifiche analisi o riflessioni, ma attraverso tutti gli ambiti della vita sociale e collettiva. Importanza del mainstreaming sotto il profilo delle politiche.



Il tema della maschilità non è inizialmente considerato quando la categoria di genere viene messa a punto (anni Settanta). Le ragioni.

  • Il tema della maschilità non è inizialmente considerato quando la categoria di genere viene messa a punto (anni Settanta). Le ragioni.

  • La maschilità non come ‘essenza’ ma come costruzione sociale di genere (significati culturalmente associati agli uomini e alle donne).



Più precisamente: set di pratiche sociali e di rappresentazioni culturali associate all’essere uomini. Oggi: possibilità di riferirsi ad una pluralità di significati associati alla definizione della maschilità.

  • Più precisamente: set di pratiche sociali e di rappresentazioni culturali associate all’essere uomini. Oggi: possibilità di riferirsi ad una pluralità di significati associati alla definizione della maschilità.

  • Mentre secondo le scienze naturali la maschilità è associata a determinati ormoni e cromosomi per le scienze sociali la maschilità è legata a forme di potere (tra gli uomini, e tra gli uomini e le donne).



Che cos’è la prospettiva essenzialista in rapporto alla maschilità. Il ruolo degli stereotipi.

  • Che cos’è la prospettiva essenzialista in rapporto alla maschilità. Il ruolo degli stereotipi.

  • Per la prospettiva costruzionista le diverse forme di maschilità vanno comprese in relazione ai contesti sociali in cui gli uomini vivono.



I significati del’essere uomini (e donne) sono dunque in costante mutamento. In sostanza, la costruzione della maschilità é storica esattamente come quella del femminile.

  • I significati del’essere uomini (e donne) sono dunque in costante mutamento. In sostanza, la costruzione della maschilità é storica esattamente come quella del femminile.

  • Che cos’è la ‘maschilità di mercato’ (Kimmel) come forma di maschilità storica: aggressività, competitività e ansia come segni caratteristici. Equivalenza del concetto con quello di ‘maschilità egemone’.



Il mercato come arena competitiva del maschile. Le donne, gli uomini non bianchi, i non eterosessuali devono essere esclusi. Riferimento alla realtà americana (ma generalizzabilità del concetto).

  • Il mercato come arena competitiva del maschile. Le donne, gli uomini non bianchi, i non eterosessuali devono essere esclusi. Riferimento alla realtà americana (ma generalizzabilità del concetto).



Caratteristiche della ‘maschilità di mercato’: aggressività, competitività, ansia.

  • Caratteristiche della ‘maschilità di mercato’: aggressività, competitività, ansia.

  • Tensione con gli altri uomini, tensione con le donne che competono per gli stessi ‘posti di comando’. Cosa sono i ‘tornei’ organizzativi (Adriana Luciano).



La ‘ maschilità di mercato’ come maschilità egemone: «un uomo che vive nel potere, con il potere, insomma un uomo di potere» (Kimmel).

  • La ‘ maschilità di mercato’ come maschilità egemone: «un uomo che vive nel potere, con il potere, insomma un uomo di potere» (Kimmel).

  • Le quattro affermazioni alla base della maschilità egemone:

  • 1. Non fare la femminuccia

  • 2. Nella vita devi avere successo



  • 3. Sii saldo come una roccia (=sii virile: vedi slides successive)

  • 4. Dai del filo da torcere

  • Un modello irrealizzabile per chiunque

  • In sintesi, e per prima cosa, essere uomo significa «non essere una donna».



Nei termini della psicologia del profondo: relazione potenzialmente conflittuale con la madre (rifiuto della dipendenza dalla madre).

  • Nei termini della psicologia del profondo: relazione potenzialmente conflittuale con la madre (rifiuto della dipendenza dalla madre).

  • Respingendo la madre via via che cresce, il bambino emargina la dimensione dell’accudimento, della cura, dalla propria identità. Identità maschile come presa di distanza dalla femminilità.



Il problema dell’insicurezza sulla propria identità e il bullismo maschile.

  • Il problema dell’insicurezza sulla propria identità e il bullismo maschile.

  • Dimostrare la propria maschilità agli altri coetanei. Timore del fallimento, ansia della competizione. Ogni attività potenzialmente ‘femminile’ deve essere bandita.

  • «Gli uomini hanno paura degli altri uomini» (Kimmel)



Secondo Kimmel, le definizioni culturali di maschilità sono guidate dal timore di essere considerati ‘effeminati’. Abbigliamento, modo di parlare, modi camminare, di mangiare come segni di lontananza La violenza come forma di conferma dell’identità maschile (lontananza dal femminile).

  • Secondo Kimmel, le definizioni culturali di maschilità sono guidate dal timore di essere considerati ‘effeminati’. Abbigliamento, modo di parlare, modi camminare, di mangiare come segni di lontananza La violenza come forma di conferma dell’identità maschile (lontananza dal femminile).



La questione della virilità in quanto dimensione maschile (forza, coraggio, vigore, decisione). Virilità come opposto di femminilità e garanzia di accesso al potere.

  • La questione della virilità in quanto dimensione maschile (forza, coraggio, vigore, decisione). Virilità come opposto di femminilità e garanzia di accesso al potere.

  • Modernità e ‘svirilizzazione’. La retorica della ‘femminilizzazione della società’.



La paura dell’omosessualità in quanto opposta alla virilità (Bellassai). Vedi il concetto di omofobia.

  • La paura dell’omosessualità in quanto opposta alla virilità (Bellassai). Vedi il concetto di omofobia.

  • All’omosessuale vengono attribuite caratteristiche psicologiche antitetiche alla virilità. Relazione tra misoginia (avversione verso le donne) e omofobia.



Omofobia legata al sessismo e al razzismo (sia l’altro straniero sia l’altro gay). L’esercizio del potere verso le donne e gli ‘altri’ (esercizio del potere non in quanto singoli, ma in quanto gruppo).

  • Omofobia legata al sessismo e al razzismo (sia l’altro straniero sia l’altro gay). L’esercizio del potere verso le donne e gli ‘altri’ (esercizio del potere non in quanto singoli, ma in quanto gruppo).



Genere come dimensione relazionale.

  • Genere come dimensione relazionale.

  • Relazioni di genere come processi complessi (e mutevoli) costituiti da e attraverso parti interrelate, interdipendenti. Ciascuna parte non ha esistenza o significato senza l’altra.

  • Al tempo stesso, sul piano storico un genere, il maschile, va considerato come quello dominante.



La questione delle identità di genere e dei loro processi di trasformazione. I mutamenti del ‘maschile’ e del femminile. I ruoli di genere. Il maschile non più come ‘neutro universale’.

  • La questione delle identità di genere e dei loro processi di trasformazione. I mutamenti del ‘maschile’ e del femminile. I ruoli di genere. Il maschile non più come ‘neutro universale’.

  • Sul piano accademico: la nascita dei men’s studies accanto ai women’s studies (e gender studies) come segnale della trasformazione in corso.



La diversa velocità dei processi di mutamento delle identità di genere di uomini e di donne.

  • La diversa velocità dei processi di mutamento delle identità di genere di uomini e di donne.

  • In Italia: il dramma del ‘femminicidio’.

  • 134 le donne uccise 2013 , più un numero considerevole di tentati omicidi; nel 60% dei casi come esito di relazioni troncate. Relazione tra femminicidio, stereotipi e pregiudizi di genere; relazione fra femminicidio e tempi diversi delle dinamiche di mutamento delle identità di uomini e di donne.



 

  •  

  • Costruzione sociale e culturale delle differenze tra ‘maschile’ e ‘femminile’; muta nel tempo e tra culture; ha carattere storico.

  • Scala di attributi identificati come appartenenti al ‘maschile’ e al ‘femminile’.

  • Effetto delle relazioni tra uomini e donne (differenze di potere politico, ruoli sociali, attese).



  • Carattere processuale, non statico, del concetto di genere. Questo processo riguarda il modo in cui gruppi di uomini e di donne definiscono ed esprimono i propri interessi (Lovenduski).

  • Il processo che viene definito ‘gendering’ è quello in base al quale le questioni

  • sul tappeto vengono concettualizzate in

  • termini di genere (vedi la questione della

  • rappresentanza politica).

  •  



  • In sintesi:

  • Il genere , in quanto principio organizzativo societario, ci aiuta a comprendere le dinamiche sociali (non diversamente dalla classe, dall’appartenenza etnica, eccetera).

  • L’organizzazione materiale e simbolica del mondo sociale porta l’impronta delle differenze di genere.





Condividi con i tuoi amici:


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale